Il mondo del cinema horror torna a guardare con interesse all'universo di Resident Evil, uno dei franchise più iconici della storia dei videogiochi, con un nuovo adattamento cinematografico che promette di rispettare l'essenza ludica della serie Capcom più di qualsiasi precedente trasposizione.
Zach Cregger, già noto per il thriller Barbarian, si è calato nei panni di regista e sceneggiatore con un approccio dichiaratamente da appassionato di videogiochi, e il primo teaser trailer appena pubblicato ha acceso l'entusiasmo dei fan di tutto il mondo.
La data da segnare in rosso sul calendario è 18 settembre, giorno in cui il film arriverà nelle sale cinematografiche.
Ciò che distingue questo progetto dai precedenti adattamenti hollywoodiani — tra cui la saga con Milla Jovovich, spesso criticata dalla community per essersi allontanata troppo dal materiale originale — è la scelta deliberata di non riproporre le storie già raccontate nei giochi.
Cregger ha spiegato che il film si svolge nel contesto di Resident Evil 2, durante la tragica notte dell'epidemia a Raccoon City, ma segue un personaggio inedito, Bryan, interpretato da Austin Abrams, che si trova coinvolto negli eventi in modo del tutto autonomo rispetto alle vicende di Leon S. Kennedy o Claire Redfield.
Il regista ha dichiarato apertamente che la sua prima esperienza con il franchise risale proprio a Resident Evil 2, e che fu quella meccanica di gestione delle risorse — quante munizioni portarsi dietro, quali oggetti sacrificare nell'inventario limitato — a colpirlo profondamente.
«Volevo che quella sensazione di muoversi lentamente e con deliberazione fosse presente nel film», ha sottolineato Cregger, identificando nella survival horror pura l'anima autentica della serie, contrapposta alle iterazioni più action-oriented che nel tempo hanno allontanato una parte della fanbase storica.
Sul piano narrativo, il protagonista Bryan è costruito come un personaggio volutamente ordinario, lontano anni luce dalla competenza tattica di un Leon Kennedy o dalla determinazione di una Jill Valentine.
Cregger lo paragona esplicitamente a un giocatore medio catapultato dentro la partita: atletico ma non un atleta, coraggioso per necessità ma non per vocazione. Questo approccio ricorda da vicino la scelta di Capcom con Ethan Winters in Resident Evil 7: Biohazard e Resident Evil Village, personaggio civile privo di addestramento militare che ha permesso ai giocatori di immedesimarsi in modo più diretto nell'orrore.
La struttura narrativa del film segue consapevolmente quella dei capitoli classici della saga: una progressione da punto A a punto B, con ambienti che si moltiplicano, pericoli sempre nuovi e una tensione crescente.
Cregger cita esplicitamente la progressione delle armi — pistola, poi shotgun, poi MP5 — come elemento che ha voluto replicare fedelmente nella sceneggiatura, trasformando la logica del game design in linguaggio cinematografico. Ogni nuova location porta con sé una minaccia inedita, in linea con il level design che ha reso grande la serie Capcom.
Per i fan più attenti, il film sarà ricco di easter egg visivi e tematici che spaziano su più capitoli. Resident Evil 4, dichiarato da Cregger come il titolo della serie che ha giocato di più, ha contribuito in modo particolare alla rappresentazione degli oggetti curativi, riprodotti con fedeltà visiva rispetto ai giochi.
La community avrà quindi modo di divertirsi a caccia di riferimenti, un approccio che trasforma la visione del film in un'esperienza interattiva per chi conosce la lore.
Sul fronte delle paure più memorabili legate ai giochi, Cregger ha citato la sequenza della bambola gigante e del neonato mutante in Resident Evil Village, vissuta in VR: «È stato l'unico momento in cui ho davvero abbandonato una sessione di gioco perché era troppo intenso».
Questo dettaglio non è secondario: la scelta di un regista che ha esperienza diretta con il VR horror suggerisce una sensibilità verso l'immersività e la costruzione del terrore che potrebbe tradursi in scelte registiche interessanti anche sul grande schermo.
In attesa di scoprire se il film riuscirà dove altri adattamenti hanno fallito, Cregger ha già chiarito la sua posizione nei confronti dei fan più esigenti: chi cerca una trasposizione fedele delle storie di Leon, Ada o Claire probabilmente resterà insoddisfatto per definizione, perché i giochi raccontano già queste storie meglio di qualsiasi film.
La scommessa del regista è invece quella di espandere il canon lateralmente, colonizzando gli spazi narrativi che i giochi hanno lasciato inesplorati. Il 18 settembre dirà se questa è stata la scelta giusta.