Una struttura ricettiva giapponese ha conservato per decenni una sorprendente testimonianza della storia di Nintendo. Nelle camere di un love hotel sono state infatti ritrovate diverse unità del Famicombox, una rara console realizzata esclusivamente per l'impiego commerciale e distribuita dalla compagnia nel 1986.
La scoperta è stata documentata con alcune fotografie dall'archivista di Famicom conosciuto online come Orochi. L'esplorazione dell'edificio ha mostrato una situazione difficilmente immaginabile per hardware risalente a quarant'anni prima: tutte le camere tranne una disponevano ancora di un Famicombox funzionante.
Nintendo aveva lanciato il sistema nel 1986, pensando soprattutto agli alberghi e ad altre attività nelle quali più persone avrebbero potuto accedere alla medesima raccolta di videogiochi. Non si trattava quindi di una normale console domestica, ma di un'imponente macchina destinata all'uso commerciale, costruita per offrire una scelta immediata di titoli agli ospiti.
Il suo funzionamento ruotava attorno a 16 alloggiamenti interni. Uno ospitava la cartuccia contenente il software del menu, mentre gli altri potevano accogliere fino a 15 cartucce con giochi NES. Gli utenti selezionavano il titolo desiderato direttamente dall'interfaccia, senza dover sostituire manualmente ogni volta il supporto inserito nella macchina.
Non tutto l'equipaggiamento originale è però utilizzabile con la configurazione attuale delle stanze. Lo Zapper, la pistola ottica associata ad alcuni giochi Nintendo, non può funzionare correttamente con i televisori LCD installati nell'hotel. Quasi tutti gli altri titoli presenti, secondo quanto verificato durante la visita, risultano invece perfettamente giocabili.
Il Famicombox non era comunque privo di difetti già nella sua configurazione originaria. Le cartucce collegate potevano interferire con il gioco attivo, generando bug, mentre alcuni titoli presentavano specifici problemi di compatibilità. La quantità di unità operative trovate nello stesso edificio mostra tuttavia come queste macchine siano riuscite a sopravvivere a numerosi cambiamenti tecnologici.
Il ritrovamento riporta inoltre alla memoria la leggenda secondo cui Nintendo avrebbe sperimentato il settore dei love hotel negli anni Sessanta. Le ricerche condotte da Orochi nel 2022 indicavano che la storia probabilmente non fosse vera, pur lasciando aperta una possibile connessione indiretta tra Hiroshi Yamauchi, o la sua famiglia, e qualche attività alberghiera dell'epoca. I love hotel sono strutture pensate per soggiorni brevi e riservati: in questo caso, agli ospiti offrivano anche videogiochi Nintendo ormai diventati autentici reperti storici.