Darksiders III Keepers of the Void, ritorno nei Varchi

Cosa aggiunge Keepers of the Void all'universo di Darksiders III? Scopriamolo nella nostra recensione

Recensione
A cura di DottorKillex - 7 Agosto 2019 - 11:34

Sebbene non tutto sia andato per il verso giusto, sulle pagine di Spaziogames abbiamo apprezzato Darksiders III in tutte le sue forme, recensendo sia la versione PC, sia quella per console.
Oggi torniamo sul luogo del delitto a distanza di mesi per esprimere il nostro parere anche sull’ultimo contenuto scaricabile disponibile per il titolo THQ Nordic, intitolato Keepers of the Void.

Poco o nulla da dichiarare

A differenza di altri contenuti aggiuntivi celati dietro a cervellotici requisiti, Keepers of the Void non complica inutilmente la vita al giocatore: per accedere a questo contenuto scaricabile, sarà infatti sufficiente aver ottenuto il potere della Fiamma, ma per portarlo a termine senza interruzioni saranno necessarie tutte le trasformazioni di Furia, senza le quali sarebbe impossibile la navigazione attraverso alcune delle nuove aree di gioco.
Per essere teletrasportati nella nuova area di gioco basterà rivolgersi al mercante Vulgrim, losca figura che gli appassionati della serie conoscono bene, al centro delle vicende di questo DLC.
Il committente, infatti, è proprio lui: dopo essere stato bandito dai Varchi, infatti, propone un accordo a Furia, secondo il quale elargirà doni preziosi alla nostra (anti)eroina qualora lei decidesse di farsi carico del lavoro sporco per lui, ovvero schiacciare coloro i quali lo hanno cacciato dalla sua casa adottiva.

La gran parte delle nuove sfide, ad eccezione dei mastodontici boss, è rappresentata da puzzle di varia natura, tra cui spiccano quelli legati alle piattaforme mobili e semoventi: l’accento, quindi, è sulle sezioni platform in misura maggiore rispetto all’avventura base del terzo cavaliere dell’Apocalisse.
Gli enigmi riescono a non risultare banali, miscelando, di volta in volta, l’utilizzo di più poteri combinati per arrivare alla soluzione: a volte quello del fuoco e quello del vento, altre il fulmine combinato con uno dei precedenti due e così via.

La difficoltà media dei puzzle è però incostante: si passa da alcuni di un’ovvietà disarmante ad altri che hanno richiesto diversi minuti per essere risolti, e non sempre con soluzioni logiche e soddisfacenti.
La longevità complessiva è abbastanza limitata, e, nonostante il prezzo di lancio sia abbastanza abbordabile, inferiore a 13 euro al momento di redigere questo pezzo, la quantità di contenuti soddisfa solo in parte, sebbene l’aggiunta di una modalità Arena, con infinite ondate di mostri da combattere per ottenere bottino sempre migliore, possa aiutare da questo punto di vista.
Dal canto nostro, portati a termine i contenuti inediti in circa tre ore, abbiamo disputato qualche match nell’Arena per poi abbandonare il contenuto scaricabile, con bassissime prospettive di rigiocarlo in futuro.
Nel complesso, quindi ci sentiamo di dire che la quantità di contenuti sia abbastanza ridotta tanto in relazione al prezzo di lancio quanto all’avventura base, che aveva tra i suoi pregi una discreta longevità.

Enigmi a profusione

I Varchi Serpentini, dove questo contenuto scaricabile è ambientato, rappresentano contemporaneamente una novità per quanti avessero giocato solo il terzo episodio del franchise ed un ritorno alle origini per i fan della serie sin dal primo episodio, visto che facevano già parte dell’avventura originale con protagonista Guerra.
La prima impressione (che poi, vista la breve durata del contenuto è anche l’ultima) è che, al di là di qualche puzzle ingegnoso, con soluzioni prese di peso dai primi due capitoli della serie (il primo in particolare), il design di Keepers of the Void rifletta la pigrizia del team di sviluppo, che, dopo aver sfornato un’avventura che, lo ripetiamo, ci ha saputo divertire, si è un po’ seduto sugli allori – se è vero che anche il primo DLC si è rivelato al di sotto delle aspettative.

I nemici nuovi sono pochi, e sono più che altro reskin di mostri già incontrati durante l’avventura principale, e i loro pattern d’attacco differiscono in misura minimale da quelli che abbiamo imparato a memorizzare solo qualche mese fa.
Gli stessi quattro costrutti che attendono il giocatore alla fine di ognuna delle ali, sono tutti tristemente simili tra loro, sebbene i combattimenti contro di essi rappresentino il momento più alto del DLC.
La scarsa varietà nel gameplay e il susseguirsi di ambientazioni in fotocopia fanno pensare che il budget a disposizione fosse finito prima del tempo e un reskin selvaggio si fosse reso necessario. Ed è un peccato, perché se i nemici comuni di Keepers of the Void risultano ritriti, gli scontri con i quattro colossi, come anticipato, ci hanno davvero dato del filo da torcere, tanto in termini di difficoltà (pur con una build con la quale avevamo completato senza grossi problemi il gioco base) quanto di design, con fasi multiple mai scontate.

L’introduzione di quattro nuove armi, una per ogni ala da completare, può servire come incentivo anche per quanti affrontassero il DLC con un personaggio di livello massimo, già dotato di equipaggiamento di eccellente fattura.
Tra queste segnaliamo una falce rapida nel dispensare morte e degli artigli estremamente minacciosi: a voler spendere il tempo per migliorarle, le nuove armi riescono a fornire un pizzico di varietà rispetto all’avventura base, anche se la ricompensa migliore è rappresentata dall’Armatura Abissale che attende alla fine del contenuto scaricabile.

Riciclo eccessivo

A livello tecnico c’è poco da aggiungere rispetto a quanto già detto in occasione della recensione di Darksiders III: texture, gestione dell’illuminazione, moveset e conta poligonale sono i medesimi visti nel gioco base, con pregi e difetti assortiti. Ciò che di certo non giova all’aspetto del gioco è il continuo riciclo di asset e ambientazioni, non solo rispetto al gioco base, ma anche alle prime fasi dello stesso contenuto scaricabile: sappiamo che il budget a disposizione del team di sviluppo non era infinito, anzi, ma il continuo avvicendarsi di corridoi e sale tutti uguali tra loro che compone Keepers of the Void non rende giustizia né al talentuoso team di sviluppo né al gioco stesso.

Per rispondere in maniera sintetica alla domanda che i nostri lettori si stanno ponendo, allora, Keepers of the Void può risultare una discreta aggiunta al titolo base qualora vi manchino i puzzle ambientali di cui era infarcito il primo titolo della serie, o se vi prudono le mani e volete confrontarvi con altri quattro boss di difficoltà notevole (soprattutto l’ultimo!).
In tutti gli altri casi, stanti una ripetitività di fondo ed un costo non elevatissimo di per sé ma non commisurato a quanto realmente offerto, si potrebbe considerare l’idea di passare oltre senza commettere peccato mortale.

+ I puzzle che mancavano nell'avventura base
+ Quattro boss fight di buona fattura
- Riciclo continuo su tutti i fronti
- Costoso per quello che offre
- Narrativamente nullo

6.2

Sulla falsariga del primo contenuto scaricabile rilasciato qualche settimana fa, Keepers of the Void non ci ha soddisfatto fino in fondo, pur offrendo delle boss fight degne di nota e una manciata di puzzle ben congegnati.

Questo perchè la sensazione di già visto è davvero troppo forte, a causa di un riciclo continuo di asset, nemici, ambientazioni e situazioni presi di peso da episodi precedenti o dall’avventura base.

L’impressione, allora, è che al team di sviluppo siano mancate le risorse o il tempo (o entrambi) per lavorare su un contenuto scaricabile fresco e che aggiungesse qualcosa anche all’universo narrativo della serie.

Consigliato solo ai fan più accaniti.




TAG: darksiders 3, Darksiders 3 Keepers of the Void, darksiders iii