Un nuovo leak ha fatto nuovamente tremare i fan di Prince of Persia: l’utente Twitter/X “j0nathan” ha condiviso uno screenshot del remake cancellato di Sands of Time, sostenendo che il gioco fosse completato al 99%. Secondo le fonti vicine al progetto, il titolo era effettivamente vicino alla fase finale: mancavano solo il bug fixing e le ultime rifiniture, gli ultimi dettagli per rendere il gioco pronto al lancio. Eppure, nonostante questo livello di completamento, Ubisoft ha deciso di tirare il freno a mano e interrompere lo sviluppo, confermando una storia di ritardi e ripartenze che dura ormai da quasi sei anni.
Fonti interne e insider, tra cui Tom Henderson, suggeriscono che il problema non fosse tanto tecnico quanto qualitativo: le valutazioni interne del remake oscillavano tra il “sufficiente” e il “assolutamente terribile”.
In altre parole, Ubisoft avrebbe giudicato il risultato finale troppo lontano dallo standard che ci si aspetta da un brand storico come Prince of Persia, preferendo tagliare il progetto piuttosto che rilasciare un titolo mediocre. Non è la prima volta che il remake della saga subisce una fine prematura: l’edizione originariamente prevista per il 2021 fu posticipata più volte, con teaser e trailer che alimentavano le speranze dei fan senza mai concretizzarsi.
Lo screenshot trapelato mostra un gioco sorprendentemente rifinito, confermando che il team di Ubisoft Pune e Mumbai, poi sostituito da Ubisoft Montréal, aveva effettivamente portato il progetto vicino al traguardo.
Tuttavia, la decisione di cancellare il titolo mette in evidenza un problema ormai cronico del settore: anche grandi franchise possono subire strangolamenti creativi e gestionali, dove il completamento tecnico non basta se la visione complessiva non convince i dirigenti.
Per i fan, questa notizia è un pugno allo stomaco: vedere un gioco quasi pronto finire nel limbo è frustrante, ma racconta molto di Ubisoft oggi. La saga di Prince of Persia non è morta, ma tra cancellazioni e ripartenze, il rischio di un lungo letargo creativo rimane concreto.