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FIFA 21 | Provato – Volta continua a sognare FIFA Street

Testato lo street soccer di EA: ecco le prime impressioni

FIFA 21 rappresenta il secondo appuntamento con Volta, l’erede di FIFA Street che ha fatto il suo debutto lo scorso anno e si propone, nel nuovo capitolo, di reagire al feedback di critica e pubblico con alcune scelte mirate in materia di gameplay e progressione. Abbiamo avuto l’occasione di saperne di più partecipando ad un evento digitale a porte chiuse di Electronic Arts, e di toccarlo con mano grazie ad una demo che abbiamo spolpato per tre giorni che comprendeva anche una porzione dell’esperienza di Volta che sarà inclusa nella prossima iterazione dello sportivo. Questo è quanto abbiamo appreso in vista dell’uscita di ottobre.

Il nuovo gameplay

Piattaforma:
PC, PS4, PS5, STADIA, XONE, XSX
Sviluppatore:
EA Sports
Distributore:
Electronic Arts

In fase di recensione di FIFA 20, dove appunto ha esordito, avevamo evidenziato alcune criticità di quello che, fin dall’annuncio, era parso un tentativo di emulazione di FIFA Street. Senza scendere nei particolari della correttezza di questo accostamento, almeno per ora, ci si aspettava fin da subito di dover fare un ricorso più marcato ai trick e alle abilità dei calciatori per superare gli avversari e puntare dritti alla porta indisturbati.

Così non è andata, dal momento che lo scorso anno il gioco era fatto principalmente di passaggi veloci e decisi, e che la modalità non ripagava affatto l’assunzione di un rischio quale una finta in un qualunque punto del campo, visto che praticamente ogni palla persa si trasformava in una re subita, specie nelle sfide 3v3. EA Sports ha risposto a questa criticità intervenendo sul parco skill, aggiungendo nuovi trucchi e più semplici da eseguire per avere ragione dei marcatori, e soprattutto ha introdotto una nuova meccanica di finta da attivare con L1 + analogico sinistro – la stessa che abbiamo avuto modo di apprezzare, ed elogiare, come novità importante del gameplay di FIFA 21.

La nuova finta è rapida da eseguire, relativamente facile da completare ed efficace, e porta persino a spettacolari tunnel qualora muovessimo l’analogico nella direzione corretta, verso le gambe dell’avversario, e questo non fosse abbastanza veloce da evitarlo. Le possibilità di successo della finta in generale dipendono ovviamente dal tempismo con cui questa viene portata a compimento e tanto viene affidato anche al calciatore oggetto del tentativo di superamento, che sia umano o controllato dall’IA.

Il nuovo stadio di Dubai è caldissimo.

Nel complesso, l’introduzione di questa funzionalità contribuisce ad alleggerire e rendere più fluido il corso dell’azione rispetto allo scorso anno, insieme ad un controllo della prima palla che avviene in maniera più sciolta e con un numero inferiore di animazioni richieste per partire verso la direzione desiderata. Questo al netto del fatto che le gambe dei calciatori rimangano un po’ troppo “arrovellate”, ovvero si muovano in modo abbastanza innaturale in qualunque direzione, una volta preso il possesso della sfera.

Un altro nervo scoperto di Volta nella versione di FIFA 20 erano le dinamiche di parata del tiro, sia che si avesse un portiere tra i pali che invece i portieri fossero volanti (nelle varianti Rush): senza portieri di ruolo si prendevano reti da qualunque direzione, mentre salendo nelle modalità 4v4 e 5v5, quindi con un giocatore in porta e quest’ultima dalle dimensioni superiori, si otteneva l’effetto inverso, ovvero una difficoltà eccessiva nel segnare.

EA ha promesso miglioramenti sotto questo punto di vista e il “blocking” sia in porta che a livello difensivo nel complesso sembra risentire già, per ora in positivo sebbene tale aspetto rimanga da valutare sul lungo periodo, dell’impegno dello sviluppatore. Un comportamento in particolare che abbiamo riscontrato spesso è che i difensori avversari hanno una tendenza notevole nel perdere palla, nel caso in cui ovviamente applicassimo una pressione alta, e questo è un trend che abbiamo registrato anche nel gioco regolare durante la nostra prova, come se fosse un modo per compensare la letalità degli attaccanti avversari e allo stesso tempo rendere l’idea che l’IA non è perfetta.

Più che nella passata iterazione, abbiamo notato una difficoltà che pare scalare tra le diverse modalità di gioco: 3v3 ci è ad esempio parsa molto facile (abbiamo segnato pure più di 20 gol con difficoltà Leggenda, per qualche ragione che non ci è troppo chiara), 4v4 equilibrata, giusta ma non punitiva, mentre 5v5 è una sorta di festival dei pali in cui è tassativo calciare di piatto ad effetto per avere chance di superare gli estremi difensori nelle porte piuttosto strette.

Volta Stadium, la vostra nuova casa.

Le nuove modalità

EA Sports ha dato una nuova organizzazione ai contenuti di Volta rispetto alla passata edizione, e nel farlo ha preso come modello il caso di successo di FIFA Ultimate Team e quanto fatto nella versione della stagione 2020/2021, definita la più “social” di sempre. Vediamo in cosa consistono questi cambiamenti e che impatto hanno sul secondo giro della modalità.

Prima di tutto, la componente cooperativa, carente nella prima uscita di Volta, è stata estesa coerentemente al progetto alla base dell’intero FIFA 21. Volta Squads è una novità che prevede match e competizioni online in 5v5 con altri tre amici con eventi settimanali e leaderboard. Un capitano sarà scelto casualmente tra i membri della squadra cosicché questa erediti il suo logo e i kit, mentre il giocatore umano mancante sarà sostituito dall’IA e potrà occuparsi del ruolo lasciato vuoto, come il portiere.

Questa struttura non è stata riservata soltanto ai componenti della lista amici ma è aperta al matchmaking, con la possibilità di creare lobby private e pubbliche, andando ad ampliare quell’aspetto di socializzazione che prevede, come nella fiction del gioco, che un utente possa farsi una squadra strada facendo, man mano che incontra altri giocatori.

Volta Squads è basato su una ladder da 8 divisioni con un totale di punti da ottenere per la promozione. I punti sono legati ai singoli giocatori, per cui i progressi, proprio come per la co-op su FUT, saranno sempre a disposizione degli utenti individualmente nel caso volessero continuare a giocare con altri utenti. Ciascuna divisione avrà un quantitativo prestabilito di punti da guadagnare per la promozione, e questo salirà man mano che progrediremo nelle divisioni. Ogni divisione ha 5 gradi di progressione, e ciascun grado determina un set di ricompense per gli eventi settimanali.

Le strade di Parigi sono pronte ad ospitare del sano street soccer.

Mentre i menu hanno subito una sfoltita, presentandosi ora soltanto con una barra in basso con tre voci e una sidebar per restare aggiornati sui contenuti live, da FIFA Ultimate Team è mutuato il concetto alla base delle Volta Battles, una modalità simile alle Squad Battles che abbiamo visto introdotte alcune iterazioni fa. In questa modalità, i giocatori affrontano squadre controllate dall’IA create dalla community, con eventi settimanali che forniscono ricompense uniche per chi ne affronta i match.

La progressione è qui regolata da una sorta di battle pass molto simile a quello che abbiamo su FUT. La barra del progresso è incentrata su due milestone principali, fissate a 2500 e 5000 punti. I punti ottenuti variano chiaramente in base alla difficoltà impostata per la singola partita: a livello leggendario una vittoria vale 750 punti, una sconfitta 250. Questi eventi – che comprendono i consueti 3v3, 4v4 e 5v5, sia lisci che con i portieri volanti e le porte più piccole – possono essere affrontati anche in cooperativa, anche scegliendo un solo calciatore della propria rosa, e prevedono quattro match, refreshabili qualora non ci piacessero le tipologie di partite che prevedono.

Ma è qui che arriva il bello. Completando tutti gli incontri, è possibile sbloccare una “boss battle” contro una squadra del calcio reale – nella nostra demo, tra questi eventi a tempo limitato, ci sono capitate Arsenal, Real Madrid… – e battendole non solo si completa l’evento ma si guadagnano oggetti di personalizzazione appartenenti a quella squadra e la possibilità di portarsi a casa una stella della sua formazione. I calciatori ottenibili sul campo sono sia moderni che Icone come su FUT (ci è stato mostrato Zinedine Zidane) e possono essere utilizzati sia contro gli amici che nelle Volta Battles per rafforzare il proprio team. È la prima volta, inoltre, in cui l’avatar creato in questa modalità e la sua squadra possono competere con calciatori del mondo reale.

 

FIFA 21 introduce nuove arene in cui esibire il proprio calcio da strada, tra cui spicca il Volta Stadium che, siamo certi già dopo poche ore di gameplay, saprà attirarsi le antipatie degli utenti nel giro di poco tempo. Questo modernissimo stadio ha un pavimento di un blu scurissimo poco decifrabile già di suo, ma con led sulla sua superficie che cambiano colore e reagiscono con effetti speciale in movimento ad ogni gol o azione saliente. Oltre ad essere uno stadio giocabile, è anche l’hub della modalità, come suggerisce il nome che gli è stato attribuito.

Non si tratta del solo catino che è stato aggiunto, tuttavia: ce n’è uno a Milano, che rievoca un tempio greco all’aperto circondato da colonne e sanpietrini rossi a terra – sembra la venue di una sfilata di moda, il che si addice piuttosto bene alla città. Sydney ha una location che dà sul mare, Parigi ha un campo ambientato in una tipica piazza francese, mentre Dubai ha un moderno stadio con fondale in erba. Da quel che abbiamo potuto apprezzare, rimangono invariate tutti gli altri stadi introdotti lo scorso anno.

La componente vanity è stata anch’essa rivista, venendo riorganizzata secondo quattro pilastri fondamentali: la connessione con la community, di cui saranno seguiti i gusti e i trend in tempo reale; l’ispirazione alle cause del momento, come Black Lives Matter, cui si vorrà dare esposizione; una casa di moda personale, in cui mixare i look usando prodotti di marchi celebri come Adidas come meglio si confà ai propri gusti; l’equipaggiamento ufficiale dei club più amati, come tute di Chelsea, Manchester City, Liverpool, Real Madrid e altri ancora. Sono state coinvolte etichette d’abbigliamento underground per la realizzazione degli asset nel gioco e, come all’esordio di Volta, sarà possibile accaparrarsi tutto con i Volta Coins o sbloccandoli a suon di vittorie.

Un nuovo sistema ad obiettivi permetterà di acquisire sempre più capi per personalizzare il proprio avatar, completando sfide ad hoc come giocare una determinata modalità o indossare un certo outfit in partita; queste sfide sono persistenti e non vengono rimosse dopo tot giorni. La personalizzazione riguarderà non soltanto l’estetica ma anche gli attributi dell’avatar, con miglioramenti che quest’anno saranno più veloci pur rimanendo collegati ai voti ricevuti a fine gara, con la possibilità di far crescere le statistiche in caso di prestazioni positive o addirittura farli calare dopo incontri negativi; i valori cresceranno con velocità diverse a seconda del ruolo del calciatore.

Sydney, un panorama da favola con l'oceano a bordocampo.

La nuova storia

In assenza de Il Viaggio, l’esperienza cinematica di FIFA 21 è affidata Il Debutto, la modalità storia di Volta che viene comunque ritenuta opzionale rispetto al pacchetto offerto dell’erede di FIFA Street. A confronto con quella vista in FIFA 20, la storia ha qui una durata molto più breve – appena un paio d’ore – dal momento che è pensata come introduzione al gioco e un modo per apprenderne i rudimenti.

La storia ha una struttura molto simile a quella originale, in ogni caso, e prevede una base free form con cui viaggiare intorno al mondo nella combinazione che più ci aggrada per completare i tornei a disposizione (è stata ripresa persino l’animazione dell’ala dell’aereo che abbiamo visto esordire nella passata iterazione).

Per quanto sia stata ridotta in termini di dimensioni, la storia non ha tuttavia minori ambizioni, e fa leva su volti noti del calcio giocato come Kakà, fantasista e Pallone d’Oro del Milan, e Thierry Henry, bandiera degli Invincibili dell’Arsenal. Questi avranno un ruolo fondamentale nella vicenda, dal momento che fungeranno da motivazione per i protagonisti con le sfide che proporranno ad ogni scalino.

La personalizzazione degli outfit è al centro della scena quest'anno.

San Paolo in Brasile è la prima location che visiteremo nella storia. Abbiamo giocato l’evento iniziale su un campo in erbetta posizionato sul tetto di un palazzo nella periferia della metropoli sudamericana, dove Kakà scopre un talento giapponese (Takeda, dallo scorso Volta) e lo vuole con sé per un torneo a Dubai che si terrà dopo quello brasiliano.

Dopo aver visto che Kakà era a caccia di giovani talenti, il protagonista e il suo team si impegnano come non mai nella competizione e vengono avvicinati dalla manager dell’ex trequartista, che invita loro a battere un tot di squadre per mettersi in mostra e guadagnarsi un invito per quel torneo di Dubai. Le premesse sono se non altro più leggere della passata versione, dove il motore della storia era un grave infortunio del capitano.

Da quello che abbiamo potuto provare, il nuovo Volta introduce delle gare di abilità di tanto in tanto nel corso degli eventi, in modo da spezzare un po’ la monotonia che naturalmente si fa strada quando abbiamo una ripetizione di partite mandate avanti senza stacchi; certo, ci ha fatto un po’ impressione sfidare Kakà in una gara di dribbling (basata sullo stesso layout di quelle pre-partita di FIFA) ma almeno ha dato il senso di stare in una modalità storia non soltanto perché ad intervalli regolari compaiono delle cut-scene, e potrebbe quantomeno essere un buon modo per rimpiazzare la longevità artificiale della campagna originale.

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Piattaforme: pc, ps4, ps5, stadia, xone, xsx
La prima prova su Volta, coadiuvata dalle spiegazioni del team di EA Sports, ci ha dato un'idea di come la modalità si sia evoluta dopo un primo anno di assestamento. Lato gameplay, abbiamo assistito ad una resa più rapida ed efficace delle abilità in campo, con un'apparente modularità della difficoltà a seconda della tipologia di partita. Il focus sulla cooperazione e sulla progressione impresso su FIFA 21 ha lasciato un segno anche qui, con una riduzione del tempo speso sulla storia e il tentativo di incentivare a spendere quanto più tempo possibile sul multiplayer online. Se questa sarà la strada giusta per il pacchetto che raccoglie la pesante eredità di FIFA Street, potremo dirlo soltanto al lancio di ottobre.

Pro

  • La nuova meccanica per la finta è più immediata
  • La formula scelta per la progressione appare convincente

Contro

  • Andrà valutata la portata del taglio alla storia