CD Projekt Red, lo studio polacco dietro The Witcher e Cyberpunk 2077, ha deciso di intervenire pubblicamente sul rinvio di Grand Theft Auto VI, utilizzando il proprio disastroso lancio del 2020 come monito per Rockstar Games. Un gesto che evidenzia quanto il trauma di quel debutto catastrofico sia ancora vivo nella memoria collettiva dell'industria videoludica, e che solleva interrogativi sul delicato equilibrio tra aspettative della community, pressioni commerciali e necessità di tempo per perfezionare produzioni mastodontiche.
Quando Rockstar ha annunciato ieri lo slittamento di Grand Theft Auto VI a novembre 2026 attraverso vari canali social, tra cui X, il post ufficiale ha ricevuto decine di migliaia di reazioni. Tra queste, spicca l'intervento dell'account verificato di Cyberpunk 2077, che ha risposto citando un proprio tweet dell'ottobre 2020 in cui dichiarava categoricamente: "Non ci saranno altri ritardi". Un messaggio criptico che, due mesi prima del lancio disastroso di CyberPunk 2077, si è rivelato essere una promessa che sarebbe stato meglio non mantenere.
Inizialmente, parte della community ha interpretato il tweet come una frecciatina verso Rockstar, quasi a sottolineare che almeno CD Projekt Red era riuscita a rilasciare il proprio gioco rispettando una data, a differenza dello studio scozzese di Dundee. Tuttavia, l'intenzione dietro quel post era esattamente l'opposta: un avvertimento mascherato da autocritica. Come ha chiarito un utente particolarmente perspicace: "CD Projekt Red ha pubblicato un gioco che non era pronto e sappiamo tutti com'è andato quel lancio. Stanno sostanzialmente dicendo: fidatevi del processo, così potremo giocare alla migliore versione di GTA 6".
Il riferimento al lancio di Cyberpunk 2077 non è casuale. Nel dicembre 2020, l'action RPG in prima persona arrivò sul mercato in uno stato tecnico catastrofico, specialmente sulle console old-gen PlayStation 4 e Xbox One, con crash costanti, bug gamebreaking, problemi di frame rate e texture mancanti. La situazione fu talmente grave che Sony rimosse temporaneamente il gioco dal PlayStation Store, un evento praticamente senza precedenti per una AAA di tale portata. CDPR dovette affrontare class action, il crollo delle proprie azioni in borsa e un danno reputazionale che richiese anni di patch, aggiornamenti e l'espansione Phantom Liberty per essere sanato.
Oggi, dopo innumerevoli update e il rilascio dell'espansione nel 2023, Cyberpunk 2077 si è trasformato in quello che avrebbe dovuto essere fin dall'inizio: un RPG di qualità eccellente. Ma il prezzo pagato in termini di fiducia della community e credibilità dello studio rimane incalcolabile.
La situazione di GTA VI presenta inquietanti parallelismi. L'hype accumulato intorno al nuovo capitolo della saga Rockstar è probabilmente superiore a quello che circondava Cyberpunk 2077 nel 2020, già di per sé record assoluto. Ogni singolo dettaglio trapelato, ogni screenshot mostrato, ogni speculazione sulla mappa di Vice City genera milioni di interazioni sui social. La pressione sullo studio è titanica, amplificata dal fatto che GTA V continua a essere uno dei giochi più redditizi della storia videoludica grazie a GTA Online, generando aspettative stratosferiche per il successore.