Internet e l’inciviltà imperante dietro lo schermo – Spazio Tech

Tra le notizie tech e social della settimana c'è anche lo studio di Microsoft sulla civiltà online: un tema delicato che mette in evidenza quanti comportamenti scorretti vengano attuati contro altre persone in Rete

SPAZIOTECH
A cura di Stefania Tahva Sperandio - 18 Febbraio 2020 - 9:47

Ci sarebbe da capire quale sia il momento preciso in cui le persone hanno scambiato quella meraviglia che è internet – un punto di incontro per ogni angolo del mondo, al di là delle distanze – non per una Rete capace di collegarci e aiutarci tutti a scambiarci informazioni, ma per la piazza di una zona franca in cui fare o dire qualsiasi cosa senza conseguenza alcuna. Ne parliamo nel nostro nuovo appuntamento con SpazioTech, dove vediamo da vicino i risultati della nuova indagine di Microsoft sulla percezione della sicurezza online.

Non solo: in questo numero, parleremo anche delle aspettative di vendita di Samsung Galaxy S20 e dell’emergenza coronavirus, che ha portato addirittura all’annullamento di Mobile World Congress a Barcellona.

Niente MWC 2020

La notizia ha lasciato francamente sorpresi – o, almeno, ha lasciato sorpresi coloro che non avevano notato la “fuga” degli espositori: Mobile World Congress 2020 non si farà. Nonostante mancassero ormai pochi giorni all’apertura dei cancelli dell’importante fiera (attesa per il 24 febbraio), nei giorni scorsi è arrivata la comunicazione ufficiale da parte di GSMA, che ha annullato l’appuntamento, rimandando direttamente al 2021.

Internet e l’inciviltà imperante dietro lo schermo – Spazio Tech

Il motivo è presto detto: a causa dell’emergenza coronavirus, diversi espositori hanno preferito tirarsi direttamente indietro, con il risultato che la fiera ha perso pezzi per strada, fino ad arrivare al punto di essere cancellata del tutto. Trattandosi di uno dei maggiori teatri dedicati alla tecnologia in Europa, si tratta di una scelta indubbiamente forte, che porta i consumatori a domandarsi quanto, effettivamente, l’emergenza sanitaria debba destare preoccupazione – e quanto invece le defezioni potessero ricondursi, più che a prudenza, alla psicosi. A meno che non si sia scienziati, però, è davvero difficile a dirsi, e l’unica certezza è che MWC 2020 non ci sarà.

Ah sì? E noi la conferenza ce la facciamo online

Attenzione, però, perché nell’epoca di internet la cancellazione di una fiera in loco vorrà anche dire che la stampa non potrà provare con mano le ultime novità – ma questo non impedisce alle compagnie di annunciarle. Deve essere stata la filosofia alla base dell’idea di Huawei, gigante cinese degli smartphone, che visto l’annullamento di MWC 2020 ha deciso di tenere una conferenza online alle ore 14.00 del 24 febbraio.

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Nel corso dell’appuntamento, dovremmo scoprire nuovi dettagli su Mate X (ma probabilmente non sull’erede di P30, che dovrebbe venire svelato il prossimo mese) ed eventualmente sui MateBook.

Strategia simile anche per la cinese Honor, che con Huawei va a braccetto, che a sua volta avrà un keynote online alle ore 18.30 della stessa data. Se la montagna non va a Maometto…

A proposito di coronavirus…

È un appuntamento con SpazioTech tristemente dominato da coronavirus, quello che state leggendo. O, almeno, dall’impatto dell’epidemia sul mondo della tecnologia. Mentre noi amanti dei videogiochi aspettiamo ancora di capire se ci sarà o meno un contraccolpo nella produzione delle console, compresa Nintendo Switch e non solo la futura next-gen, ci potrebbero essere inconvenienti anche per il mercato dei computer portatili.

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Il fatto che la Cina stia venendo in parte paralizzata dalla misure di sicurezza comporta infatti rallentamenti – e sono tantissime le firme tecnologiche che proprio nel Paese del Dragone vedono muovere i primi passi dei loro prodotti. Secondo gli esperti di Digitimes, ci sarà un calo tra il 29% e il 36% nelle consegne dei computer portatili in tutto il primo trimestre del 2020, proprio a causa di rallentamenti nelle catene produttive in Cina.

Alcune aziende stanno correndo ai ripari, aumentando i loro ritmi in altri Paesi non interessati dall’emergenza, come Taiwan. Una strategia che, secondo l’esperto di mercato Michael Pachter, potrebbe voler seguire anche Sony per non rischiare ritardi su PlayStation 5.

S20 batterà Samsung Galaxy S10? Gli analisti dubitano

Dopo l’annuncio di Samsung Galaxy S20 (e dei suoi fratelli) in tutte le sue ambiziose caratteristiche, rimaneva da vedere quale sarebbe stato l’impatto sul mercato del nuovo top di gamma della casa coreana. Secondo il noto analista Ming-Chi Kuo e i dati in suo possesso, ce n’è abbastanza da ritenere che S20 venderà meno di S10.

Secondo Kuo, nello specifico, Samsung avrebbe piazzato 32 milioni di terminali (la generazione precedente si mosse tra 36 e 38). A causare questo rallentamento sarebbe il fatto che S20 manchi di una variante economica, avendone anzi dedicato la terza a una soluzione ancora più costosa e dalle specifiche ricercate. Questo, di fatto, taglierebbe fuori una fetta di pubblico.

Vediamo quale sarà l’andamento sul mercato nei prossimi mesi, per farci un’idea più precisa.

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L’educazione è un vestito elegante passato di moda

Nei giorni scorsi, Microsoft ha pubblicato i risultati dell’indagine Digital Civility Index 2020, che si occupa di indagare la percezione della sicurezza che le persone, divise tra adolescenti (dai 13 ai 17 anni) e adulti hanno mentre vagano per il mondo della Rete. Purtroppo, è emerso che l’Italia è al 10° posto (su 25) nella classifica legata all’esposizione ai rischi online.

Quelli più comuni, segnalati dagli utenti, sono contatti indesiderati, fake news e sexting indesiderato – che ha colpito il 41%, il 29% e il 23% degli intervistati. I rischi sono però molteplici: le persone hanno segnalato di essere state vittime di cyberbullismo nel 22% dei casi (con insulti soprattutto su aspetto fisico, orientamento sessuale e politica). La misoginia è addirittura segnalata nel 73% dei casi spiacevoli online, le molestie nell’87%, i danni alla reputazione sono l’incubo dell’89% degli intervistati.

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Il dato positivo è che il 51% degli adolescenti interpellati ha dichiarato di chiedere aiuto ai genitori (un dato in crescita del 7% rispetto al 2019) in caso di inciviltà online.

I comportamenti spiacevoli e tossici, insomma, sono purtroppo ben lontani dal diventare una piaga debellata. La speranza è che, con programmi mirati, la prossima generazione di internauti possa essere più propensa al quieto vivere online di quella attuale.

La speranza è che l’educazione possa aiutare a debellare quella che è una piaga vera e propria – e non stiamo parlando di coronavirus, contro il quale dovranno lottare le autorità scientifiche preposte. L’inciviltà online è invece un problema la cui correzione è alla portata di tutti, nel piccolo gesto quotidiano. Per qualche motivo, però, molti preferiscono considerare Internet una sorta di sputacchiera personale, sulla quale dire o fare qualsiasi cosa venga in mente – spesso dimenticato che dall’altra parte dello schermo c’è un’altra persona che ha tanta carne e tante ossa quante ne hanno loro.




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