La particolare confezione giapponese del primo Metal Gear Solid non nacque da un errore di impaginazione. In un messaggio pubblicato su Twitter, Hideo Kojima ha spiegato di aver scelto intenzionalmente una disposizione insolita per il nome del gioco, trasformando la copertina in uno strumento pensato per attirare l'attenzione nei negozi.
Il titolo era infatti collocato lateralmente sulla confezione. Una volta sistemata normalmente sullo scaffale, la scritta sarebbe apparsa in una posizione anomala. Nelle intenzioni dell'autore, quel titolo disposto in verticale avrebbe dovuto suscitare una domanda immediata nei clienti, spingendoli a prendere in mano la scatola per capire cosa fosse e arrivare così alle informazioni dedicate al gioco.
Il piano, però, incontrò una variabile che Kojima non aveva previsto. Alcuni rivenditori, probabilmente convinti di correggere un errore o di facilitare la lettura, ruotarono direttamente la confezione. La conseguente esposizione orizzontale rese il nome perfettamente leggibile, ma eliminò proprio l'effetto di straniamento sul quale era costruita l'idea originale.
La storia riguarda nello specifico l'edizione giapponese, caratterizzata da un'impostazione molto essenziale. Sia il Giappone sia gli Stati Uniti ricevettero una copertina bianca dominata dal nome del gioco, ma con una differenza evidente: sulla versione statunitense il titolo era rosso, mentre su quella nipponica compariva sul fianco. L'edizione europea adottò invece un'illustrazione, distinguendosi nettamente dalle altre due varianti.
Quell'immagine europea portava la firma di Yoji Shinkawa, l'artista il cui tratto avrebbe caratterizzato molte confezioni della saga in Giappone e in Europa. Negli Stati Uniti, diversi capitoli ricevettero invece copertine basate su render tridimensionali. Anche questo rapporto fra identità visiva e memoria dei giocatori attraversa l'eredità di Metal Gear Solid, oltre alle sue meccaniche stealth e ai suoi personaggi.
L'uso di una copertina volutamente bizzarra per incuriosire il pubblico non è rimasto un caso isolato. Un esempio particolarmente noto è Phalanx per SNES: le versioni europea e giapponese mostravano un'astronave in fuga da una serie di esplosioni, mentre quella statunitense raffigurava un uomo anziano intento a suonare il banjo, con una minuscola navicella sullo sfondo. Nel caso ideato da Kojima, tuttavia, non era l'immagine a creare il mistero, ma il modo in cui la scatola doveva essere osservata sullo scaffale.