PlayStation finisce al centro di una polemica tanto surreale quanto imbarazzante. Sul canale YouTube ufficiale del brand è apparso il trailer di Ebola Village, un titolo horror in prima persona in arrivo il 23 gennaio su PlayStation 5 e PlayStation 4. Già il nome basterebbe a sollevare più di un sopracciglio, ma è solo l’inizio di una vicenda che ha lasciato la community divisa tra incredulità, sarcasmo e rabbia.
Il video promozionale offre uno sguardo a un gioco che appare, fin dai primi secondi, come una sorta di Resident Evil apocrifo, non troppo preoccupato di nascondere le proprie ispirazioni. Il font del titolo richiama apertamente quello della serie Capcom, le ambientazioni rurali ricordano da vicino Resident Evil 4 e una delle sequenze più evidenti mostra il protagonista inseguito da un abitante armato di motosega. Un déjà-vu talmente esplicito da risultare quasi parodistico.
A peggiorare la situazione c’è la copertina del trailer, che molti utenti hanno identificato come probabilmente generata tramite intelligenza artificiale, e un comparto tecnico che sembra appartenere a un’altra epoca. Animazioni rigide, modelli grezzi, illuminazione piatta: tutto comunica una produzione a basso budget che fatica a giustificare la visibilità concessa da un canale ufficiale PlayStation.
La reazione del pubblico non si è fatta attendere. Nei commenti sotto il video si legge di tutto, dal sarcastico “We got Resident Evil at home” fino a giudizi ben più duri, che parlano apertamente di shovelware e di uno dei punti più bassi mai toccati dalla comunicazione PlayStation. Altri utenti hanno preso di mira il titolo stesso, trasformandolo in un bersaglio facile per battute come “COVID City” o “Tuberculosis Town”, segno di un disagio diffuso più che di semplice trolling.
Ciò che rende la faccenda ancora più strana è che Ebola Village è già uscito su PC mesi fa, senza lasciare alcuna traccia significativa. Anzi, fa parte di una serie di titoli simili, tutti accomunati da nomi provocatori e da un’estetica derivativa, nessuno dei quali è mai riuscito a emergere davvero. Eppure, su Steam il gioco vanta incredibilmente una valutazione “Very Positive” basata su poco più di 300 recensioni, un dato che aggiunge ulteriore confusione al quadro.
La domanda, a questo punto, è inevitabile: perché PlayStation sta promuovendo apertamente un prodotto di questo tipo? Che si tratti di un semplice automatismo legato alle pubblicazioni digitali o di una scelta editoriale poco ponderata, il danno d’immagine è evidente. Non tanto per la presenza di un gioco discutibile sullo store, quanto per il fatto che venga messo in vetrina come se fosse qualcosa di degno di attenzione.
Ebola Village arriverà comunque il 23 gennaio in formato digitale. Forse qualcuno lo proverà per curiosità, forse per puro spirito ironico. Ma una cosa è certa: questa storia racconta molto più di PlayStation e dei suoi criteri di promozione che non del gioco stesso. E non è un bel racconto.