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Milky Way Prince – The Vampire Star | Recensione – Amore tossico

Amore bruciante, rapporti tossici e malati con un partner affetto da disturbo borderline di personalità. Scopriamo perché Wilky Way Prince parla in modo sincero della nostra realtà.

Milky Way Prince – The Vampire Star è una graphic novel semi-autobiografica di Lorenzo Redaelli, che ha voluto rappresentare cosa significa vivere tutte le fasi di un amore tossico e distruttivo con un partner bipolare. Pubblicato dal team milanese Santa Ragione, già autori del sorprendente Wheels of Aurelia, Milky Way Prince dimostra come la sperimentazione nelle opere indipendenti sia ancora nel vivo e non accenni a scemare.

Milky Way Prince - The Vampire Star

Piattaforma:
PC, PS4, SWITCH, XONE
Genere:
avventura-grafica
Data di uscita:
13 Agosto 2020
Sviluppatore:
Lorenzo Redaelli
Distributore:
Santa Ragione

Nonostante il racconto ricorra all’uso di simbologie e al surrealismo tipico della scuola nipponica, le modalità in cui si snoda la relazione e le parole che rimbalzano sullo schermo richiamano alla mente buona parte delle esperienze che ciascuno ha vissuto nella propria vita: storie finite malamente, rapporti che sono capaci di condurre in baratri, di distruggere, di mettere in pericolo, di frantumare un cuore che smette di funzionare e che non è più in grado di accogliere altro amore.

La soggettività di chi si avvicinerà a Milky Way Prince gioca un ruolo chiave per dare una forma ben definita alla vicenda ed empatizzare col giovane Nuki, che si ritrova d’improvviso in un vortice di passione dove è il sesso sfrenato a trascinare la liaison amorosa. Oppure a empatizzare con Sune, se vi siete mai trovati dalla parte di chi ferisce per motivi attinenti a tendenze autodistruttive, manipolatorie o che talvolta non riuscite nemmeno a spiegare a voi stessi.

Il protagonista dell'insolita avventura

Love Hurts

Milky Way Prince inizia con una premessa fantasiosa e poco credibile, ossia con l’avveramento di un desiderio che il protagonista – amante e vero cultore dell’astronomia – serbava con sé fin dall’infanzia. Ed è proprio da un libricino che tiene ancora sopra il suo pianoforte che scopriamo come quella storia tenda a tramutarsi in realtà nella prima fase di gioco, col testo integrale che recita:

C’era una volta un giovane ragazzo affascinato dalle stelle. Sentiva un profondo legame con esse, e sognava di raggiungere un giorno il loro regno per sentirsi finalmente compreso. Una notte, mentre ammirava il firmamento, notò una strana luce rosa nell’oscurità. La stella più luminosa, quella che a lui piaceva più di tutte, stava cadendo sulla Terra. Il ragazzo si precipitò verso la luce, mentre questa si cristallizzava in una specie di scintilla rosa. La scintilla atterrò dritta tra le mani del ragazzo, e lui la cullò, come fosse una lucciola delicata.

Per ragioni che non seppe nemmeno lui spiegare, il ragazzo cominciò a piangere, e una lacrima cadde su quella luce preziosa. D’un tratto, la luce prese la forma di una bolla, e al suo interno comparve una figura umana. Era un ragazzo, e il ragazzo parlò: ‘Io sono Sune. Grazie per avermi raccolto! Ho perduto il mio regno per un tradimento, una cospirazione. Prendi la mia mano, e insieme salveremo la galassia’. Il ragazzo prese la sua mano e insieme spiccarono il volo verso quegli infiniti cieli lattei.

Più di ogni altra cosa, Nuki ha bisogno di essere compreso, di aprirsi e ritrovare la fiducia, di essere amato senza sotterfugi e inganni, di volare tra le stelle insieme a chi mai lascerà la sua mano. Ma Sune non è quel tipo di personalità con cui è facile avere a che fare: aperto ed enigmatico, catalizzatore e intermittente, propositivo e schivo, coinvolgente e querulo, il ragazzo misterioso possiede il fascino delle cose proibite e pericolose che non si comprendono mai fino in fondo.

Sune è diviso in due ed è tormentato da qualcosa che lo divora dentro fino a consumarlo, ma è anche un’instancabile e affamata macchina per il sesso che non conosce requie. È attraverso rapporti carnali continui e passionali che Sune irretisce Nuki, già pochi istanti dopo la sua caduta sulla Terra. Quando viene ospitato nella sua casa, subito dopo un primo dialogo introduttivo, l’attrazione diventa incontrollabile e scatta l’ardore del primo contatto fisico, dove veniamo tra l’altro introdotti a una meccanica di gioco che lascia selezionare in ordine sparso i cinque sensi per scoprire descrizione attinenti alle sensazioni ed emozioni che Nuki sta provando in quel momento.

Non è chiaro il modo in cui Milky Way Prince definisce alcune scelte sbagliate o come alcune domande e risposte possano condizionare il diagramma di flusso che è costantemente visionabile dalla stanza di Nuki. Osservando il flowchart vi renderete conto a che punto della storia siate, ma non avrete mai davvero contezza di come indirizzare certe strade che si aprono in prossimità di importanti snodi. Chiaramente, il modo più facile è quello di propendere per scelte opposte a quelle precedenti, ma capiterà non di rado di dover sperimentare con soluzioni miste, sperando che certe reazioni non si ripetano durante nuove partite.

Milky Way Prince rimane però una graphic novel e non vuole sconfinare nel campo delle avventure grafiche; vuole porre al centro dell’attenzione il racconto, le contraddizioni umane, i comportamenti sbagliati, le stranezze, gli atti lesivi e le conseguenze che questi hanno sui rapporti e sulle persone che li subiscono.

Stella o buco nero?

Quanto c’è di Nuki in ognuno di noi? La domanda è assolutamente legittima, per comprendere quanto Milky Way Prince sia in grado di farci empatizzare col protagonista, che a un certo punto della vicenda spiega anche di aver passato tanti anni in uno stato di totale intorpidimento mentre adesso sente d’improvviso un amore incondizionato, bruciante.

Nuki ha anche una stella marina come animale domestico, ed è interessante anche l’analogia che fa durante un dialogo: “Le stelle marine fanno ricrescere gli arti. Immagina la stessa cosa ma applicata alla psicologia umana e ai nostri traumi. Sarebbe bello se ci potesse riprendere più in fretta. Avremmo meno paura dell’altro e meno paura di farci del male e aiutarci a vicenda.” Quanto sentite adesso la comunanza con la sua figura?

Nuki ha la sensazione di aver trovato esattamente l’anima gemella, quella che arriva senza preavviso, “dallo spazio profondo“, ma sa anche che “Le stelle più brillanti sono anche le più instabili“. Arriva persino a dubitare di sé, quando afferma che “A volte ho pensato a me stesso come a una persona egoista, credo sia per questo che le mie amicizie non sono mai durate a lungo. Ma forse era a me, che non interessavano“. Eppure si accorge che Sune è spesso poco più di una comparsa: a volte non scrive per settimane, altre volte cambia atteggiamento da un momento all’altro. Gli incontri vanno avanti, ma sono prettamente sessuali.

L’euforia della prima volta è sostituita dall’imbarazzo nel freddo di una spoglia stanza d’hotel“, ma Nuki si sente sempre a proprio agio. Quando tenta di chiedere della vita di Sune per conoscere il suo passato, ciò che lo angustia, ciò che gli causa turbamenti e prolungati silenzi, l’altro esplode. Ed è qui che Milky Way Prince dà il meglio di sé. Nonostante non si possano incensare i dialoghi e la loro incredibile profondità, è attraverso frasi telegrafiche che si riesce ad avere una chiave di lettura univoca e netta di quello che è un rapporto malato, torbido e incredibilmente sbagliato dall’inizio alla fine.

Sune fa quello che in gergo psicologico si chiama love bombing, al fine di plagiare, manipolare e usare le debolezze altrui per soggiogare quella che diventa una vittima. Una vittima d’amore. Una vittima che vuole aiutare e risolvere un problema più grande di lui, più grande della persona che desidera, più grande di ogni attaccamento o benevolenza. Il passaggio da stella a buco nero è la fotografia di una sinusoide che descrive non solo lo schema d’avanzamento di questa graphic novel dalle soluzioni visive ardite e con influenze evidenti di autori come Masaaki Yuasa e Toshio Ishizaki, ma anche la rapida consunzione che una stella vampiro è in grado di provocare a un’altra stella che si sente morta e credeva di poter esalare ancora un ultimo respiro di vita. Nella parte finale Milky Way Prince comunica per simbologie, diventa imprevedibile e offre gli spunti migliori, ma nonostante il coraggio di raccontare e raccontarsi, l’opera di Redaelli avrebbe potuto fare di più dal punto di vista della scrittura.

Versione recensita: PC

Se volete cambiare tastiera per giocare i vostri titoli preferiti, o passare a una versione più moderna senza spendere eccessivamente, vi consigliamo questo modello Aukey.

7,5

Milky Way Prince - The Vampire Star

Piattaforme: pc, ps4, switch, xone
Nonostante si tratti di un piccolissimo progetto indipendente sviluppato da una sola persona, Milky Way Prince - The Vampire Star riesce a tratteggiare con buona cura i tratti salienti di una personalità disturbata che è in grado di irretire un partner per poi distruggerlo. I dialoghi essenziali, i silenzi e l'esperienza sensoriale che è in grado di offrire, presentano un modo alternativo per raccontare le complesse dinamiche di coppia in cui talvolta ci si ritrova invischiati inconsapevolmente.

Pro

  • Un'esperienza in cui chiunque potrebbe ritrovarsi
  • Temi delicati trattati col giusto piglio moderno

Contro

  • Non chiaro lo sviluppo del diagramma di flusso coi bivi
  • Sulla profondità della scrittura si doveva fare qualcosa in più
7,5