Un tuffo nel passato dell'industria videoludica che ha gettato le fondamenta del PC gaming moderno: BioMenace, platform shooter del 1993 nato dalla stessa tecnologia che avrebbe portato alla nascita di Doom, è tornato su Steam in una versione rimasterizzata completa.
Sviluppato da Rigel Gameworks, questo revival rappresenta molto più di un semplice restyling grafico, introducendo numerose feature moderne e persino contenuti inediti che espandono l'esperienza originale.
La storia di questo titolo è strettamente intrecciata con quella di id Software e dell'evoluzione del gaming su PC, quando Apogee utilizzò il motore grafico di Commander Keen per dare vita a un platform d'azione che anticipava elementi poi diventati standard nel genere.
Il contesto storico dietro BioMenace è affascinante per chiunque sia appassionato delle origini del gaming su PC. Quando id Software stava sviluppando la tecnologia che avrebbe rivoluzionato gli FPS, il publisher Apogee prese il motore grafico creato per Commander Keen e decise di realizzare il proprio platform shooter.
Il risultato fu un gioco in cui si controlla Snake Logan, un action hero all'americana impegnato a combattere attraverso una città infestata da mutanti. Dietro il progetto c'era quasi esclusivamente Jim Norwood, programmatore che ha poi lavorato alla trilogia di Duke Nukem e successivamente sia al primo Shadow Warrior che al suo reboot del 2013.
La connessione con la storia di id Software è ancora più profonda di quanto possa sembrare. Il tentativo di John Carmack di riprodurre su PC lo smooth scrolling visto in Super Mario Bros 3 portò alla fondazione dello studio e alla creazione di Commander Keen.
Quella stessa tecnologia divenne poi la base per Wolfenstein 3D e, infine, per Doom, titolo che avrebbe definito il genere degli sparatutto in prima persona per decenni.
BioMenace Remastered non si limita a un upgrade visivo superficiale. Il team di sviluppo ha implementato un completo ribilanciamento della difficoltà e aggiunto diverse feature moderne essenziali per rendere il gameplay più accessibile agli standard odierni.
Tra le novità spiccano le vite infinite opzionali, un sistema di killstreak mutuato dagli shooter moderni, e soprattutto i salvataggi a metà livello con quicksave, funzionalità che oggi appare indispensabile per permettere ai giocatori di godersi appieno questi classici senza le frustrazioni tipiche del game design anni '90.
Ma l'aspetto più interessante per chi conosce già il gioco originale è rappresentato dai contenuti inediti. Oltre ai tre episodi originali, la remaster introduce un quarto episodio completo composto da 15 livelli con artwork originale, boss fight aggiuntivi e diverse meccaniche gameplay extra.
Particolarmente intrigante è l'inclusione di due meccaniche che erano state tagliate dalla versione del 1993, un elemento che conferisce al progetto un sapore quasi archivistico oltre che ludico.
Dal punto di vista tecnico, la remaster gira in modo impeccabile su hardware moderno, come testimoniato da chi ha provato la demo gratuita disponibile sulla pagina Steam del gioco.
Il gunplay contro i dinosauri mutanti in stile cartoon mantiene intatto il charm retrò dell'originale, anche se la colonna sonora di Bobby Prince non rappresenta forse il suo lavoro più ispirato nella discografia videoludica dell'epoca.