Fortnite 2.0, Epic Games riscrive i battle royale? | Recensione

Fortnire si rinnova con un nuovo capitolo e una nuova isola

Recensione
A cura di Nicolò Bicego - 21 Ottobre 2019 - 13:52

Quando un gioco diventa un vero e proprio fenomeno mediatico, è difficile parlarne senza scomodare qualcuno. Se da una parte infatti si crea una schiera sterminata di appassionati, che difende il gioco a spada tratta, dall’altra si crea una fila altrettanto numerosa di detrattori che, con ragioni più o meno valide, arriva a non sopportare anche il solo sentir nominare il titolo in questione. Nel 2019 il gioco che rappresenta questo fenomeno è ancora Fortnite; il titolo di Epic Games sta mantenendo intatta la sua popolarità, grazie anche al fatto che ormai il gioco è disponibile su ogni piattaforma.

Il recente evento che ha portato alla conclusione del primo capitolo di Fortnite ha catalizzato l’attenzione di tutti i giocatori, anche di chi Fortnite non lo ha mai seguito. L’introduzione di un nuovo capitolo, con una nuova mappa di gioco e altre novità, ci ha spinti a cogliere la palla al balzo, proponendovi finalmente una recensione di questo discusso titolo, che sembra proprio voler continuare ad accompagnarci negli anni a venire. Questa recensione è dedicata soprattutto a coloro che fino ad ora non hanno mai voluto avvicinarsi al titolo Epic Games e che, magari, potrebbero dargli almeno una chance dopo questo articolo.

Fortnite 2.0, Epic Games riscrive i battle royale? | Recensione

L’ultimo sopravvissuto

Ormai tutti sappiamo cos’è un battle royale; in questi titoli, indipendentemente dal genere di appartenenza, l’obiettivo è quello di essere gli ultimi giocatori in piedi alla fine della partita, eliminando tutti gli altri giocatori (o aspettando che si eliminino tra loro). Ovviamente, questo genere ben si sposa con gli sparatutto, e infatti la maggior parte dei titoli battle royale rientra in questo genere. Anche Fortnite si presenta come un action/sparatutto in terza persona. Dopo esserci lanciati da un bus volante, dobbiamo atterrare sull’isola e metterci alla ricerca di armi che possano garantire la nostra sopravvivenza.

Sono molte le bocche da fuoco disponibili, sparse lungo la mappa: dai fucili d’assalto ai fucili a pompa, dai fucili da cecchino alle granate. Il nostro inventario è limitato, dunque saper scegliere le armi adatte è fondamentale per la sopravvivenza. Ciò che però distingue Fortnite rispetto ad altri titoli del genere è la componente costituita dal crafting e dalla costruzione. La nostra “arma” iniziale è infatti un piccone, che ci permette di distruggere la maggior parte degli elementi dell’ambientazione (alberi, edifici, rocce, mezzi di trasporto, etc.) per ottenere dei materiali. Una volta raccolto un numero sufficiente di materiali possiamo iniziare a costruire: abbiamo a disposizione diverse tipologie di costruzione, che possiamo ruotare a piacimento e di cui possiamo scegliere anche il materiale di composizione. Questo elemento cambia tutto l’impianto di gioco. Approcciarsi a Fortnite come se fosse un classico sparatutto (per quanto con 100 giocatori) comporta una fine repentina.

In Fortnite non è mai una scelta consigliabile raccogliere armi e lanciarsi all’assalto degli altri giocatori, se non in rari casi; bisogna raccogliere materiali, spostarsi con attenzione e costruire rapidamente quando serve. È un approccio molto diverso rispetto al solito e chi viene da esperienze più “classiche” potrebbe inizialmente sentirsi spaesato, ma una volta che si prende la mano con il ritmo di gioco di Fortnite, tutto diventa molto più divertente. La sfida qui non è tanto tra capacità di tiro, quanto tra abilità strategiche. Tutto inizia già nella fase di lancio: sapere dove atterrare non è scontato, e scegliere il punto sbagliato può metterci immediatamente in seria difficoltà. Se è vero che Fortnite è un gioco in voga anche tra i giovanissimi, non possiamo certo tacciarlo di eccessiva semplicità; anni passati su sparatutto “hardcore” non vi basteranno per sopravvivere se non riuscite a capire che Fortnite è un gioco completamente diverso dai “classici” TPF, elemento questo che va a favore del titolo Epic Games, che ha portato qualcosa di nuovo in un genere che già nel giro di pochi anni restava di diventare stantio.

Fortnite 2.0, Epic Games riscrive i battle royale? | Recensione

Guerra totale? Sì, ma niente di serio

Un altro elemento che contraddistingue Fortnite dalla sua diretta concorrenza è il peculiare stile grafico adottato da Epic Games. Il gioco ha un look cartoonesco, esagerato e sopra le righe, che gli dona una personalità completamente differente rispetto a quella propria di titoli più “realistici” come PUBG o Call of Duty. Questo non solo garantisce a Fortnite una sua unicità, ma gli permette anche, nel lungo periodo, di mostrare meno i segni del tempo. Uno stile realistico è il primo ad invecchiare con il passare del tempo e con l’avanzare della tecnologia; uno stile cartoonesco, invece, maschera i suoi anni dietro l’aspetto volutamente plasticoso di personaggi e ambientazioni. Anche per questo motivo Fortnite potrà probabilmente contare su una vita più lunga rispetto a quella dei suoi concorrenti.

Certo, il fattore principale è il successo del gioco: Epic Games non ha alcun interesse a sostituire Fortnite con una versione aggiornata finché la “vecchia” continua a macinare incassi. Anche avere un comparto tecnico che non mostra (troppo) le rughe del tempo aiuta a rendere il gioco sempre attuale. Aiuta anche il fatto che il gioco è particolarmente stabile: nelle diverse partite che non abbiamo fatto, raramente siamo incappati in qualche sorta di problema. In ogni caso, gli interventi di Epic Games sui problemi segnalati dai giocatori sono sempre stati repentini, testimonianza di quanto la software house abbia a cuore le sorti del suo titolo.

Fortnite 2.0

Molti di voi hanno sicuramente già giocato a Fortnite; magari alcuni ci hanno giocato con costanza sino ad ora, mentre altri lo hanno giocato per qualche tempo e poi abbandonato. In entrambi i casi, potreste essere arrivati qui con la curiosità di sapere qualcosa di più sugli aggiornamenti portati dal tanto pubblicizzato “Capitolo 2”, iniziato ormai da qualche giorno.

fortnite

Ovviamente, il primo cambiamento riguarda la mappa di gioco. La vecchia isola è stata sostituita da una nuova, che ha portato con sé diversi cambiamenti. Innanzitutto è più grande: al suo interno abbiamo 13 differenti zone da esplorare, che diventeranno progressivamente colorate sulla nostra mappa mano a mano che le scopriremo. Quest’isola contiene anche dei fiumi; se nella prima isola l’acqua presente era sempre bassa, e dunque i personaggi potevano attraversarla a piedi, qui è possibile nuotare nell’acqua. Saltando mentre si è in acqua si ottiene un boost di velocità, che può essere utile per sfuggire ai nemici.

Sempre legata all’acqua è un’altra novità: adesso è possibile trovare nell’isola ami da pesca, che ci consentiranno di dedicarci alla cattura della fauna acquatica. Oltre che costituire un passatempo per chi vuole distrarsi dall’azione principale, la cattura di pesci può rivelarsi utile perché essi possono dare bonus per la salute o per lo scudo, vantaggi di non poco conto.  Un’altra grande novità è la possibilità di migliorare le proprie armi durante la partita: se la fortuna non ci assiste nel trovare ami più potenti, potremo infatti cercare dei banchi da lavoro e, a patto di avere i giusti materiali, forgiare da soli la nostra arma perfetta.

Altre novità minori sono i barili e le taniche esplosive, che potranno essere fatti saltare in aria con poco sforzo; e i bidoni della spazzatura, in cui è possibile nascondersi diventando, di fatto, invisibili agli occhi dei nemici. Per le partite in squadra, invece, ci sono altre novità: innanzitutto, è possibile raccogliere e trasportare i compagni una volta che sono stati messi k.o; a dire il vero, è possibile trasportare anche i nemici, feature che sicuramente farà divertire molti troll. Per aiutare i propri compagni è anche disponibile un bazooka curativo: basta sparare un colpo per curare gli alleati presenti nell’area dell’esplosione.

Altri aggiornamenti sono volti a migliorare la quality of life: ad esempio, è possibile mettersi in coda per un’altra partita subito dopo essere stati eliminati, senza dovere per forza tornare al menù principale. In generale, le novità apportare dal Capitolo 2.0 di Fortnite non rivoluzionano quanto avevamo imparato a conoscere durante le scorse stagioni; al contempo, però, essere sono abbastanza interessanti da poter convincere chi aveva abbandonato il gioco a tornare sui suoi passi, anche solo per esplorare la nuova mappa. Intatte sono invece le microtransazioni, onnipresenti proprio come prima del lancio di questo nuovo capitolo. Trattandosi di un free-to-play, la loro presenza è relativamente comprensibile, ma il modo in cui vengono pubblicizzate può risultare opprimente.

- Formula ancora solida e divertente
- Il Capitolo 2.0 introduce diverse novità...
- ... ma non aspettatevi cambiamenti epocali
- Il sistema di microtransazioni può risultare opprimente

8.3

Il nuovo capitolo di Fortnite non rivoluziona quanto visto sinora nel gioco. Il motivo, semplicemente, è che non aveva alcun bisogno di farlo. Come dicevamo in apertura, recensire un titolo così discusso non è mai facile; al di là dei pregiudizi, però, il titolo Epic Games risulta ancora fresco e divertente da giocare, grazie alla sua peculiare declinazione del genere più in voga del momento. La nuova isola porta comunque con sé nuove meccaniche di gioco, che faranno contenti tanto i veterani quanto chi stava cercando un motivo per tornare a scalare la cima di questa battle royale.




TAG: battle royale, fortnite