Hearthstone: Le tombe del terrore – Recensione

Run per tutti i gusti

Recensione
A cura di Gianluca Arena - 17 Ottobre 2019 - 10:47

Nella grande operazione di rilancio portata avanti in concomitanza con il lancio dell’anno del Drago, la modalità per singolo giocatore si inseriva tra le novità più interessanti, dopo che, per lungo tempo, il card game di Blizzard ha trascurato coloro che preferiscono confrontarsi con l’intelligenza artificiale piuttosto che contro altri umani. Le tombe del terrore, lanciate una per settimana lungo tutto l’ultimo mese, rappresentano un consistente passo in avanti per Hearthstone, e, dopo esserci persi nei loro meandri, siamo pronti a dirvi tutto quello che c’è da sapere su di esse.

Hearthstone: Le tombe del terrore – Recensione

Grandi ritorni

Abbiamo avuto modo di parlare a lungo della svolta che Blizzard ha voluto imprimere al suo card game in sede di recensione dell’ultima espansione di Hearthstone in ordine temporale, L’ascesa delle ombre, che rappresentava l’inizio dell’anno del Drago. Oltre al ribilanciamento del meta e alle consuete 135 nuove carte, ad Anaheim hanno pensato di aggiungere una modalità per giocatore singolo come non se ne vedevano da tempo, integrando le buone idee viste sul finire dello scorso anno con una manciata di graditi ritorni e volti nuovi. Le prime due Tombe del terrore sono state pubblicate lo scorso 17 settembre, con la prima completamente gratuita e la seconda acquistabile, come di consueto, sia con l’oro in-game sia con moneta sonante. Sono bastate poche partite per svelarci la bontà del lavoro svolto, non solo in termini di puro divertimento ma anche di quantità di contenuti in rapporto all’esborso richiesto, due punti decisamente a favore dell’ultima fatica Blizzard.

Ma andiamo con ordine:la struttura di gioco prevede quattro Tombe del Terrore da esplorare, con una quinta che si dispiega dinanzi al giocatore solamente al completamento delle precedenti.
Anche solo partecipare, pur senza battere il boss finale di ogni Tomba, denominato “Portapiaga”, assicura al giocatore tre buste dell’ultima espansione, rendendo, di fatto, quasi gratuite le Tombe del terrore anche per i neofiti, che non disponessero del credito in-game per acquistarle senza esborsi monetari. Questa avventura mescola sapientemente elementi da gioco di ruolo, con un mazzo cui aggiungere carte strada facendo, ad altri presi di peso dai roguelike, con ogni run che propone premi e potenziamenti casuali, utili a diversificare sempre l’offerta. Da parte nostra, abbiamo affrontato tutte e cinque le tombe perlopiù con il mazzo Murloc, immediato da giocare, rapido nell’esecuzione e letale già dai primi turni, ma la disponibilità di eroi doppi e di mazzi diversi assicura un elevato tasso di rigiocabilità a tutto il pacchetto.

Hearthstone: Le tombe del terrore – Recensione

Supereroi contro la municipa…ehm

Elise, Ser Pinnus, Brann e Reno, amatissimi dal pubblico, indirizzano subito il giocatore verso la risoluzione degli enigmi nascosti in ognuna delle tombe, infestate dai Portapiaga, boss dall’enorme quantitativo di punti ferita che necessitano di strategie appropriate per essere battuti. Cionondimeno, al giocatore vengono dati subito tutti i mezzi sufficienti all’impresa, che, come in tutti i roguelike che si rispettino, devono andare di pari passo con un pizzico di fortuna per rivelarsi efficaci.

Gli eroi bi-classe sono uno di questi: è possibile, all’inizio di una nuova run, selezionare un eroe garantisce automaticamente accesso anche alle carte di una seconda classe ad essa accoppiata, rendendo i mazzi decisamente più versatili già di partenza, con combinazioni stravaganti e divertenti. Similmente, il potere Eroe è personalizzato: nel caso del mazzo Murloc di cui ci siamo serviti per il test, ad esempio, era possibile scegliere tra tre differenti poteri eroe, tra potenziamenti alle creature ed evocazione di un amalgama 2/1. Apparentemente sbilanciati a causa della loro potenza, questi nuovi poteri eroe sono controbilanciati da nemici altrettanto capaci, che dispongono, a loro volta, di poteri eroe differenti da quelli base e decisamente più impattanti sul gameplay.

Il livello di difficoltà, comunque, non è mai eccessivo, ad eccezione, probabilmente, dei Portapiaga stessi e dei loro immediati protettori, che vengono affrontati immediatamente prima: prima di tutto va detto che l’enorme quantitativo di punti ferita dei Portapiaga può essere azzerato in maniera progressiva, run dopo run, il che apre a strategie offensive particolarmente spregiudicate.
Al primo incontro con i Portapiaga, infatti, è opportuno osservare i pattern di attacco di questi e studiarne i punti deboli, abbassandone il monte PV nel contempo, in attesa di ritornare sul luogo del delitto meglio equipaggiati, magari in seguito ad una run più fortunata o a scelte più ponderate in fase di aggiunta delle carte al proprio mazzo.

Non c’è solo la pura fortuna a fare da arbitro, infatti: dopo ogni sfida vinta è possibile aggiungere dei set da tre carte al proprio mazzo, così da strutturarlo come si preferisce. In aggiunta a questo, alla locanda da Bob è possibile modificare il deck creato a piacimento, aggiungendovi ulteriori carte, rimuovendo alcune di quelle presenti o potenziandone delle altre, plasmando così il proprio mazzo aldilà dell’inevitabile effetto rng. Il bilanciamento è perfetto: la sensazione di controllo sul proprio mazzo è invitante, e restituisce grande soddisfazione quando si abbatte un nemico con una combo studiata a tavolino, eppure la dea bendata riveste il suo ruolo con discrezione, senza risultare mai troppo invasiva ma aggiungendo un pizzico di imprevedibilità ad ogni match.

Hearthstone: Le tombe del terrore – Recensione

Tesori distintivi

A chiudere il cerchio sulle dinamiche di gioco c’è la presenza dei cosiddetti Tesori distintivi: per tre volte durante ogni run, la prima delle quali immediatamente dopo aver scelto il proprio mazzo, è possibile scegliere una tra più abilità, in genere passive, per orientare l’inerzia dei match in proprio favore: +1/+1 ai propri servitori, la possibilità di costringere il nemico a passare i primi due turni, lo sconto sul costo delle proprie carte sono solamente alcuni dei poteri selezionabili, che aggiungono profondità e varietà all’esperienza di gioco, rendendo ogni run unica. Proprio questo elevatissimo fattore di rigiocabilità, unito al costo esiguo di ognuna delle Tombe, rende Le Tombe del terrore una modalità dall’eccellente rapporto quantità/prezzo, capace di intrattenere i giocatori per una buona decina di ore in totale. L’unica, piccola pecca del pacchetto, come già accaduto in passato, è rappresentata dal comportamento non sempre perfetto dell’intelligenza artificiale nemica, le cui scelte possono apparire a tratti bizzarre a tratti completamente insensate.

Nondimeno, raramente abbiamo ottenuto vittorie facilitate da errori marchiani dell’AI, e quindi la godibilità dell’avventura non viene pregiudicata in maniera significativa. A parte questo, non abbiamo trovato altri problemi degni di nota, e speriamo vivamente che Blizzard accompagni ogni espansione in uscita nei prossimi anni a contenuti single player di questa qualità.

+ Meccaniche divertenti e fresche
+ Eccellente rapporto quantità/prezzo
+ Riuscito mix di tattica e rng
+ Consueta cura per i dettagli
- Qualche inciampo nell'intelligenza artificiale

8.5

Ad ulteriore conferma del nuovo corso intrapreso con l’anno del Drago, Blizzard lancia una modalità per giocatore singolo di grande qualità, dal costo accessibile e ricca di novità e modifiche alla formula base del suo card game.

Per quantità di contenuti, tasso di rigiocabilità e fattore divertimento, non possiamo che consigliare Le Tombe del terrore a tutti i giocatori di Hearthstone: i militanti di vecchia data giocheranno sicuramente gratis con l’oro accumulato in-game, mentre i neofiti entreranno dalla porta secondaria in uno dei giochi di carte online più popolari degli ultimi anni.




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