Anteprima 4 min

Drawn to Life: Two Realms | Provato – creare la nostra avventura sarà bello come un tempo?

Abbiamo provato l'ultimo capitolo della storica serie di Drawn to Life! Scopri com'è andata!

Era il lontano 2007 e sull’allora popolarissima console portatile Nintendo DS usciva un gioco a piattaforme davvero molto particolare: Drawn to Life. Sviluppato da 5th Cell e pubblicato da THQ, il gioco si basava su un concept tanto semplicistico quanto concepito per sfruttare al massimo le caratteristiche uniche del DS, basandosi contempo su un desiderio da sempre irresistibile per il giocatore medio, ossia quello di poter creare da zero – modificando o semplicemente abbellendo – il protagonista di un’avventura. A fronte di queste caratteristiche peculiari (oltre che grazie a uno stile grafico minimal) il successo fu tale da permettere anche la realizzazione di un sequel, chiamato senza troppi giri di parole Drawn to Life: The Next Chapter. Questo secondo capitolo è uscito nel 2009 per Nintendo DS e Wii, mantenendo pressoché intatte le caratteristiche del predecessore ma risultando a conti fatti decisamente meno interessante del primo capitolo.

Piattaforma:
PC, SWITCH
Genere:
avventura, puzzle-game
Data di uscita:
7 Dicembre 2020
Sviluppatore:
Digital Continue
Distributore:
Digital Bros.

L’inclusione di una vera e propria “trama” (le virgolette sono d’obbligo) rendeva il gioco inutilmente più lento e infarcito di dialoghi quasi mai interessanti, oltre al fatto che il level design risultava ben meno ispirato rispetto al passato. La serie si chiuse definitamente nel 2008, con uno spin-off dal titolo Drawn to Life: SpongeBob SquarePants Edition (ovviamente incentrato sul personaggio animato omonimo).

Ora, a diversi anni (e generazioni) di distanza, 505 Games ha deciso di rispolverare il franchise con un capitolo nuovo di zecca, vero erede della serie originale nata sulle piattaforme Nintendo. Stiamo parlando di Drawn to Life: Two Realms, sviluppato dal team Digital Continue e disponibile a partire dal 7 dicembre prossimo su PC via Steam (versione da noi testata), Nintendo Switch e sistemi mobile. Ricalcando le meccaniche platform-puzzle dei precedenti capitoli, il gioco promette tutta una serie nuove abilità e strumenti speciali, donando nuovamente al giocatore la possibilità di creare la “sua” avventura dei sogni. Abbiamo provato il gioco in anteprima, in attesa della sua release ufficiale (e della recensione).

Dove sarà il capocuoco?

Storia e nuove meccaniche

Drawn to Life: Two Realms prende il via alcuni anni dopo la fine di Drawn to Life: The Next Chapter, ritrovando gran parte dei personaggi che abbiamo imparato a conoscere oltre dieci anni fa: Mari, Jovee e tutti gli altri protagonisti tornano sulle scene per un viaggio nuovo di zecca tra il reame di Raposa e il mondo degli uomini, tentando di venire a capo del mistero dell’Ombra e salvando l’umanità da questa nuova e pericolosissima minaccia. Sin dai primi istanti di gioco, Two Realms non sembra volersi staccare eccessivamente dai primi due capitoli regolari della saga, in particolar modo il secondo: la quantità di oggetti, utensili e semplici sticker con cui dare vita alla nostra storia sembra essere all’altezza delle aspettative, con la possibilità di personalizzare i vari elementi di gioco cambiandone sia l’aspetto che la semplice colorazione.

 

Ma non solo: questo nuovo sistema di creazione supera in quantità il numero di azioni viste negli episodi originali su DS e Wii, tanto che sfruttare tutte (ma proprio tutte) le possibilità di personalizzazione sembra già da ora davvero improbabile, visto che il totale si attesta quasi sicuramente sulle centinaia effettive (tra combinazioni di colore, animazioni per i personaggi, sticker e chi più ne ha più ne metta). Inoltre, va detto anche che il gioco consentirà man mano di sbloccare oggetti aggiuntivi per personalizzare ancora di più il look del nostro personaggio, con la possibilità di “archiviarlo” grazie al cosiddetto Outfit System, in grado di tenere traccia dei nostri abbinamenti (e abbigliamenti) preferiti.

Novità (e giocabilità)

Una volta dato vita al nostro personaggio (se così possiamo dire), messo mano agli oggetti creati da zero e a tutto il necessario per proseguire, il gioco ci catapulterà nell’avventura vera e propria, una serie di livelli e obiettivi da portare a termine sfruttando a dovere le meccaniche platform-puzzle. Il frammento dell’avventura di Mike che siamo stati in grado di provare con mano la missione del capocuoco presente nel villaggio Raposa. Se nelle prime due iterazioni della saga gran parte del fascino era sicuramente restituito dalla compatibilità con il pennino di DS (ai tempi, un’oggetto che apriva un ventaglio di possibilità ludiche non indifferenti), in Drawn to Life: Two Realms tutto appare più canonico e usuale, nonostante il feeling sia esattamente quello provato sulla piattaforma portatile di Nintendo.

Uno dei tanti livelli di gioco.

L’esplorazione dei villaggi e l’interazione coi vari NPC avviene con l’ausilio di una telecamera isometrica (estremamente simile a quella dei classici JRPG a 16-bit), mentre le fasi platform sono in tutto e per tutto identiche a quanto visto nei primi due episodi della serie: sia il sistema di controllo che la reattività del personaggio scelto dall’utente sembrano essere rimasti pressoché intoccati, cosa questa che assicura un senso di estrema familiarità, specie per chi ha passato decine di ore sui primi due Drawn to Life. Anche chi deciderà di avvicinarsi per la prima volta alla serie, non dovrà affrontare lunghi e difficoltosi tutorial prima di entrare in confidenza con il sistema di controllo, estremamente facile da digerire e altrettanto divertente da giocare. L’unico dubbio, che sicuramente potremo approfondire in fase di recensione, è relativo a una certa ripetitività di fondo, oltre a un tasso di sfida seriamente rivolto verso il basso.

Nonostante si tratti – poco sorprendentemente – di un gioco prodotto e sviluppato per una fascia d’età piuttosto bassa (oltre che per i casual gamer che non amano il Game Over assiduo e costante), Drawn to Life: Two Realms sembra mancare di mordente, nonostante prima di sbilanciarci aspettiamo di poter affondare le unghie nei livelli di gioco più avanzati. Al di fuori di questo, il titolo sviluppato da Digital Continue sembra puntare moltissimo sulle possibilità di personalizzazione (davvero numerose e variegate), oltre a sorprendere con un comparto estetico in due dimensioni frizzante e coloratissimo, e proprio per questo adatto a tutti i tipi di videogiocatori (siano essi esperti o alle prime armi). Staremo a vedere quindi se, a partire dal prossimo 7 dicembre di quest’anno, la serie di Drawn to Life riuscirà a segnare nuovamente un piccolo traguardo nel genere dei platform game dove quasi ogni cosa è lasciata all’immaginazione (e alla creatività) del giocatore.

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Piattaforme: pc, switch
Questo nuovo capitolo della serie Drawn to Life promette di riproporre quanto di buono era stato fatto nei primi due capitoli, offrendo di fatto un mondo 2D realizzato dal team di sviluppo originale e tante - tantissime - opzioni di personalizzazione. La speranza è che la versione completa di Two Realms non si limiti ad essere un semplice 'more of the same', proponendo di fatto tutta una serie di correzioni e novità che possano rendere il gioco il miglior episodio della saga.

Pro

  • Centinaia di opzioni di personalizzazione
  • Stile grafico vincente

Contro

  • Sembra essere davvero troppo semplice
  • L'ombra della ripetitività è in agguato