Il dibattito sull'uso dell'intelligenza artificiale nei videogiochi continua a produrre esperimenti molto diversi tra loro. Dopo il caso del manager XBOX che sosteneva di aver realizzato un semplice gioco in tre ore di lavoro attivo, dall'Italia arriva un progetto che prova a mostrare cosa cambia quando gli strumenti generativi finiscono nelle mani di chi possiede già competenze tecniche.
Il risultato si chiama Italian Brawls, un picchiaduro 3D gratuito e giocabile direttamente dal browser. L'idea mette nell'arena personaggi ispirati ai politici italiani, trasformandoli nei combattenti di scontri volutamente sopra le righe.
Dietro al progetto c'è Francesco De Nittis, che lo ha sviluppato nel proprio tempo libero e senza il coinvolgimento dell'azienda per cui lavora. La prima versione sarebbe nata nell'arco di circa una settimana, sfruttando anche elaborazioni notturne e pipeline che l'autore aveva già costruito per altri progetti personali.
Il lavoro non si è limitato alla generazione di qualche elemento visivo. De Nittis ha combinato più strumenti di IA per produrre personaggi tridimensionali, animazioni e meccaniche di combattimento, organizzando poi questi materiali all'interno di un'esperienza effettivamente giocabile.
È una distinzione importante rispetto all'idea del videogioco ottenuto con un singolo prompt. Italian Brawls sembra infatti poggiare su un processo più strutturato, nel quale l'automazione accelera alcune fasi ma resta inserita in una pipeline progettata e gestita da una persona con esperienza tecnica.
Il progetto ha continuato a crescere dopo il primo prototipo. Le aggiunte più recenti comprendono nuove modalità, missioni e ambienti interattivi, elementi che suggeriscono un lavoro di iterazione ben più ampio della semplice dimostrazione iniziale.
Anche la risposta del pubblico è degna di nota. Secondo i dati condivisi dal progetto, Italian Brawls avrebbe raggiunto circa 3.000 giocatori senza investimenti in promozione, dopo essere stato pubblicato su Reddit soprattutto per raccogliere commenti e indicazioni dagli utenti.
Il numero resta attribuito all'autore, ma il percorso è comunque interessante: un esperimento nato nel tempo libero ha trovato rapidamente un pubblico e ha continuato ad ampliarsi, offrendo un caso concreto con cui osservare possibilità e limiti del cosiddetto vibe coding.
Italian Brawls non dimostra che basti chiedere a un modello di creare un gioco completo. Semmai racconta il contrario: gli strumenti di IA possono ridurre tempi e barriere, ma la qualità del risultato dipende ancora dalla capacità di costruire una pipeline, selezionare gli output e trasformarli in un prodotto coerente e utilizzabile.