Sony potrebbe essere al lavoro su una funzionalità che cambierebbe radicalmente l'approccio dei giocatori PlayStation all'ecosistema multipiattaforma. Secondo quanto emerso da alcuni datamining condotti sui server PlayStation, la compagnia giapponese starebbe sviluppando un sistema chiamato "Cross-Buy", che permetterebbe di acquistare un gioco una sola volta e possederlo contemporaneamente su PS5 e PC.
Si tratterebbe di una mossa strategica che avvicinerebbe Sony al modello già adottato da Microsoft con Xbox Play Anywhere, segnando un'ulteriore apertura verso l'ambiente PC dopo anni di esclusività rigida. La scoperta, avvenuta attraverso l'analisi di nuovi simboli ufficiali integrati nei font di sistema della console, suggerisce che il servizio potrebbe debuttare nel corso dei prossimi mesi.
Il leak proviene dall'analisi di codici e icone rinvenuti nei file di sistema di PlayStation 5, dove sono stati identificati nuovi simboli ufficiali Sony contrassegnati dai codici uf-code EF5B fino a EF61. Tra questi spicca un'icona che combina il logo PS5 con quello PC, accompagnata dalla dicitura "Cross-Buy" e da una data di riferimento datata giugno 2025. Gli esperti che hanno scovato questi elementi hanno confermato l'autenticità dei simboli, visibili direttamente sulla console attuale e parte integrante dei font proprietari della piattaforma.
Il nome Cross-Buy non è nuovo nell'universo PlayStation: Sony aveva già utilizzato questa denominazione durante l'era PS3, PS4 e PS Vita, quando alcuni titoli potevano essere acquistati una volta e giocati su tutte e tre le piattaforme compatibili. Tuttavia, quella funzionalità è rimasta dormiente per anni, limitata a un catalogo ristretto di giochi e mai davvero sviluppata come sistema universale.
L'implementazione pratica del Cross-Buy solleva interrogativi tecnici non banali. A differenza di Microsoft, che può sfruttare il Microsoft Store per gestire le licenze unificate tra Xbox e PC attraverso Xbox Play Anywhere, Sony non dispone di un client proprietario per la distribuzione digitale su Windows.
I suoi titoli first-party approdati su PC negli ultimi anni – da God of War a Spider-Man, passando per Horizon Zero Dawn e The Last of Us Part I – sono stati pubblicati esclusivamente tramite Steam e in alcuni casi Epic Games Store. Questo significa che Sony dovrà necessariamente negoziare accordi di licensing complessi con Valve e Epic per permettere il trasferimento delle licenze tra ecosistemi diversi, un'operazione che potrebbe comportare nuove divisioni dei ricavi e complicazioni nella gestione dei DRM.
Dal punto di vista dei giocatori, un sistema Cross-Buy funzionante rappresenterebbe un cambiamento epocale nell'approccio di Sony al mercato PC. Attualmente chi desidera giocare le esclusive PlayStation sia su console che su computer deve acquistare il gioco due volte, pagando spesso il prezzo pieno su entrambe le piattaforme.
Con Cross-Buy, l'acquisto digitale sul PlayStation Store garantirebbe automaticamente l'accesso alla versione PC, incentivando i possessori di PS5 a investire nell'ecosistema Sony anche quando preferiscono giocare alla scrivania. Resta da capire se la funzionalità si applicherà retroattivamente ai titoli già disponibili su entrambe le piattaforme o se riguarderà solo le future release.
Alcuni analisti hanno avanzato un'ipotesi alternativa particolarmente intrigante: il ritorno del marchio Cross-Buy potrebbe essere collegato alla presunta handheld PS6 di cui circolano voci da mesi. Considerato che Cross-Buy era storicamente associato alla PS Vita, un'eventuale console portatile di nuova generazione sarebbe l'occasione perfetta per rilanciare questo tipo di servizio integrato.
Tuttavia, dato che la next-gen PlayStation è prevista non prima del 2027-2028, appare improbabile che Sony stia già implementando codici specifici nei file di sistema per un hardware così lontano nel tempo. La tempistica suggerisce piuttosto un'applicazione immediata all'attuale generazione.
Al momento Sony non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali riguardo al Cross-Buy né ha confermato l'autenticità dei leak. Tuttavia, la presenza verificata dei simboli nei font ufficiali di sistema di PlayStation 5 lascia pochi dubbi sulla genuinità dei file scoperti.