La cancellazione di Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo Remake non ha solo spento una speranza lunga sei anni: ha riacceso un dubbio ben più profondo tra i fan storici della saga. Dopo l’annuncio ufficiale di Ubisoft, una parte consistente della community è convinta che la serie di Prince of Persia sia, di fatto, arrivata al capolinea.
La situazione arriva in un momento delicatissimo per l’editore francese, impegnato in una vasta ristrutturazione interna che ha già portato alla cancellazione di più progetti e al rinvio di altri titoli chiave. In questo contesto, la fine del remake di The Sands of Time viene letta da molti non come un incidente isolato, ma come il sintomo di un disinteresse strutturale verso il franchise.
Ufficialmente, Ubisoft ha provato a rassicurare i fan, dichiarando che la cancellazione del remake “non significa abbandonare il franchise”. Parole che, però, faticano a trovare riscontro nei fatti. Basta dare uno sguardo alle reazioni sui social e su Reddit per capire il clima: c’è chi parla apertamente di serie “uccisa”, chi teme un nuovo e lunghissimo letargo e chi auspica addirittura la vendita della licenza a un altro publisher.
Una paura ricorrente è quella di vedere Prince of Persia restare bloccato in un limbo: un marchio troppo importante per essere ceduto, ma evidentemente non abbastanza per ricevere investimenti chiari e coerenti. Un timore acuito da un altro elemento pesantissimo: lo scioglimento di Ubisoft Montpellier, lo studio che ha realizzato Prince of Persia: The Lost Crown, uno dei capitoli più apprezzati degli ultimi anni e, per molti, la dimostrazione che la serie aveva ancora qualcosa da dire.
La contraddizione è tutta qui. Da un lato un gioco lodato da critica e pubblico, dall’altro una gestione del brand che sembra incapace di capitalizzare su quel successo. In mezzo, una fanbase stanca di promesse vaghe e di “non è la fine” che suonano sempre più come formule di rito. Prince of Persia oggi non sembra morto: sembra peggio, dimenticato mentre è ancora vivo. Ed è questa la vera tragedia.