Fantasy General II, il ritorno di un grande classico

Vent'anni di assenza e non sentirli

Provato
A cura di Daniele Spelta - 1 Agosto 2019 - 10:23

Leggi wargame e subito pensi a Panzer General. Pubblicato nel 1994 il titolo sviluppato da Strategic Simulation creò quasi ex novo un genere – tecnicamente non è il capostipite, ma è come se lo fosse – a cui si ispirarono negli anni seguenti nuove rivisitazioni. Tra queste spicca Fantasy General che, al posto di carri e fanti, popolò i suoi esagoni con creature mitologiche ed eroi. Ad oltre vent’anni di distanza eccoti il sequel che non ti aspetti: Owned By Gravity ha raccolto l’eredità e, sotto la supervisione di Slitherine, ha creato Fantasy General II, ultimo arrivato in questo glorioso e purtroppo quasi semi-decaduto albero genealogico.

Due decadi non sono affatto poche e riaccendere la torcia dopo tanto tempo passato è di sicuro un bel rischio: il nome del brand suona sconosciuto ai più e il genere non è di certo sulla cresta dell’onda. Se c’era qualcuno in grado di assumersi la responsabilità, questa poteva essere solo Slitherine, fucina e comfort zone per tutti gli appassionati di strategia. Quasi dal nulla mi sono quindi ritrovato in mano un codice preview di Fantasy General II, un’ottima anticipazione per entrare in contatto con una filosofia di gioco allo stesso tempo rinnovato e fedele alle origini.

La storia? Un semplice pretesto

I wargame difficilmente hanno nella storia il loro perno principale, Fantasy General non faceva eccezione e, almeno dopo un terzo della campagna, lo stesso vale per questo secondo capitolo. Sono passati trecento anni dalla fine della Shadow Wars – Guerre delle Ombre? Il gioco è tutto in inglese – e le terre di Keldonia vivono in un’apparente tranquillità. I possedimenti dell’Impero si estendono in tutto il sud, mentre a settentrione i clan proseguono la loro routine fatta di guerre, alleanze e saccheggi. La calma è solo apparente e una nuova minaccia si estende all’orizzonte: i protagonisti di questa nuova avventura sono Falir One-Eye e soprattutto suo figlio, alla ricerca di gloria e fama per il suo popolo. Già nelle prime fasi le vicende si arricchiscono con nuovi protagonisti e nemici letali ma di certo non era la sete di conoscenza a spingermi lungo le varie battaglie. Ci sono però vari spunti interessanti forniti dalla narrazione, come ad esempio degli snodi con dirette ricadute sull’ambito tattico: sono semplici dialoghi a cui viene chiesto di rispondere ma dietro cui si celano preziosi bonus o, al contrario, malus piuttosto pesanti.

Il racconto si svolge mentre sullo sfondo la mappa si popola con gli scudi delle altre tribù, alleate o amiche, e ovviamente si riempie delle varie missioni. Owned By Gravity è stata cùapace di creare un profondo legame tra la parte strategica e quella tattica: ogni battaglia non è un momento a sé stante ma i suoi esiti si riverberano nel corso della partita. Le vittorie pirriche hanno un notevole peso specifico e possono gravare sulle risorse del proprio clan, così incapace di rinfoltire le proprie fila e scoperto nella sfida successiva.

Battaglie accessibili e funzionali

Come è ovvio che sia, Fantasy General II brilla nel momento della battaglia. Uno dei suoi principali pregi è l’accessibilità, il metter subito in chiaro le regole senza nascondere modificatori o fare sgambetti improvvisi proprio mentre infuria la guerra. Questo non vuol dire che il gioco sia semplice o banale ma fra tooltip e avvisi questo è esattamente il wargame che consiglierei a chiunque voglia approcciarsi ad un genere da sempre ritenuto fra i più complessi. Sotto questa immediatezza sono però ben celate numerose variabili, innanzitutto nelle mappe suddivise nei classici esagoni. Ogni casella rappresenta infatti un territorio diverso ed influisce direttamente sulle azioni delle proprie pedine, fornendo ad esempio maggiore copertura contro gli attacchi dalla distanza oppure riducendo gli spostamenti possibili.

Lungo queste vaste mappe si muovono le varie unità, che seguono un classico sistema a turni con due azioni a disposizione: movimento e attacco – o uso di un’abilità – che chiude sempre la propria fase. Non c’è nulla di realmente rivoluzionario, ma tutto è fatto estremamente bene, come nel caso dei differenti status. Le truppe possono infatti essere messe in rotta dopo un paio di attacchi decisivi e lavorare sul morale è sempre un percorso valido vero la vittoria. Ottima anche la caratterizzazione delle unità. In totale ce ne sono una settantina, ognuna con statistiche proprie e differenti modalità di impiego, con tanto di unità volanti, non morti ed eroi in grado di ribaltare l’esito di uno scontro. Ancora una volta emerge la facilità di lettura per ogni mossa, vengono subito evidenziati i raggi di movimento e di attacco, in quali caselle ad esempio un fante risulta nascosto o quale insediamento occorre occupare per attivare il reclutamento durante una missione.

Le unità regolari hanno poi un proprio percorso di sviluppo, ben articolato e che dà accesso a truppe differenti a partire sempre dalla stessa recluta, mentre per gli eroi c’è un albero delle abilità suddiviso in poteri passivi e attivi. Uno dei principali pregi delle missioni è il sistema di countdown. A differenza di quanto accade per certi obiettivi in XCOM 2, in Fantasy General II non è necessario portare a termine il proprio compito entro un certo limite di tempo. Eliminare le forze avversarie o raggiungere un punto preciso prima che scada il conto alla rovescia significa però assicurarsi preziose risorse aggiuntive, spesso indispensabili per proseguire con serenità nella missione successiva. Questa scelta di design non vincola il giocatore a seguire un regolamento imposto dagli sviluppatori, ma suggerisce implicitamente il modo migliore per approcciare l’opera.

Nonostante sia un build ancora incompleta occorre fare infine i complimenti al team di sviluppo per quel che riguarda il comportamento dell’AI, in grado di portare un sfida degna di questo nome e adattabile a qualsiasi tipo di esperienza grazie ai tre livelli di difficoltà selezionabili ad inizio partita.

+ Battaglie ricche di tattica
+ Tante tipologie di unità
+ L'AI sembra già in ottima forma
+ UI chiara e senza orpelli
- La storia non sembra riservare molti scossoni
- Ad oltre vent'anni di distanza il brand ha ancora tutto il suo appeal?

Questo primo contatto con Fantasy General II ha messo subito in chiaro un paio di cose: è un wargame vecchia scuola, ma ha ben a fuoco gli standard moderni. Nei suoi esagoni sembrano coesistere con armonia immediatezza e profondità e le battaglie tattiche delle prime fasi della campagna lasciano intravedere un design di gioco molto interessante, improntato più su movimenti e caratteristiche delle unità che non su infinite statistiche e modificatori superflui.




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