Il team di sviluppo del terzo capitolo del remake di Final Fantasy 7 sta cercando di trovare un equilibrio delicato tra la narrazione profonda che caratterizza la saga e un ritmo più serrato, rispondendo così alle critiche ricevute dopo l'uscita di Rebirth. Naoki Hamaguchi, co-direttore del progetto, ha affrontato apertamente il tema della durata e del pacing in una recente intervista, difendendo le scelte creative del team ma mostrando anche apertura verso un approccio più conciso per il capitolo finale. La questione si inserisce in un dibattito più ampio sul tempo che i giocatori moderni hanno a disposizione e sulla quantità di contenuti offerta dai videogiochi contemporanei.
Interrogato sulle lamentele riguardo alcune sezioni di Final Fantasy 7 Rebirth (qui la nostra recensione) percepite come eccessivamente lunghe, Hamaguchi ha offerto una prospettiva interessante. Il direttore sostiene che il problema non risieda tanto nella lunghezza effettiva dei contenuti, quanto piuttosto nella quantità di giochi e attività a cui i videogiocatori sono esposti oggi. "Oggigiorno i giocatori hanno semplicemente troppo da fare e troppo a cui giocare, quindi spesso sentono l'urgenza che qualcosa debba concludersi rapidamente", ha spiegato, sottolineando come il contesto dell'intrattenimento videoludico sia radicalmente cambiato rispetto al passato.
Nonostante questa difesa, Hamaguchi ha comunque assicurato che il feedback ricevuto non è caduto nel vuoto. Durante lo sviluppo del capitolo conclusivo della trilogia, il team sta prestando particolare attenzione a come vengono costruiti e distribuiti gli archi narrativi. L'obiettivo dichiarato è quello di garantire un'esperienza che risulti più concentrata, senza sacrificare la profondità narrativa che ha caratterizzato i primi due capitoli. Questa promessa arriva in un momento cruciale, con i fan in attesa di notizie concrete da quando Rebirth è stato lanciato all'inizio del 2024.
Lo sviluppo del terzo episodio è iniziato già nel giugno 2022, con Square Enix che ha fissato come obiettivo il lancio entro il 2027. L'entusiasmo tra gli appassionati è cresciuto ulteriormente quando il team ha rivelato di aver completato la stesura della storia all'inizio di quest'anno, un traguardo significativo che suggerisce progressi concreti nella produzione. Il co-direttore Tetsuya Nomura ha recentemente confermato che lo sviluppo sta procedendo in modo estremamente fluido, rispondendo alle richieste di aggiornamenti sia su questo progetto che su Kingdom Hearts 4.
Durante la stessa intervista con ScreenRant, Hamaguchi ha rivelato alcuni dettagli personali che offrono uno sguardo sulle sue influenze creative. Il direttore, che ha deciso di intraprendere la carriera nello sviluppo videoludico dopo aver giocato a Final Fantasy VI nel 1994, ha citato serie come The Witcher e Fable tra le sue fonti di ispirazione. Attualmente è particolarmente appassionato di Ghost of Yotei, ammettendo candidamente di non vedere l'ora di tornare a casa per continuare a giocarlo. Queste influenze esterne potrebbero contribuire a plasmare l'approccio del team al capitolo finale.
Un altro tema affrontato da Hamaguchi riguarda le performance commerciali di Rebirth, dopo che Square Enix aveva ammesso pubblicamente che il gioco "non aveva soddisfatto le aspettative". Il direttore ha però rassicurato i fan affermando che il secondo capitolo della trilogia sta in realtà andando molto bene sia su PC che su PS5. Questo successo, secondo Hamaguchi, ha permesso al team di incanalare risorse ed energie nella realizzazione di un terzo episodio di qualità, suggerendo che il progetto non ha subito ripercussioni negative nonostante le dichiarazioni iniziali della casa madre.