Eastward, l’avventura indie stile anni ’90 – Provato

Uno sguardo alla demo del titolo, resa disponibile durante il Game Festival

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A cura di Francesco Corica - 18 Dicembre 2019 - 10:14

Più di una dozzina di versioni demo di titoli indie in programmazione sono stati resi disponibili per sole quarantotto ore da Steam, grazie ad una collaborazione avviata con i The Game Awards di quest’anno. L’iniziativa in questione, denominata “The Game Festival“, è stata una gradita occasione per tanti utenti e addetti ai lavori di poter conoscere e provare con mano alcuni progetti interessanti. Uno dei titoli coinvolti, di cui oggi vi parleremo, è Eastward: un progetto del team Pixpil (e pubblicato da Chucklefish) nato dalla passione per le serie videoludiche “The Legend of Zelda” e “Mother”, oltre che dalla quella per lo stile d’animazione giapponese anni ’90.

Eastward, l’avventura indie stile anni ’90 – Provato

A tu per tu con Eastward

La versione dimostrativa era decisamente di breve durata (può essere finita in massimo venti/trenta minuti), ma ci ha comunque fatto capire che cosa più o meno aspettarci dal titolo in termini di gameplay. L’ispirazione dalle serie videoludiche sopracitate si fa decisamente notare, sopratutto quella derivante da Mother (da noi meglio conosciuta come Earthbound) per quanto concerne i personaggi: tutti decisamente bizzarri e con delle solide animazioni in 2D.

Eastward è un action-adventure in 2D con elementi RPG. Durante il gioco controlleremo John e Sam, due protagonisti con caratteristiche diverse. Se il primo è specializzato nel combattimento vero e proprio, la seconda avrà a disposizione un attacco magico in grado di liberare alcuni ostacoli e che potrà anche paralizzare i nemici, dando l’opportunità a John di assestare qualche buon colpo a ripetizione. Gli attacchi magici, a differenza di quelli fisici, avranno bisogno di un po’ di tempo per poter essere utilizzati nuovamente; potremo cambiare in qualunque momento la scelta del personaggio e decidere anche se utilizzarli insieme o separarli, nel caso di dungeon che richiedano una collaborazione da parte di entrambi.

Eastward, l’avventura indie stile anni ’90 – Provato

Sarà anche disponibile una sorta di crafting: raccogliendo alcuni ingredienti sarà possibile creare i propri cibi in zone apposite, con effetti particolarmente efficaci.

Il gameplay è piuttosto semplice e di facile comprensione: possiamo muoverci, attaccare (sia con colpi veloci che caricati) e utilizzare bombe, tendenzialmente per rimuovere ostacoli lungo il nostro cammino. Gli stessi colpi caricati potrebbero essere utili per poter proseguire durante i dungeon: ad esempio, nella demo era necessario utilizzarli per dare forza e spingere le zattere lungo il fiume.

Eastward, l’avventura indie stile anni ’90 – Provato

La colonna sonora è decisamente ispirata ed è sicuramente uno dei punti di forza di questo titolo, oltre al già citato delizioso stile artistico. Purtroppo, come già menzionato, la prova è stata davvero breve e ci ha dato solo un brevissimo assaggio di quello che ci aspetterà nella versione completa. Sicuramente quei pochi minuti provati ci hanno divertito, ma rimangono dubbi in merito a un gameplay che non sembra essere però particolarmente profondo e che potrebbe inciampare nella ripetitività. Dubbi che rimandiamo a quando uscirà la versione completa, naturalmente, ma che riteniamo doveroso sottolineare.

+ Stile artistico ed animazioni gradevoli
+ Colonna sonora ben fatta
- Il gameplay potrebbe essere ripetitivo

Si vede chiaramente che dietro questo titolo c’è la passione del piccolo team Pixpil, che per diverso tempo ci ha dato pochissime informazioni riguardo Eastward. Adesso, però, sembra che manchi finalmente poco per la release, prevista per il 2020. Dalla demo che abbiamo potuto provare, evinciamo che a livello artistico e sonoro sia decisamente un gradevolissimo prodotto, mentre rimandiamo il giudizio sul gameplay, del quale non abbiamo potuto vedere moltissimo.




TAG: eastward, the game festival

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