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King’s Bounty II | Recensione – Un ritorno storico

King's Bounty II è un gioco di ruolo strategico molto ambizioso, ma con tanti limiti che gli impediscono di eccellere nella sua categoria.

Poco più di venti anni fa il mondo conobbe per la prima volta King’s Bounty, un rivoluzionario gioco strategico con elementi da gioco di ruolo che fu un vero e proprio precursore del genere. Nonostante l’importantissima eredità lasciata sul mercato videoludico dal prodotto realizzato da Jon van Caneghem, gli appassionati hanno però dovuto aspettare fino al 2008 per vedere un nuovo capitolo della serie, realizzato dalla software house 1C Entertainment, che detiene ancora oggi i diritti per la licenza della serie.

King's Bounty II

Piattaforma:
PC, PS4, PS5, SWITCH, XONE, XSX
Genere:
gioco-di-ruolo, strategico
Data di uscita:
24 Agosto 2021
Sviluppatore:
1C Entertainment
Distributore:
Koch Media

King’s Bounty: The Legend non era però un vero sequel, ma una continuazione «alternativa» del brand che ha, in seguito, generato diversi episodi aggiuntivi. Per questo motivo, quando 1C Entertainment annunciò di voler realizzare un sequel diretto dello storico gioco strategico, comunicando di aver impiegato maggiori sforzi per renderlo un prodotto moderno, i fan hanno aspettato con grandissima curiosità l’arrivo di questo nuovo capitolo.

Per riuscire nell’intento, gli sviluppatori hanno deciso di introdurre diverse novità, per rendere King’s Bounty II un titolo maggiormente appetibile ad una fascia di utenza molto più ampia rispetto agli standard del genere. Tuttavia, nonostante l’ambizione del secondo King’s Bounty sia innegabile e mostri diversi aspetti che potranno solo piacere agli appassionati, fin dai primi minuti di gioco appariranno evidenti anche grandi limiti.

Ritorno a Nostria

La trama di King’s Bounty II seguirà uno dei tre eroi del gioco, che si ritroverà in prigione dopo essere stato accusato ingiustamente di aver attentato alla vita del re; il principe deciderà tuttavia di offrirci la libertà provvisoria, a patto di indagare maggiormente su cosa stia scatenando la Sciagura, una terribile peste che consuma ogni cosa, nel regno di Nostria. Subito dopo essere stati liberati dal carcere, sarà possibile notare una delle principali novità del secondo capitolo della saga: quando il nostro protagonista non sarà impegnato in battaglia, avrà la possibilità di esplorare le ambientazioni del regno grazie alla struttura di gioco open world in terza persona.

Il nostro eroe dovrà decidere come portare a termine una missione.

Queste fasi di gameplay che copriranno la maggior parte della vostra esperienza sono molto simili a quanto visto in altri titoli a mondo aperto, come The Witcher 3, seppur in versione più semplificata e meno approfondita: il vostro eroe potrà infatti cercare tesori sparsi per il mondo all’interno di barili e forzieri, chiacchierare con gli NPC che potranno affidargli missioni e viaggiare da un luogo all’altro a piedi, a cavallo o sfruttando uno dei punti rapidi di teletrasporto. Purtroppo, nonostante le dimensioni considerevoli della mappa, la nostra avventura è risultata essere molto lineare.

Gli utenti si troveranno infatti davanti ad alcune zone, opportunamente indicate sullo schermo, che saranno attraversabili soltanto dopo aver portato a termine uno scontro: i nemici però potrebbero rivelarsi eccessivamente forti per le vostre attuali capacità, costringendovi a seguire strade alternative e tornare in un secondo momento.

Fortunatamente, sarà possibile ritirarsi dallo scontro prima che esso abbia inizio senza alcuna conseguenza: se nell’anteprima della sfida noteremo che il nostro esercito avrà poche speranze per la vittoria, basterà allontanarsi e provare a completare altre missioni, esplorando altre aree del gioco e capire da soli in quale direzione sarebbe meglio proseguire.

Ed è proprio nell’esplorazione che è possibile notare i primi limiti dell’avventura di 1C Entertainment: nonostante la dichiarata ispirazione a saghe fantasy come Il Signore degli Anelli, le ambientazioni appaiono generiche e non riescono a incentivare i giocatori a scoprirne tutti i segreti, se non per cercare di accumulare quanto più oro possibile, l’unica vera attività per la quale possa valere la pena prendere strade alternative.

La situazione non verrà aiutata anche dalla velocità di movimento del nostro protagonista, estremamente lenta: King’s Bounty II darà la possibilità di rallentare ulteriormente la nostra camminata tenendo premuto un pulsante, senza però offrirci la possibilità di correre o accelerare il passo.

Proprio come in The Witcher 3, avremo invece la possibilità di poter chiamare a noi il cavallo in quasi ogni area del gioco: pur offrendoci una velocità leggermente maggiore, dovremo comunque assistere ad animazioni lentissime ogni volta che saliremo in sella o quanto decideremo di scendere. La sensazione è che il nostro destriero riesca perfino a farci perdere tempo: non solo in città saremo costretti ad un’andatura lenta, ma se saremo a cavallo non potremo attivare i dialoghi, avviare scambi con i commercianti o utilizzare il teletrasporto.

Considerando che si tratta di operazioni necessarie anche durante i nostri viaggi, riteniamo si tratti di un’ingenuità che, paradossalmente, scoraggi le cavalcate dei giocatori, peggiorando la quality of life dell’esperienza di gioco.

Ogni decisione è importante

King’s Bounty II può essere a tutti gli effetti considerato un gioco di ruolo con elementi strategici: l’unione tra i due generi è stata capovolta, ponendo una maggiore enfasi sulle scelte del giocatore. 1C Entertainment ha introdotto quattro tipologie di ideali differenti, che condizioneranno gli eventi della storia: Ordine, Potere, Anarchia e Astuzia.

Gli utenti saranno spesso costretti a fare delle scelte per il completamento delle missioni, il che non solo permetterà di immedesimarsi nel personaggio, ma fornirà punti ideale per sbloccare nuovi talenti specifici. Per esempio, molte missioni che richiederanno un combattimento ci permetteranno di scegliere se affrontare a testa bassa il nemico – un’opzione associata all’ideale del Potere – oppure di prendere una strada più lunga per assicurarci un prezioso aiuto in battaglia – scelta naturalmente collegata all’Astuzia. Oppure, nel caso di Ordine e Anarchia, potremo magari scegliere se consegnare un criminale alla giustizia o se prendere accordi con lui per arrivare a una risoluzione pacifica del conflitto.

Queste scelte formeranno la natura del nostro eroe, che in alcuni casi potranno perfino rifiutarsi di portare a termine azioni che vadano contro i loro ideali. Un esempio di questa meccanica di King’s Bounty II ci verrà fornito in una delle primissime missioni del gioco: selezionando il mercenario Aivor, maggiormente predisposto verso il Potere, una quest ci chiederà se vorremo liberare la strada da alcuni golem o se provare a calmarli andando a parlare con il loro mago, dopo aver sciolto un particolare incantesimo di protezione. Aivor però si rifiuterà di eseguire quest’ultima operazione, legata all’Ordine, sottolineando di non essere un mago. Questo costringerà i giocatori ad usare la forza bruta e affrontare un semplice combattimento.

L’esempio riesce nell’intento di spiegare ai giocatori fin da subito come le scelte potranno portare a determinate conseguenze lungo la storia. Dopo aver superato le prime lente fasi iniziali, che a causa della loro natura da tutorial nascosto offrono poche possibilità di scelta, l’avventura migliorerà notevolmente il suo ritmo dopo essere arrivati in città, dove inizierà il gioco vero e proprio e si avrà la possibilità di personalizzare eroe ed esercito a nostro piacimento.

Sì, incontreremo anche draghi.

Il nostro eroe non scenderà direttamente in battaglia, ma guiderà il suo esercito dalle retrovie, supportando e potenziandolo sfruttando i suoi talenti e le magie apprese. Il nostro equipaggiamento e i bonus sbloccati, in base anche agli ideali che staremo perseguendo, permetteranno infatti di migliorare le statistiche delle nostre unità.

Durante ogni battaglia avremo una quantità di mana limitato per lanciare gli incantesimi appresi, che potrà essere superato utilizzando manualmente una pergamena magica, persa per sempre dopo lo scontro. In ogni caso, sarà possibile utilizzare solo una magia per turno e le magie saranno associate a diversi elementi con effetti diversi gli uni dagli altri: ad esempio, potremo non solo curare le nostre unità, ma danneggiare i nostri nemici, rallentarli o addirittura evocare nuove creature. Anche in questo caso, sarà importante organizzare una strategia per pianificare quali magie utilizzare, in base al costo e alla situazione sul campo di battaglia.

Le battaglie si svolgeranno su una scacchiera esagonale: ogni unità del nostro esercito, che avrà abilità uniche e un massimo di cinque slot a disposizione, sarà associata a un ideale e dovremo assicurarci che ci sia la giusta sinergia non solo per le loro caratteristiche, ma anche per il morale. Avere unità con ideali diversi abbasserà il loro morale, rendendo più probabile che saltino turni e rimangano vulnerabili ai colpi nemici.

Se, invece, terremo conto delle esigenze del nostro esercito potremo essere maggiormente pericolosi, avendo più alte probabilità di muovere le unità due volte nello stesso turno e infliggendo così un numero di danni più elevato. Alcuni talenti potranno aiutare a garantire una maggiore versatilità, impedendo che il morale cali eccessivamente e permettendo una maggiore creatività per la composizione del team.

Prestate sempre attenzione al layout della scacchiera.

Il valore iniziativa di ogni soldato stabilirà il turno in cui si muoverà sulla scacchiera, mentre il numero di caselle sui cui potrà spostarsi sarà deciso in base alla razza o della sua specializzazione. Per esempio, le unità a cavallo saranno in grado di muoversi più rapidamente e di un maggiore numero di spazi, mentre i Golem di Pietra dovranno necessariamente spostarsi di una casella alla volta, rendendo queste creature maggiormente indicate per bloccare possibili vie di fuga nemiche.

Anche durante la storia principale avremo la possibilità di analizzare le battaglie in arrivo per capire se ritirarci o meno: nel caso non fossimo abbastanza pronti, potremo tentare di portare a termine un’altra delle missioni principali, o collezionare oro ed esperienza affrontando le missioni secondarie. Sarà infatti necessario stare molto attenti ai valori indicati: le unità che cadranno in battaglia non potranno essere rigenerate e saremo costretti ad acquistarle nuovamente dai commercianti. Nel caso invece alcune unità siano semplicemente state ridotte di numero, per esempio quando si hanno ancora in vita tre lupi invece dei dieci massimi, potremo semplicemente spendere oro per curarli.

Il giocatore dovrà dunque non solo riuscire a trovare le giuste tattiche per vincere le battaglie, ma fare in modo che le unità dell’esercito non soccombano sotto i colpi nemici. Sarà fondamentale conservare le monete d’oro il più possibile, così da poter curare il nostro esercito e migliorarlo, il che incoraggia allo svolgimento di incarichi secondari per ottenerle. L’oro servirà inoltre per acquistare equipaggiamento più potente e per ridistribuire i talenti, nel caso dovessimo scegliere di azzerare i punti utilizzati dopo aver sbloccato nuovi poteri per ridistribuirli meglio: la prima volta sarà gratuita, ma in seguito sarà necessario pagare cifre che aumenteranno costantemente.

Non è tutto oro quello che luccica

Purtroppo il gioco non ci dirà immediatamente quali commercianti vendono determinati tipi di unità, costringendo dunque gli utenti a prendere appunti per dover fare un minor numero di viaggi nella mappa: in caso contrario, bisognerà consultare manualmente ogni negoziante per la ricerca di specifici soldati o creature.

Ogni unità di King’s Bounty II potrà guadagnare esperienza ed aumentare il proprio rango, diventando conseguentemente più forte per le battaglie successive: questo spingerà a non cambiare eccessivamente la composizione del team. Inoltre, il nostro livello di comando indicherà esattamente quante e quali unità potremo acquistare, rendendo impossibile, in alcuni casi, acquistare le unità più forti del gioco pur avendo a disposizione le monete necessarie.

Potranno quindi capitare anche situazioni in cui sarà possibile acquistare soltanto una copia di un soldato particolarmente potente, ma in questi casi la scelta migliore è lasciarle perdere, puntando su truppe più numerose e affidabili.

Le unità che agiscono in gruppo sono infatti considerevolmente più forti, il che spingerà a ideare un team strategico con un buon mix di velocità, forza e difesa, che tenga possibilmente conto anche degli attacchi a distanza o magici. Un team particolarmente veloce potrà preparare con maggiore efficacia le zone di controllo: si tratta di caselle occupate dalle nostre unità che attaccheranno automaticamente il nemico, quando proverà a muoversi in zone diverse. Per come è strutturato il gioco, insomma, con il giusto equilibrio si potranno dunque organizzare delle vere e proprie trappole che porteranno velocemente il nostro team alla vittoria, ma naturalmente i soldati dovranno essere forti a sufficienza per riuscire a sconfiggere il nemico.

Il comparto tecnico è purtroppo un grande punto debole di questa produzione: dà la sensazione di essere rimasto fermo agli standard visti su PS3 e Xbox 360, senza nemmeno eccellere particolarmente nel dettaglio dei volti, che appaiono inespressivi e privi di personalità.

Un vantaggio è che potrà essere eseguito dalla maggior parte dei PC disponibili sul mercato anche basse risoluzioni, mentre per gli utenti più esigenti sottolineiamo che usando un dispositivo con scheda grafica RTX 3070 in configurazione Full HD 144hz siamo stati in grado di riprodurre tutti gli effetti grafici a impostazioni ultra senza subire alcun rallentamento – a parte qualche rarissima occasione, durata pochi secondi, in cui il titolo doveva caricare nuove aree della mappa sullo schermo.

King’s Bounty II non riesce ad eccellere nemmeno dal punto di vista sonoro, a causa di un doppiaggio in lingua inglese tutt’altro che straordinario e una colonna sonora abbastanza anonima. Gli stessi dialoghi degli NPC durante l’esplorazione in città si ripeteranno ogni volta che attraverserete determinate aree del gioco, diventando fastidiosi e rovinando l’immedesimazione dei giocatori dopo pochissimi istanti.

Riteniamo, infine, doveroso segnalare l’assenza di un riepilogo in-game che possa fungere da “manuale di istruzioni”: una mancanza davvero insolita, considerando il genere di appartenenza, che potrebbe rendere complicato riprendere una partita a distanza di giorni.

Versione recensita: PC

Se siete appassionati di giochi di ruolo con esplorazioni open world e vaste libertà di scelta, potete recuperare anche The Witcher III: Wild Hunt – GOTY Edition a un prezzo speciale su Amazon.

6,8

King's Bounty II

Piattaforme: pc, ps4, ps5, switch, xone, xsx
King's Bounty II è sicuramente un progetto estremamente ambizioso, che ha apportato molte novità per abbracciare una fascia d'utenza molto più ampia. Nonostante le tante buone qualità di questo ibrido strategico-RPG, sono però altrettanto evidenti i molti limiti e le ingenuità in fase di produzione che impediscono al prodotto di eccellere nel suo genere. Il primo vero sequel di questa storica saga possiede comunque abbastanza elementi a suo favore per riuscire a catturare gli appassionati del genere per diverse ore, a patto però di chiudere un occhio su un comparto tecnico non all'altezza, un'eccessiva linearità e una lentezza che porterà spesso a ripetitività snervanti.

Pro

  • Buon sistema di ideali e scelte morali
  • Combattimenti semplici ma appaganti
  • Tante combinazioni possibili per la composizione dell'esercito

Contro

  • Tecnicamente datato
  • Gameplay molto lento, soprattutto nelle fasi iniziali
  • Eccessivamente lineare, nonostante le meccaniche open world
6,8