La chiusura di un negozio online specializzato in videogiochi e film non è mai una notizia piacevole per gli appassionati del settore, ma quella che riguarda GamesandMovies.it ha un sapore particolarmente amaro: non si tratta di una semplice dismissione commerciale, bensì di un fallimento conclamato, con tanto di liquidazione giudiziale ufficialmente dichiarata.
I segnali di una crisi profonda erano già evidenti circa un mese fa, quando chiunque tentasse di contattare il servizio clienti si trovava di fronte a una risposta automatica che comunicava la sospensione delle attività.
Nessun nuovo ordine poteva essere processato, nessuna assistenza commerciale garantita. Un messaggio secco, quasi burocratico, che di fatto sanciva la fine operativa della piattaforma ben prima dell’ufficialità legale.
Proprio attraverso Instagram, GamesandMovies ha pubblicato un lungo messaggio ufficiale che chiarisce le cause e le tappe che hanno portato alla chiusura definitiva.
L’azienda ha spiegato di aver mantenuto il silenzio per ragioni legate alla procedura di composizione negoziata della crisi e alle trattative per la cessione del brand, iniziate già nel luglio 2025 e poi concluse con esito negativo.
Secondo quanto dichiarato, la decisione di presentare istanza di liquidazione giudiziale è arrivata dopo aver preso atto dell’impossibilità di garantire un equilibrio finanziario sostenibile.
La situazione era ormai compromessa sia sotto il profilo economico sia operativo, tanto che già il 27 febbraio 2026 la società aveva maturato la consapevolezza dell’inevitabilità del fallimento, ufficializzato poi il 17 marzo 2026.
Nel comunicato vengono anche evidenziate le principali difficoltà che hanno colpito il brand negli ultimi mesi. A partire dall’estate 2025, GamesandMovies avrebbe subito gravi problematiche nella filiera distributiva, con rapporti deteriorati con diversi distributori.
Tra le criticità più rilevanti vengono citate difficoltà legate ai canali Nintendo, in particolare per il mercato legato a Nintendo Switch 2, conflitti con il distributore italiano di carte collezionabili già dal 2024 e rallentamenti o interruzioni da parte di altri fornitori.
Per far fronte agli impegni verso i clienti, l’azienda ha dichiarato di aver acquistato prodotti tramite distributori alternativi italiani a condizioni economiche molto più onerose, una scelta che ha inciso pesantemente sulla liquidità aziendale.
Nonostante numerosi tentativi di risanamento, anche con contributi personali significativi da parte della gestione, la situazione non è mai realmente migliorata.
Parallelamente, era stato avviato un ambizioso progetto di acquisizione e rilancio del brand.
Una multinazionale e altri investitori avevano valutato l’operazione, che prevedeva un investimento di circa 5 milioni di euro. Il piano includeva un rebranding, l’apertura di una rete franchising fino a 100 punti vendita, la partecipazione a oltre 60 fiere, lo sviluppo dei canali e-commerce B2C e B2B, nuovi canali di approvvigionamento dall’Asia e dal Giappone e installazioni gaming nei centri commerciali. Tuttavia, il progetto non si è mai concretizzato.
Nel messaggio finale, la società riconosce anche alcune criticità strutturali: un modello di business non adeguatamente supportato, difficoltà di accesso al credito e il supporto di figure professionali non sempre all’altezza della complessità del progetto.
Tutti elementi che hanno progressivamente eroso i risultati costruiti nel tempo.
Non manca però una rivendicazione del percorso fatto: GamesandMovies sottolinea di aver costruito qualcosa di unico nel panorama italiano del gaming retail, riuscendo a competere con realtà strutturate come l’ex GameStop e raggiungendo il proprio apice con la Milan Games Week 2024.
Resta tuttavia la situazione più delicata, quella dei clienti. Chi ha effettuato preordini videogiochi negli ultimi mesi rischia concretamente di non ricevere mai i prodotti acquistati.
Come previsto dalla procedura, sarà il curatore fallimentare a gestire le richieste dei creditori, ma i tempi e gli esiti restano incerti.
Una vicenda che si chiude tra ambizioni mancate e difficoltà strutturali, lasciando dietro di sé non solo un’azienda fallita, ma anche una comunità di appassionati e clienti che difficilmente dimenticheranno questo epilogo.