Darksiders: Genesis, gli hack’n’slash si devono giocare!

Darksiders Genesis è un nuovo sguardo sugli eventi che anticipano la serie

Provato
A cura di Matteo Bussani - 5 Novembre 2019 - 11:24

Avevamo già intravisto lo spin-off della serie action-metroidvania di THQ Nordic, ma soltanto in terra toscana in occasione dell’edizione 2019 di Lucca Comics & Games abbiamo avuto modo di provarlo. Darksiders: Genesis sembrava poter unire il meglio di due mondi che nelle rispettive comparse videoludiche, o erano oramai troppo distanti, oppure avevano senza dubbio perso smalto. Stiamo parlando da una parte della natura Hack’n’slash con visuale isometrica e l’eredità della serie, giunti al terzo episodio non certo trascurabile.

In realtà la strada percorsa da Genesis non vuol essere propriamente quella di un punto di incontro fra due generi molto lontani, ma la trasposizione delle caratteristiche note della serie in un ambiente tecnico (l’isometria), interpretato come spunto creativo, ma favorevole a un’ottima resa del gameplay hack’n’slash, senza dover ricorrere a budget stratosferici.

L’idea narrativa dietro al gioco è ripercorrere i passi subito precedenti al primo capitolo, in una sorta di prequel, che però ha anche il compito di introdurre molteplici novità, come il quarto cavaliere dell’Apocalisse, Strife, traghettandolo così verso il suo futuro capitolo canonico. Tanta carne al fuoco, imperdibile per tutti i fan della serie, ma anche qualcosa in più. Di Genesis non è soltanto l’aspetto narrativo a stuzzicare, anche il gameplay sembra avere delle frecce al suo arco. Non dimentichiamo che ne è passato di tempo dall’uscita di un hack’n’slash con visuale isometrica che si rispetti e che molti giocatori, in attesa di quel capitolo, hanno intenzione di ingannare l’attesa con qualcosa di affine.

Darksiders: Genesis, gli hack’n’slash si devono giocare!

Gameplay ibrido

Come anticipato in altre occasioni Darksiders: Genesis offre un gameplay da action hack’n’slash ibridandovi alcune note tipiche degli action-adventure,vicine alla serie Darksiders, come puzzle ambientali e il back-tracking ponderato a favore della scoperta di aree accessibili solo una volta ottenuta una determinata abilità o un determinato gadget. Al contrario della serie originale, Darksiders: Genesis abbandona un mondo connesso e lascia spazio a un sistema a livelli, molto più semplice da sviluppare, ma comunque favorevole al tipo di produzione. A ogni personaggio sono associate una serie di azioni primarie e secondarie, indipendentemente dalle caratteristiche del cavaliere che si sta utilizzando. I classici tasti quadrato e triangolo svolgono rispettivamente ciò che serve per eseguire attacco leggero e attacco pesante. Con il cerchio si combina la “mossa finale” che infierisce sui nemici già privati di parte della loro salute. A chiudere il quadro, il tasto “X” è destinato al salto che consente di evitare i colpi bassi dei nemici, ma che risulta all’atto pratico molto meno efficace nel prevenire gli attacchi di quanto ci saremmo aspettati. Il salto inoltre impedisce lo svolgimento dello scatto evasivo, che è invece l’unico vero modo per schivare le offensive nemiche. C’è un piccolo cooldown al termine che invita i giocatori ad utilizzarlo al momento giusto e non a ripetizione: pena l’essere raggiunti troppo in fretta dall’inseguimento nemico. Darksiders Genesis invita il giocatore al tempismo e all’attenzione agli spostamenti, ed è decisamente punitivo nel momento in cui non vengono rispettati, dando origine a un elevato livello di difficoltà

Darksiders: Genesis, gli hack’n’slash si devono giocare!

Strife, pistolero per vocazione

Il gameplay di Strife, il quarto cavaliere dell’apocalisse, è reso attraverso l’utilizzo delle armi dalla distanza, avvicinando sovente la produzione alle tinte di un Twin Stick Shooter. Per quanto gli attacchi dalla distanza siano disponibili a tutti i personaggi e legati ai tasti dorsali, con lui hanno un ruolo fondamentale. Il suo personaggio è proprio caratterizzato tramite le due pistole che utilizza con diverse tipologie di proiettili. Entrambe consumano le munizioni associate che il giocatore può sostituire in qualunque momento. Nella demo abbiamo trovato i proiettili classici che si esauriscono molto lentamente, ma fanno anche poco danno, i proiettili caricati, i proiettili elettrici e i proiettili oscuri. I secondi si propagano nel terreno generando a loro volta altre scariche che colpiscono i nemici adiacenti, mentre quelli caricati e quelli oscuri oltrepassano il nemico colpendo anche quelli alle sue spalle. Mentre i colpi dalla distanza in personaggi come Morte e Guerra hanno un ruolo minore, con Strife ci si troverà a utilizzare molto di più le pistole che non i colpi melee per colpa della generosità con cui i proiettili delle varie tipologie ci saranno resi disponibili. Il movimento più veloce rispetto ai compagni e la predilezione verso gli attacchi dalla distanza vengono bilanciati da una minore resistenza ai colpi.

Darksiders: Genesis, gli hack’n’slash si devono giocare!

Concentrando le considerazioni sul level design, il gioco offre una struttura molto simile a quella di Diablo, senza la proceduralità, con livelli molto lineari, la cui massima variazione può consistere in puzzle autoconclusivi che portano all’ottenimento di un oggetto nascosto o alle risorse di un forziere all’apparenza iraggiungibile. Il combattimento, da quanto visto, è prevalente, ma ci è stato anche detto in precedenza dagli sviluppatori che ogni livello avrà delle sezioni particolari, sbloccabili e raggiungibili una volta ottenuti abilità e equipaggiamenti, progredendo nella storia.
Speriamo che ciò possa rendersi mezzo per offrire una rigiocabilità degna di tal nome e che non si fermi soltanto a qualche sfizio isolato.

A livello tecnico Darksiders: Genesis dimostra che con una visuale isometrica basta poco per ottenere un’immagine d’effetto. Giochi di colori e animazioni fluide, pur con qualche glitch, mettono in campo un’esperienza già indicativa di ciò che è lecito aspettarsi.

La prova si è svolta con computer di primissimo piano offerti per l’occasione da AK informatica, con la seguente configurazione:

CPU: Intel i9 9900k
RAM: ADATA XPG Spectrix D60G 8gb x 2
SSD: ADATA XPG Spectrix D40G 512Gb
Scheda Madre: MSI Z390 Tomahawk
Scheda Video: MSI RTX 2080 Aero
Dissipatore a liquido: ADATA XPG Levante
CASE: ADATA XPG Battlecruiser
Alimentatore: ADATA XPG Core Reactor

+ Non snatura la serie, offrendone un rinnovato punto di vista
+ Gameplay efficace
+ Strife sembra un personaggio davvero interessante

Darksiders: Genesis si è dimostrato divertente ed efficace anche nella prova “pad alla mano” . Perde ovviamente l’atmosfera da action in terza persona che caratterizza la serie principale, ma offre quell’intrattenimento adrenalinico tipico degli hack’n’slash, pur non snaturandosi completamente. Abbiamo potuto semplicemente provare quanto avevamo visto a Gamescom 2019, per cui giudizi sono tutto fuorchè definitivi, ma ci portano ad essere curiosi del risultato finale, che uscira per PC e Google Stadia a dicembre 2019, mentre dovremo attendere febbraio 2020 per poter mettere le mani sul corrispettivo per console..

 




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