La presentazione di Rideshare Stimulator, simulatore di guida destinato a PS5, è stata travolta da una polemica legata all’impiego dell’intelligenza artificiale generativa. Il caso è nato dalle dichiarazioni dell’ex autrice di Saber Interactive Stella Sacco, che ha affermato di aver lavorato al progetto come sceneggiatrice principale prima che la produzione cambiasse direzione.
Secondo Stella Sacco, il suo contributo sarebbe stato sostituito a metà sviluppo da contenuti realizzati attraverso ChatGPT. La sceneggiatrice ha spiegato di aver scoperto l’annuncio del gioco soltanto dopo la pubblicazione del trailer, aggiungendo che la decisione sarebbe arrivata mentre il lavoro narrativo era ancora in corso. Le sue dichiarazioni non riguardano quindi un semplice esperimento marginale, ma una parte centrale della produzione.
Sacco ha inoltre sostenuto che tutte le voci dei passeggeri sarebbero state generate artificialmente. L’autrice ha poi sollevato il tema della comunicazione al pubblico, affermando che l’impiego di questi strumenti non risultava indicato nella pagina Steam del titolo. Le accuse hanno rapidamente attirato numerose critiche nei commenti al trailer, sui social e nell’area delle discussioni della piattaforma Valve.
Nel ricostruire il confronto interno, Sacco ha dichiarato che il suo responsabile presso Unigine avrebbe difeso più volte il suo lavoro davanti ai dirigenti favorevoli all’intelligenza artificiale. La scelta finale sarebbe però arrivata dai vertici di Saber Interactive, convinti che l’associazione con una tecnologia emergente potesse trasformarsi in un elemento utile alla promozione del simulatore.
Il CEO Matthew Karch ha risposto confermando che alcune parti del gioco utilizzano l’IA e dichiarando che la pagina Steam verrà aggiornata una volta definito l’insieme definitivo delle funzionalità. Il dirigente ha anche sostenuto che Saber avesse sempre pianificato di rendere pubblica questa informazione, accusando Sacco di aver violato un accordo di riservatezza anticipando i dettagli.
Karch ha contestato anche la ricostruzione professionale dell’ex sceneggiatrice, sostenendo che fosse stata rimpiazzata da una persona più talentuosa e licenziata alcuni mesi dopo per diverse ragioni. Nella stessa dichiarazione ha aggiunto che, a posteriori, avrebbe preferito sostituirla con un’intelligenza artificiale, accompagnando il passaggio con un attacco alla sua onestà. Ha inoltre affermato che un eventuale riconoscimento per la sceneggiatura sarebbe comunque stato ritirato da una persona.
La risposta pubblica del CEO ha ampliato la contestazione invece di chiuderla. Sacco ha definito la replica «notevolmente patetica» e ha interpretato il tono del dirigente come la reazione di chi non avrebbe voluto rendere noto l’uso dell’IA. Il confronto accompagna così il debutto mediatico del gioco, ora al centro delle critiche rivolte alla gestione della scrittura, del doppiaggio e della comunicazione.