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XBOX, il passaggio al digitale ha radici inaspettate

La conversione dei dischi XBOX One in copie digitali nasce da scelte risalenti al 2011: emergono i retroscena, i requisiti tecnici e il ruolo dei publisher.

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XBOX, il passaggio al digitale ha radici inaspettate
Avatar di Antonello Buzzi

a cura di Antonello Buzzi

Staff Writer @SpazioGames

Pubblicato il 18/09/2026 alle 15:55

La notizia in un minuto

  • La conversione delle copie fisiche sfrutta un identificatore univoco inserito nei dischi XBOX One, frutto di scelte maturate mentre Microsoft esplorava nuove forme di proprietà digitale già nel 2011.
  • Microsoft ha spiegato ai tester interni che la fabbricazione del disco determina l'accesso al programma, mentre alcuni supporti leggermente danneggiati possono fallire la conversione pur consentendo ancora di giocare.
  • Il programma richiede il consenso dei publisher e ha aggiunto altri giochi dopo l'annuncio, comprese produzioni Ubisoft, mentre Microsoft ha indicato che il supporto si estenderà a ulteriori titoli.

Riassunto generato con l’IA. Potrebbe non essere accurato.

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La funzione da disco a digitale di XBOX affonda le radici nei progetti elaborati da Microsoft prima del lancio di XBOX One. Il sistema permette di trasformare una copia fisica in una digitale inserendo il supporto nel lettore: a renderlo possibile è un identificatore che la società aveva scelto di incorporare nei dischi.

I retroscena emersi fanno risalire al 2011 le prime esplorazioni dell'azienda intorno alla proprietà dei giochi digitali. Tra le possibilità studiate figuravano i regali digitali, il recupero dei giochi acquistati in formato digitale e la conversione delle copie fisiche attraverso i negozi, consegnando il disco in cambio della corrispondente versione digitale.

Una parte di quella strategia affiorò con la presentazione di XBOX One nel 2013. Il progetto iniziale prevedeva una connessione obbligatoria per sostenere la visione della società sulla condivisione digitale dei giochi e sulle relative funzionalità. Le contestazioni suscitate da quei requisiti portarono poi Microsoft a rivedere i propri piani prima dell'uscita della console.

La scelta tecnica di identificare ogni supporto è invece alla base della funzione annunciata ad agosto. Nei dischi è stato inserito l'equivalente di un numero di serie, leggibile dalle console: una soluzione pensata per riconoscere le singole copie fisiche, mentre l'azienda valutava l'evoluzione della distribuzione verso il digitale.

La compatibilità dei dischi dipende però dalla fabbricazione e dalle condizioni del supporto: alcune prime copie potrebbero essere prive dell'identificatore necessario, mentre danni lievi possono impedire la conversione anche quando il gioco funziona regolarmente. Nelle comunicazioni ai tester interni, Microsoft ha collegato espressamente l'accesso al programma a come e quando il disco è stato prodotto.

Sul piano commerciale, il programma richiede l'adesione dei publisher. Dopo l'annuncio sono aumentati i giochi supportati e sono comparsi anche prodotti Ubisoft. La società ha indicato che altri seguiranno, con un ampliamento progressivo che passa quindi anche dagli accordi con chi decide le modalità di vendita dei singoli titoli.

La conversione si inserisce nelle iniziative di preservazione dei videogiochi portate avanti dal gruppo, insieme al lavoro sulla retrocompatibilità delle produzioni XBOX e XBOX 360 sulle console moderne. A queste si aggiunge l'arrivo di giochi delle due generazioni su PC. La conservazione della libreria è inoltre uno degli obiettivi di Project Helix, la prossima XBOX, che potrebbe arrivare a eseguire tutti i giochi della famiglia.

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Fonte dell'articolo: www.theverge.com

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