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GTA 6 e licenziamenti, primo verdetto favorevole a Rockstar

Un tribunale del lavoro britannico ha negato il reintegro temporaneo sul libro paga a oltre 30 ex sviluppatori impegnati su GTA 6.

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GTA 6 e licenziamenti, primo verdetto favorevole a Rockstar
Avatar di Antonello Buzzi

a cura di Antonello Buzzi

Staff Writer @SpazioGames

Pubblicato il 13/01/2026 alle 14:00 - Aggiornato il 10/02/2026 alle 12:02

La notizia in un minuto

  • Un tribunale di Glasgow ha respinto la richiesta di tutela economica temporanea per oltre 30 sviluppatori licenziati da Rockstar Games, accusata di union busting per aver rimosso dipendenti coinvolti in attività sindacali
  • Rockstar avrebbe ottenuto commenti dei dipendenti tramite monitoraggio clandestino di un server Discord privato del sindacato, violando procedure disciplinari standard senza fornire prove di indagini interne
  • Il caso ha raggiunto il Parlamento britannico con oltre 200 dipendenti Rockstar che hanno firmato una lettera di condanna, mentre il processo completo potrebbe stabilire un precedente cruciale per i diritti sindacali nell'industria videoludica

Riassunto generato con l’IA. Potrebbe non essere accurato.

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Il caso che sta scuotendo Rockstar Games e l'intera industria videoludica britannica ha vissuto un nuovo capitolo significativo. Un tribunale del lavoro di Glasgow ha respinto la richiesta di tutela economica temporanea per oltre 30 sviluppatori licenziati dallo studio di Grand Theft Auto 6, in quello che il sindacato Independent Workers' Union of Great Britain (IWGB) continua a definire un atto di "union busting". 

La decisione del giudice dello scorso 12 gennaio nega agli ex dipendenti Rockstar l'accesso all'interim relief, una forma di sostegno economico che avrebbe riportato i licenziati sul libro paga dell'azienda in attesa del processo vero e proprio.

Questa tutela temporanea rappresentava una speranza concreta per sviluppatori che si trovano ora senza reddito dopo essere stati improvvisamente allontanati dall'azienda lo scorso ottobre.

Tuttavia, l'IWGB ha sottolineato che ottenere questo tipo di protezione per un gruppo così numeroso sarebbe stato comunque "senza precedenti" nel panorama britannico, pur riconoscendo che si trattava di una possibilità remota.

Nonostante la battuta d'arresto, il sindacato si dichiara più determinato che mai. Secondo quanto emerso durante l'udienza, Rockstar avrebbe violato molteplici procedure disciplinari standard nel gestire i licenziamenti: nessun incontro disciplinare preventivo, impossibilità di presentare ricorso se non dopo sei settimane, e totale assenza di prove documentate di un'indagine interna.

La stessa giudice avrebbe affermato nella sua sentenza che "non vi erano prove che l'azienda avesse subito conseguenze negative" a causa delle azioni contestate ai dipendenti.

Il cuore della controversia ruota attorno a un server Discord privato utilizzato dal sindacato. Gli avvocati di Rockstar avrebbero ottenuto commenti dei dipendenti da questo canale senza il loro consenso, in quello che i lavoratori definiscono "monitoraggio clandestino".

Il sindacato contesta inoltre che le persone identificate da Rockstar come giornalisti e competitor fossero in realtà funzionari sindacali ed ex dipendenti ancora vincolati dagli stessi accordi di non divulgazione del personale attivo.

Questa dinamica ricorda altre situazioni controverse nel settore gaming, dove il confine tra legittima tutela della proprietà intellettuale e controllo invasivo dei dipendenti è sempre più sfumato.

Alex Marshall, presidente dell'IWGB, ha dichiarato di essere "più convinto che mai che un tribunale completo e sostanziale troverà il tentativo calcolato di Rockstar di schiacciare un sindacato non solo ingiusto ma anche illegale".

La fiducia del sindacato si basa sulle debolezze emerse nella difesa di Rockstar durante l'udienza preliminare, che secondo l'organizzazione hanno rafforzato la convinzione che i licenziamenti fossero non solo profondamente ingiusti ma anche palesemente illegali.

Un ex dipendente Rockstar, che ha preferito rimanere anonimo, ha espresso la devastazione personale causata dalla situazione: "Le conseguenze nel mondo reale stanno costringendo persone di valore a lasciare questo paese, sconvolgendo le loro famiglie e distruggendo le loro vite, tutto a causa delle azioni di un datore di lavoro spietato e indifferente nella sua ricerca di schiacciare un sindacato".

Le parole sottolineano come la vertenza non riguardi solo questioni legali astratte, ma l'impatto concreto su sviluppatori che contribuiscono a creare franchise da miliardi di dollari come GTA.

Dal canto suo, Rockstar Games ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma di accogliere con favore la decisione del tribunale, sostenendo che essa sia coerente con la posizione dell'azienda fin dall'inizio.

Lo studio ha ribadito di ritenere che i licenziamenti fossero necessari a causa di "gravi comportamenti scorretti", pur esprimendo rammarico per essere stati messi in una posizione in cui le dismissioni si sono rese necessarie. L'azienda sostiene che la sua linea d'azione sia supportata dall'esito dell'udienza.

La vicenda ha avuto ripercussioni ben oltre l'aula del tribunale. Oltre 200 dipendenti Rockstar hanno firmato una lettera alla dirigenza condannando i licenziamenti dei colleghi, segnalando un malcontento diffuso all'interno dello studio proprio mentre il team lavora a uno dei titoli più attesi dell'industria.

Il caso è stato discusso in Parlamento, e lo stesso primo ministro britannico Keir Starmer lo ha definito "profondamente preoccupante", annunciando che i ministri avrebbero approfondito la questione.

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Fonte dell'articolo: www.eurogamer.net

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