Gamescom: ambizioni e novità della fiera tedesca nell’era dello streaming

Con oltre 370.000 visitatori nel 2018, la Gamescom rimane saldamente la fiera videoludica più popolosa del mondo. Com'è cambiata e cosa aspettarci per il futuro?

SPECIALE
A cura di Stefania Tahva Sperandio - 12 Agosto 2019 - 10:30

È di nuovo quel periodo dell’anno: quello in cui il caldo torrido di agosto si traduce in Gamescom e, di conseguenza, in novità per i videogiocatori di tutto il mondo. L’edizione 2019 della popolare fiera tedesca – la più grande fiera videoludica al mondo, nei numeri – aprirà i cancelli il prossimo 20 agosto e, in vista dell’appuntamento, ripercorriamo un po’ le strada dell’evento teutonico, preparandoci alle novità che ci svelerà quest’anno.

Un appuntamento europeo con i videogiochi

Era il 2002 quando prendeva piede, per la prima volta, la Games Convention di Lipsia. L’evento, aperto al pubblico, voleva essere una sorta di Tokyo Game Show per il pubblico europeo e il fatto che avesse aperto i cancelli ai giocatori – distinguendosi così dall’E3, la grande fiera dedicata solo ai media – fece in modo che, nel 2008, si arrivasse a ben 203.000 visitatori.

Una Gamescom 2018 praticamente deserta…

La crescita era costante e portò, nel 2008, a un importante cambio di programma: ad aprirsi, nell’anno successivo, non furono più i cancelli della Games Convention di Lipsia, ma quelli della Gamescom di Colonia, ospitata dal titanico Koelnmesse della città della Renania Settentrionale.

Già prima di passare il testimone alla Gamescom di Colonia, però, la Games Convention di Lipsia introdusse anche un altro degli elementi che, in tempi recenti, sono divenuti colonne portanti della fiera tedesca: lanciò la Games Convention Developers Conference – la più grande conferenza di sviluppatori del settore destinata all’Europa. Una tradizione che è andata avanti per diversi anni, fino al 2016, quando Colonia ne ha ospitato l’ultima edizione.

La Gamescom, ossia la fiera della gente

Se l’E3 di giugno era il momento dei grandi annunci davanti alla stampa specializzata, a maggior ragione nelle epoche in cui gli streaming non consentivano ancora al grande pubblico di mettersi di fatto seduto davanti ai palchi più prestigiosi della fiera, la Gamescom di Colonia divenne rapidamente il modo di consentire al pubblico di mettere le mani sui prossimi giochi in uscita.

L’interno di una delle hall della Koelnmesse durante la Gamescom

I publisher allestiscono le loro aree dispositive presso le hall della Koelnmesse, che contano su 284.000 metri quadrati di superficie calpestabile. Come è legittimo aspettarsi, uno spazio espositivo così importante fa in modo che siano tantissime le persone che hanno la possibilità di partecipare alla Gamescom.

La crescita è stata, in effetti, impressionante. Mentre, di solito, pochi giorni prima dell’apertura dei cancelli la stampa può iniziare ad affrontare prove, incontri e interviste in un’apposita area (quella destinata ai media), dall’apertura al pubblico la Gamescom inizia a vedere battere, letteralmente, il suo cuore.

La fiera, dal 2009, è andata in crescendo: se nel suo primo anno a Colonia aveva ospitato 245.000 persone, lo scorso anno ha chiuso con 370.000 paganti, che si sono confrontati con 1.037 espositore da 56 Paesi diversi. Si tratta di una cifra impressionante, che dimostra che ci sono appassionati che vengono letteralmente da tutta Europa, pagano il loro biglietto e si divertono nel caldo agosto a provare le ultime proposte del mondo videoludico – con un occhio particolare rivolto verso quelle in arrivo nel prossimo futuro.

Gamescom 2018

Per un raffronto, l’E3 ha deciso di aprire le sue porte al pubblico solamente nel 2017: il record massimo di partecipanti si è registrato nel 2018, con 69.200 registrazioni. Già nel 2019, forse anche complice l’assenza di Sony (e il fatto che gli spazi, bisogna precisarlo, non siano quelli della Koelnmesse, con conseguente limitazione dei biglietti), si è andati a calare, assestandosi su 66.100 partecipanti. Sono poco meno di 300.000 persone di differenza con la Gamescom.

Annunci e aspettative

Se, insomma, dal punto di vista dell’offerta al pubblico la Gamescom è stata un continuo crescendo, l’avvento dell’epoca dello streaming e degli annunci-spezzatino ha fatto in modo che, con il trascorrere degli anni, avesse un po “meno peso”, se così vogliamo dire, nel fronte dei grandi annunci.

Ci sono indubbiamente importanti appuntamenti con publisher che rivelano informazioni fondamentali su piani, progetti e prodotti, ma via via molte compagnie hanno rinunciato al loro keynote alla Gamescom, al punto che ad oggi una conferenza alla fiera di Colonia risulta praticamente fuori moda. Da tempo PlayStation, ad esempio, non tiene una sua conferenza, con questi appuntamenti che si concentrano di solito più sull’E3 che sulla Gamescom.

Per questo, la notizia della nuova diretta d’inaugurazione lanciata da Geoff Keighley, la Gamescom Opening Night Live, giunge come un nuovo interessante ingrediente a questa formula: il salotto in diretta condotto dall’autore dei The Game Awards si pone l’intento di dare a giocatori e giornalisti una carrellata dei contenuti più in vista della fiera. Questo significa, in soldoni, che se ci saranno annunci da fare, saranno fatti in questa sede. Le singole conferenze dei produttori, ormai finite nel dimenticatoio per la Koelnmesse, potrebbe trovare insomma in questa serata di gala la loro nuova casa.

Il punto di riferimento per l’Europa

Mentre dall’altra parte dell’Atlantico si continua a discutere di quanto i videogiochi siano fondamentali nello spingere sul grilletto le dita degli assassini, in Europa ci si prepara alla fiera che è, di fatto, il punto di riferimento del mercato locale. La crescita del medium videoludico nel Vecchio Continente passa anche e soprattutto per l’evento della Koelnmesse.

Se è vero che quando un grande publisher, al giorno d’oggi, vuole fare un suo annuncio, indice una diretta streaming e invita tutti al suo appuntamento in autonomia – in maniera tale da avere ampio rilievo e non essere “soffocato” da altri annunci sovrapposti – lo è anche che non esiste altro evento al mondo che metta insieme tanti videogiocatori quanto la Gamescom.

La Cancelliera Angela Merkel all’inaugurazione della Gamescom 2017

Si tratta di dati riconosciuti anche dalla stessa Germania ospitante, che per questo motivo nell’edizione del 2017 fece tagliare i nastri della Gamescom alla Cancelliera Angela Merkel in personaper la prima volta nella storia della fiera. La Gamescom venne insomma trattata come un grande evento capace di attirare appassionati, addetti ai lavori e, più semplicemente, affari. Dopotutto, quando ci riferiamo ai videogiochi parliamo di un’industria in costante e imponente crescita, che per una manciata di giorni d’agosto punta tutti i suoi riflettori su Colonia.

Mancano pochi giorni alla Gamescom di Colonia e, dai tempi della Games Convention di Lipsia, la fiera tedesca dei videogiochi ha visto crescere vertiginosamente i suoi numeri. Se è vero che gli appuntamenti con le sue conferenze sono divenuti via via sempre più eccezioni, lo è anche che quest’anno vedremo il debutto della Opening Night Live – durante la quale dovremmo scoprire annunci e grandi novità. Questo potrebbe riaccendere l’interesse verso la fiera non solo come grande appuntamento per il pubblico pagante, ma anche come importante vetrina per la presentazione dei giochi che verranno.

Per ora, la Gamescom è e rimane il più grande appuntamento al mondo per i videogiocatori, come rivelano i suoi numeri. Attendiamo di scoprire quanto pubblico riuscirà ad attrarre questa edizione del 2019: non perdete di vista le pagine di SpazioGames per il nostro coverage direttamente dalla terra teutonica.




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