La serie televisiva di Assassin's Creed prodotta da Netflix sta finalmente prendendo forma concreta, e le ultime notizie sul casting confermano che il progetto si sta muovendo con ambizioni decisamente elevate.
Dopo anni di relativo silenzio dalla prima annuncio ufficiale del 2020, la produzione sta accelerando con una serie di nomi di peso che si aggiungono al cast, alimentando l'attesa di milioni di fan del franchise Ubisoft in tutto il mondo.
Per chi ha seguito l'evoluzione videoludica della saga — da Assassin's Creed originale del 2007 fino ai più recenti Assassin's Creed Mirage e Assassin's Creed Shadows — si tratta di una notizia che tocca direttamente la sensibilità di una community vastissima, consapevole di quanto le trasposizioni del franchise abbiano storicamente faticato a convincere (basti pensare al film con Michael Fassbender del 2016).
Stando a quanto riportato da Variety, quattro nuovi attori di rilievo si uniscono al progetto Netflix: Noomi Rapace, celebre per il ruolo di Lisbeth Salander nella trilogia Millennium e già presente in Prometheus, Ramzy Bedia (noto per Of Money and Blood e Haunted Minds), Sean Harris — il villain Solomon Lane della saga Mission: Impossible — e Corrado Invernizzi, volto italiano già apparso in Indiana Jones and the Dial of Destiny e Ford v Ferrari.
Tutti e quattro avranno ruoli ricorrenti nella serie, anche se i personaggi che interpreteranno non sono stati ancora svelati ufficialmente.
Il cast si arricchisce così attorno a Toby Wallace, l'attore australiano noto per Eden, che era stato precedentemente annunciato come co-protagonista della serie.
La scelta di puntare su un ensemble variegato e internazionale sembra rispecchiare la natura stessa del franchise videoludico, che da sempre alterna ambientazioni storiche e culture diverse attraverso i suoi capitoli principali.
Sul fronte narrativo, le informazioni trapelate finora delineano un progetto che intende distaccarsi in modo netto dal canone videoludico: i personaggi saranno inediti rispetto ai protagonisti dei giochi, e l'ambientazione esplorerà l'Antica Roma, territorio finora vergine per Ubisoft all'interno della saga principale.
La presenza di figure storiche come l'Imperatore Nerone e Seneca il Giovane suggerisce un approccio che mescola fiction politica e azione, un terreno narrativo particolarmente fertile per gli appassionati del periodo che da anni chiedono un capitolo ambientato a Roma.
Alla guida del progetto ci sono Roberto Patino — già dietro le quinte di Westworld e Sons of Anarchy — e David Wiener, showrunner della serie Halo per Paramount+, che fungono da creatori, showrunner ed executive producer.
Una coppia con esperienza consolidata nell'adattamento di proprietà intellettuali complesse verso il formato seriale. Le riprese sono attese in Italia, dettaglio che non è sfuggito alla community italiana, potenzialmente protagonista di set straordinari tra i siti storici della penisola.
Per i fan del franchise è inevitabile chiedersi come la serie gestirà elementi cardine del lore videoludico come l'Animus, i Templari, la Prima Civiltà e il conflitto millenario che attraversa tutti i titoli Ubisoft.
La scelta di personaggi originali, non legati ai giochi, potrebbe essere interpretata sia come una libertà creativa che come un rischio narrativo, considerando quanto profondamente radicata sia la mitologia costruita dalla casa francese in quasi vent'anni di franchise.
L'attesa ora si sposta sulle prime immagini ufficiali e su una data di uscita che Netflix non ha ancora comunicato.