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Life Is Strange True Colors vittima di review bombing per assurdi motivi politici

È assurdo che basti una bandiera per scatenare delle reazioni simili

La serie di Life Is Strange ha preso il via nel 2015 con l’episodio omonimo ed è appena tornata, a distanza di due anni dal secondo capitolo, con il nuovo True Colors.

Il gioco sviluppato da Deck Nine (il primo dopo il passaggio di testimone da parte di Dontnod Entertainment) e pubblicato da Square Enix è adesso al centro di un assurdo fenomeno di review bombing.

Sulle nostre pagine abbiamo già recensito il nuovo capitolo, che ha convinto Valentino Cinefra per la profondità dei personaggi, l’importanza delle scelte del giocatore e alcune soluzioni visive stupefacenti.

Intanto una versione remastered degli episodi sviluppati da Dontnod Entertainment è quasi pronta a debuttare sul mercato: l’appuntamento è previsto per i primi mesi del 2022.

 

Il fenomeno di review bombing del quale è stato protagonista il gioco riguarda un’annosa questione politica che poco dovrebbe avere a che vedere con il mondo videoludico.

Ma, si sa, i giocatori non sempre sono in grado di tenere a freno le opinioni personali nel momento in cui sono chiamati a valutare la qualità globale di un prodotto.

Nel caso di True Colors la tempesta di recensioni negative si è scatenata su Steam, e il motivo è molto semplice: il fatto che nel gioco sia presenta la bandiera del Tibet ha mandato su tutte le furie una buona fetta di utenti.

Molti dei pareri sfavorevoli sono infatti accompagnati da un riferimento del genere, ed è possibile leggere commenti come «non tollereremo mai alcun atto contrario alla sovranità nazionale della Cina».

Un altro utente non ha gradito il contenuto e ha accusato il gioco di includere «elementi relativi all’indipendenza del Tibet, che suggeriscono uno strappo con la Cina» (via TheGamer).

Alcuni giocatori hanno chiesto agli sviluppatori di scusarsi per averli offesi includendo la bandiera nel gioco, e molti altri si sono addirittura esibiti in una lunga serie di insulti razzisti e omofobi contro i personaggi.

Quest’ultimo dettaglio non sorprende più di tanto (purtroppo) se si pensa che, solo qualche giorno fa, la Cina ha vietato la pubblicazione di videogiochi che contengono personaggi effeminati.

Siamo davanti all’ennesimo evento scoraggiante, stavolta nettamente più grave rispetto al review bombing che riguardò Death Stranding e gli oggetti a tema Cyberpunk 2077.

Un caso analogo, almeno per quanto riguarda la rappresentazione delle minoranze, avvenne con The Last of Us Part II, che su Metacritic sfiorò una media inferiore al 4 poco dopo l’uscita.

Se nel caso di quest’ultimo e di True Colors si tratta di fenomeni condannabili in tutto e per tutto, nel caso di Nioh 2 le motivazioni furono più comprensibili.

Se avete giocato il primo episodio nel 2015 e volete recuperare Life Is Strange 2, potete farlo grazie al prezzo proposto da Amazon.