La crisi globale della memoria e dello storage non risparmia nessuno, nemmeno i giganti del gaming. Valve, la software house americana nota in Italia soprattutto per la piattaforma di distribuzione digitale Steam e per il portatile Steam Deck, si trova oggi a fare i conti con una carenza di componenti che sta condizionando la produzione del suo nuovo Steam Machine, il computer da salotto pensato per portare il gaming PC in soggiorno. E secondo i suoi stessi ingegneri, la situazione non accenna a migliorare.
A rivelarlo sono stati direttamente i tecnici di Valve in un'intervista rilasciata a Bloomberg, dove hanno ammesso senza mezzi termini che la scarsità di memoria e storage è peggiore del previsto. Pierre-Loup Griffais, ingegnere del progetto, ha dichiarato che l'azienda sta costruendo tutto ciò che riesce a procurarsi, con la capacità di memoria che rappresenta il principale collo di bottiglia.
La radice del problema è ben nota nell'industria tech: la corsa all'intelligenza artificiale ha generato una domanda straordinaria di componenti da parte dei grandi data center, sottraendo risorse a tutti gli altri settori produttivi.
Le parole del collega Yazan Aldehayyat sono ancora più dirette e suonano quasi come un avvertimento per i consumatori: quello che oggi si trova sugli scaffali dei negozi riflette la situazione della catena di approvvigionamento di tre o sei mesi fa. La carenza reale, quella che Valve sta sperimentando negli acquisti all'ingrosso, arriverà sul mercato retail con mesi di ritardo. Un gap temporale che rende difficile fare previsioni affidabili a breve termine.
Nonostante questo quadro preoccupante, Valve assicura che la roadmap dello Steam Machine non subirà modifiche sostanziali.
L'azienda prevede inoltre una futura stabilizzazione dei prezzi, che potrebbe avvenire attraverso un calo dei costi dei componenti oppure, in alternativa, attraverso una normalizzazione delle quotazioni attuali da parte del mercato. Due scenari molto diversi tra loro, con implicazioni opposte per il portafoglio dei consumatori.
Lo Steam Machine è stato annunciato il mese scorso con prezzi di partenza tutt'altro che popolari: la versione da 512 GB è disponibile a 1.049 dollari, mentre quella da 2 TB arriva a 1.349 dollari. Per il mercato britannico i prezzi sono rispettivamente di 879 e 1.149 sterline.
Un posizionamento di fascia alta che Valve stessa ha riconosciuto essere superiore a quanto avrebbe desiderato, ma che riflette proprio i costi elevati dei componenti nel momento attuale.
A rendere la situazione ancora più complessa per i potenziali acquirenti c'è il sistema di distribuzione adottato: la disponibilità iniziale è stata assegnata tramite un meccanismo a lotteria, e chi non è riuscito ad aggiudicarselo deve ora iscriversi a una lista d'attesa.
Un approccio che ricorda da vicino quanto accaduto con le schede grafiche della serie RTX di NVIDIA durante la pandemia, quando i prodotti tech più ambiti erano praticamente introvabili nei canali ufficiali.
Analisti del settore interpellati da GamesIndustry.biz hanno già etichettato lo Steam Machine come un dispositivo di nicchia, penalizzato sia dal prezzo elevato sia da un fattore forma che non si rivolge alla massa dei giocatori.
Steam Machine è pensato come il fratello maggiore da salotto dello Steam Deck, il portatile che ha riscosso un notevole successo anche in Europa, ma la transizione da un prodotto portatile accessibile a una macchina da tavolo a quattro cifre rappresenta un salto non indifferente per il pubblico di riferimento.