Dreamscaper, l’arpg dagli sviluppatori di Gears of War e Paragon – Provato

Abbiamo provato Dreamscaper, intrigante action-rpg sviluppato da veterani dell'industria che hanno lavorato su serie come Gears of War, NBA2K e Paragon.

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A cura di Domenico Musicò - 8 Aprile 2020 - 10:59

Sono bastati pochi attimi affinché Dreamscaper catturasse la nostra attenzione. L’action-RPG in lavorazione presso Afterburner Studios (composto da veterani dell’industria che hanno dato il loro contributo a serie come Gears of War, NBA 2K e lo sfortunato Paragon), è attualmente nel pieno dello sviluppo, con una finestra di lancio generica fissata per la prossima estate. Si trova ancora in una fase di open alpha dedicata anche ai supporter su Kickstarter, ma sono già parecchi gli elementi distintivi che danno forma all’opera, basata sui sogni lucidi e su una commistione di generi che appare già ben amalgamata.

Dreamscaper – Il sonno della ragione

La protagonista dell’avventura è Cassidy, una ragazza in balia di una profonda depressione che si ritrova a fare unicamente la spola tra il suo piccolo appartamento e le poche zone del circondario in cui può entrare in contatto con delle persone. Nelle fasi di veglia, Dreamscaper vi spingerà fuori dalla vostra abitazione, facendovi visitare un bar, una libreria e un caffè, luoghi in cui potrete parlare con dei personaggi e instaurare relazioni che si rafforzeranno a ogni sortita. La scelta di un dialogo ruberà mezz’ora alla vostra giornata, mentre altro tempo verrà speso donando loro dei regali o semplicemente spostandosi da un posto all’altro, fino ad arrivare al momento in cui Cassidy dovrà tornare a casa e abbandonarsi tra le braccia di Morfeo.

Durante i suoi sogni, Cassidy dovrà letteralmente affrontare gli incubi che brancolano nel suo inconscio. All’interno di alcuni dungeon ricreati tramite la generazione procedurale degli ambienti, rappresentati da stanze quadrate collegate tra loro da cancelli, la protagonista dovrà venire a capo dei dedali e superare tutte le sue paure più grandi. La mappa, sempre ben visibile e richiamabile in qualunque momento per teletrasportarsi in zone già visitate, può variare le sue dimensioni, nascondere sfide speciali, puzzle, tesori e l’immancabile boss fight che chiude il livello e la fase di sonno.

Dreamscaper, l’arpg dagli sviluppatori di Gears of War e Paragon – Provato

Dreamscaper tenta così di rappresentare gli incubi che squassano la personalità tribolata di Cassidy, ma al momento non c’è davvero nulla che si presenti come un richiamo reale al male interiore della protagonista. I nemici appaiono generici e non presentano chiari riferimenti a ciò che angustia la ragazza. Tuttavia, per verificare fino in fondo quanto detto, è necessario attendere l’uscita completa, pur constatando che le necessità della trama appaiono in questo caso specifico non proprio sfruttate al meglio.

Considerando la natura casuale e mutevole dei dungeon, e il conseguente obbligo di doverli affrontare più di una volta per migliorare le proprie statistiche e imparare al meglio come affrontare tutte le minacce, non mancheranno le possibilità di vivere nuovi giorni e approfondire i rapporti con quei pochi cittadini presentati nell’alpha. È proprio attraverso loro che il giocatore potrà scoprire di più della storia fosca di Cassidy, che lotta contro un male invisibile e cerca disperatamente di trovare un aiuto concreto da persone su cui vorrebbe fare affidamento. A loro è possibile anche fare dei regali, con oggetti che possono essere costruiti nell’appartamento usando i materiali trovati nel sogno. In questo modo aumenterà il grado di conoscenza e verranno sbloccati ulteriori dialoghi, che scandiscono in modo chiaro i tempi della narrazione, relegati appunto alle sole fasi di veglia.

Dreamscaper, l’arpg dagli sviluppatori di Gears of War e Paragon – Provato

Dreamscaper – Incubi e battaglie

La parte più interessante di Dreamscaper è senza dubbio rappresentata dalla sua struttura di gioco e dal modo in cui stato implementato il sistema di combattimento. Essenzialmente, l’anima di Dreamscaper è ibrida, poiché include al suo interno elementi tipici degli ARPG, dei roguelite, dei brawler, dei dungeon crawler e degli sparatutto con visuale isometrica. Non c’è un genere che prevalga sull’altro in modo netto, perché la forza di Dreamscaper sta proprio nella sua essenza mutevole, aperta a sperimentazioni e stili di gioco diversi. Cassidy può infatti equipaggiarsi con armi da lancio, da combattimento a brevi distanzi, con martelli o persino rimanere a mani nude, mentre manipola il tempo, lancia attacchi magici e usa oggetti come bombe.

La varietà è insomma l’ultimo dei problemi di Dreamscaper, mentre il suo sistema di combattimento appare ancora un po’ grezzo e da rifinire.
Cassidy è infatti molto più lenta nei movimenti rispetto a quanto ci saremmo aspettati, ma va detto che è parzialmente una scelta di design. Si consideri infatti che gli attacchi combo sono volutamente rallentati poiché, attraverso il pulsare di una luce bianca a ogni colpo inferto, si consiglia di infierire nel momento giunto proprio per totalizzare un numero maggiore di danni. Col passare del tempo si possono aumentare parametri come la velocità e l’aggressività, ma è qualcosa che va ben verificato solo quando avremo tra le mani in prodotto completo.

Dreamscaper, l’arpg dagli sviluppatori di Gears of War e Paragon – Provato

Attualmente, è da sistemare anche il bilanciamento: entrando nel secondo mondo, il dislivello con la difficoltà ci è sembrato troppo accentuato, obbligandoci a ripetere il primo per fare un po’ di grinding forzato. Il problema, neanche a dirlo, risiede come sempre nella generazione procedurale, che lascia troppo spazio a delle amare casualità.
Tecnicamente Dreamscaper è piuttosto peculiare e mescola i colori morbidi del pastello alle atmosfere brumose da sogno, mentre la modellazione poligonale dei personaggi crea volutamente personalità dalle fattezze sfuggenti, come se fossero spersonalizzati e distanti dalla cognitività di Cassidy. Dreamscaper è inoltre poco esoso in termini prestazionali, coi requisiti massimi che non si spingono oltre la richiesta di un’i5 e una 970.

+ Struttura di gioco ibrida che non sembra soffrire della mescolanza tra diversi generi
+ Combat system sempre molto vario
- Bilanciamento della difficoltà da sistemare
- Dungeon con generazione procedurale

Dreamscaper è un progetto che potrebbe trovare la sua dimensione da sleeper hit molto presto, pur rimanendo nell’ambito delle opere indipendenti a basso budget. Le basi dell’action-rpg sviluppato da veterani dell’industria sembrano essere sufficientemente solide, ma le rifiniture, il bilanciamento della difficoltà e una cura più attenta alla narrazione devono essere le priorità per trasformare una buona bozza in un titolo da prendere in seria considerazione.




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