Mirror's Edge occupa un posto speciale nella memoria collettiva dei gamer amanti dei videogiochi action-adventure con meccaniche parkour.
Uscito nel 2008 su PlayStation 3, Xbox 360 e PC, il titolo DICE ed EA fu pioniere di un approccio in prima persona al movimento fluido per ambienti urbani, un'esperienza che ancora oggi pochi giochi sono riusciti a replicare con la stessa identità visiva.
Ora, grazie al lavoro certosino di alcuni appassionati della serie, è possibile toccare con mano le origini di quel progetto attraverso un prototipo della versione PS3, a lungo rimasto inaccessibile per problemi tecnici.
Il merito di questa riscoperta va a Softsoundd, che ha pubblicato su YouTube un playthrough completo della build prototipale, spiegando nel dettaglio il processo di recupero: "Dopo un'intensa attività di reverse engineering e centinaia di correzioni, tra cui la riparazione del formato EBOOT fSELF corrotto, lo stubbing di 306 funzioni danneggiate e la risoluzione di bug nei pacchetti di Unreal Engine, la build è finalmente giocabile."
Una sfida tecnica non da poco, considerando che questo build era stato condiviso per la prima volta nel 2019 ma era rimasto inutilizzabile fino ad oggi.
Dal punto di vista visivo, la differenza più evidente rispetto alla versione commerciale riguarda il sistema di illuminazione, del tutto assente in questa fase di sviluppo.
Il messaggio "lighting needs to be rebuilt" campeggia costantemente sullo schermo, rendendo l'atmosfera molto più spenta e piatta rispetto al bianco abbacinante che caratterizzò il gioco finale.
Per i game designer e gli appassionati di sviluppo, è una dimostrazione concreta di quanto il lighting possa trasformare radicalmente la percezione di un ambiente di gioco.
Ancora più curiosa è la presenza di un monologo introduttivo di Faith, completamente assente nella versione retail. Mentre il gioco pubblicato si apriva con un silenzio evocativo che serviva da elemento narrativo e di tono, il prototipo mostrava la protagonista che si presentava con frasi piuttosto sopra le righe.
Una scelta creativa che gli sviluppatori evidentemente decisero di abbandonare, privilegiando un approccio più minimalista che si sarebbe rivelato uno dei punti di forza dell'esperienza finale.
Sul fronte del gameplay, il prototipo rivela alcune meccaniche di combattimento corpo a corpo che non sopravvissero al processo di sviluppo.
Tra queste spicca la possibilità per i nemici di bloccare gli attacchi melee, un uppercut eseguibile da posizione accucciata e un'animazione di disarmo particolarmente brutale in cui Faith utilizza il ginocchio per rompere il braccio di un avversario armato di pistola prima di sottrargli l'arma.
È interessante notare come alcune di queste meccaniche suggerissero un sistema di combattimento più elaborato rispetto a quello presente nel gioco finale, che privilegiava la fuga rispetto allo scontro diretto. Era presente anche un time trial ambientato nelle fogne cittadine, mai incluso nella versione commerciale.
Mirror's Edge: Catalyst, il sequel uscito nel 2016 su PC, PlayStation 4 e Xbox One, pur avendo ricevuto un'accoglienza discreta non riuscì a ripetere il successo di culto del primo capitolo, e la serie da allora è rimasta in uno stato di ibernazione creativa.
Nel frattempo, l'eredità del gioco originale ha ispirato diversi progetti indipendenti, tra cui Panline, disponibile su Steam, che ne raccoglie idealmente il testimone sulle meccaniche di parkour in prima persona.