Il silenzio di Blizzard sulla possibile versione Switch 2 di Diablo 4 e Diablo 2: Resurrected sta alimentando speculazioni sempre più insistenti nella community.
Durante il recente broadcast per il trentesimo anniversario della serie Diablo, l'assenza di qualsiasi riferimento alla nuova console ibrida di Nintendo è risultata particolarmente evidente, specialmente considerando il successo commerciale che Diablo 3 ha ottenuto sulla prima iterazione di Switch.
Eppure, dietro questo apparente vuoto comunicativo, potrebbero celarsi sviluppi tutt'altro che casuali legati alla strategia multipiattaforma di Microsoft.
La questione è emersa in modo diretto durante una visita agli headquarter di Blizzard, quando un rappresentante delle PR ha immediatamente bloccato domande specifiche su eventuali versioni Switch 2, rifiutandosi categoricamente di commentare sia per Diablo 4 che per Diablo 2: Resurrected.
Una reazione che, nel mondo videoludico, equivale spesso a un "non possiamo ancora parlarne" più che a un effettivo "non esiste". Del resto, sarebbe sorprendente se Blizzard non stesse lavorando su port dedicati alla nuova console Nintendo.
Dal punto di vista tecnico, portare Diablo 4 su Switch 2 non dovrebbe rappresentare un'impresa titanica. Il gioco ha ormai tre anni e le specifiche dell'hardware Nintendo, seppur non ancora ufficialmente confermate in ogni dettaglio, sembrano più che adeguate per gestire l'action RPG di Blizzard.
L'unico vero ostacolo potrebbe essere la natura always-online del titolo, che richiede connessione costante ai server Battle.net, ma questo problema è già stato risolto per Overwatch, confermato per Switch 2 nel corso del 2026.
Per quanto riguarda Diablo 2: Resurrected, già disponibile sulla prima Switch, una versione ottimizzata per la nuova console appare ancora più logica.
Il recente rilascio della classe Warlock e il supporto continuativo al gioco dimostrano che Blizzard non ha affatto abbandonato questo remaster, rendendo un upgrade tecnico praticamente inevitabile.
La community italiana, che ha accolto calorosamente la versione originale anche per la qualità del doppiaggio localizzato, attende conferme ufficiali.
Il fattore determinante, però, risiede nella filosofia aziendale di Microsoft, proprietaria di Activision Blizzard dal 2022 dopo un'acquisizione da decine di miliardi di dollari.
L'executive producer di Hearthstone Nathan Lyons-Smith ha lasciato trapelare indizi significativi parlando di future espansioni console e handheld: secondo lui, l'obiettivo di Microsoft è rendere i giochi "giocabili ovunque", in linea con la strategia Play Anywhere che caratterizza l'ecosistema Xbox moderno. Questa visione ha già portato titoli Microsoft su PlayStation 5, PC e persino su handheld come l'Asus ROG Ally X.
La timeline di Microsoft suggerisce che tre anni siano più che sufficienti per imprimere la propria direzione strategica su Blizzard. Non a caso, proprio durante il broadcast anniversario, Diablo 2: Resurrected è stato aggiunto sia su Steam che su Game Pass, mosse che si inseriscono perfettamente nella narrativa della massima accessibilità multipiattaforma.
Escludere Switch 2 da questa equazione, considerando la sua natura ibrida perfettamente allineata con la visione "gaming everywhere" di Microsoft, sembrerebbe controintuitivo.