C'è qualcosa di profondamente ironico nel fatto che NVIDIA, uno dei caposaldi dell'era dell'IA e dell'automazione, si ritrovi vittima di uno dei meccanismi più malfunzionanti del web dei gironi nostri: il sistema di copyright automatizzato di YouTube.
Il video originale con cui il colosso californiano aveva annunciato il DLSS 5, la sua tecnologia di rendering potenziata dall'AI capace di generare illuminazione e materiali fotorealistici, è stato rimosso dalla piattaforma per una segnalazione di violazione del diritto d'autore. Il responsabile, secondo quanto emerge, sarebbe La7, emittente televisiva italiana.
La ricostruzione dei fatti è tanto grottesca quanto emblematica. La7 avrebbe utilizzato alcune sequenze del filmato dimostrativo di NVIDIA nei propri servizi giornalistici, per poi rivendicarne la proprietà intellettuale sull'intera clip. Il risultato paradossale è che numerosi creator su YouTube hanno visto i propri video rimossi, compreso il filmato originale pubblicato direttamente da NVIDIA stessa. In pratica, l'azienda produttrice del contenuto si è ritrovata bloccata da chi quel contenuto lo aveva semplicemente ripreso e ritrasmesso.
Per chi non avesse seguito la vicenda, vale la pena ricordare il contesto. Il mese scorso NVIDIA aveva presentato il DLSS 5 come un salto generazionale nella grafica videoludica, promettendo una resa visiva fotorealistica attraverso algoritmi di intelligenza artificiale generativa. La presentazione, tuttavia, aveva scatenato reazioni tutt'altro che entusiaste: molti osservatori avevano criticato l'effetto finale come un semplice filtro AI sovrapposto alle immagini di gioco, capace di stravolgere lo stile artistico originale e persino l'aspetto dei personaggi. I meme che ne erano seguiti avevano circolato per giorni su ogni piattaforma social.
Il creator NikTek ha documentato l'accaduto in un post che ha raccolto decine di testimonianze da parte di altri YouTuber colpiti dalla stessa rimozione. Nei commenti, lo stesso NikTek ha sintetizzato lo sconcerto generale con una domanda rimasta senza risposta: come è possibile che YouTube consenta a qualcuno di rivendicare la proprietà di un video che non ha realizzato? La domanda è legittima e non trova risposte semplici.
Il sistema Content ID di YouTube, lo strumento automatizzato con cui la piattaforma gestisce le segnalazioni di copyright, è da anni al centro di polemiche. Funziona attraverso il riconoscimento automatico delle sequenze video e audio, ma la sua architettura consente che chi carica un contenuto su YouTube possa rivendicarne la proprietà anche quando quel contenuto appartiene ad altri. Le false rivendicazioni, intenzionali o meno, sono un problema cronico che colpisce regolarmente piccoli creator, ma casi come questo, in cui la vittima è direttamente NVIDIA, dimostrano che nessuno è immune dalla logica distorta del sistema.
La vicenda assume contorni quasi surreali se si considera la natura del contenuto coinvolto. Un video già ampiamente deriso per aver mostrato l'AI trasformare i personaggi videoludici in qualcosa di irriconoscibile rispetto all'originale, viene ora rimosso grazie a un altro sistema automatizzato che non riesce a distinguere chi ha creato cosa. C'è una certa coerenza, involontaria e beffarda, in questo cortocircuito tra intelligenza artificiale e burocrazia digitale.
Con ogni probabilità si tratterà di un errore destinato a essere corretto in tempi relativamente brevi, attraverso i canali di contestazione previsti dalla piattaforma. Ma l'episodio lascia in eredità una riflessione scomoda sull'affidabilità strutturale di YouTube come archivio e come spazio di comunicazione istituzionale, soprattutto per le aziende tecnologiche che su quella piattaforma costruiscono parte della propria strategia di lancio dei prodotti.