Darksiders 3, provato alla Gamescom 2018

Provato
A cura di Nicolò Bicego - 22 Agosto 2018 - 0:00

Il ritorno della serie di Darksiders era sicuramente uno dei più attesi dai fan, fin da quando Nordic Games (adesso THQ Nordic) aveva acquisito l’IP dalla defunta THQ. A ben sei anni di distanza da Darksiders 2, finalmente abbiamo potuto testare con mano il terzo capitolo della serie, il primo sviluppato da Gunfire Games, team che si compone anche di ex-Vigil Games (gli autori dei primi due Darksiders). Qual è la situazione a pochi mesi dal lancio? Scopriamolo insieme.
Darksiders 3, provato alla Gamescom 2018

Il terzo cavaliere dell’apocalisse 

Come già visto nel secondo capitolo, anche Darksiders 3 vede un cambio di protagonista. Stavolta vestiremo i panni di Fury, terzo membri dei quattro cavalieri dell’apocalisse e l’unica donna a fare parte del gruppo. La protagonista viene incaricata dal cosiddetto Charred Council di scovare e sconfiggere i sette peccati capitali. Sebbene durante la presentazione non siano stati rilasciati molti dettagli sulla trama, gli sviluppatori hanno parlato della storia come del viaggio personale di Fury, personaggio finora rimasto sullo sfondo delle vicende della serie e che adesso vuole trovare il suo posto nella costellazione di eventi che hanno portato la terra ad essere un posto devastato, quasi post-apocalittico, provando di essere il più potente dei cavalieri. Gli eventi del gioco accadranno in parallelo a quelli degli altri capitoli, dunque potremo aspettarci riferimenti ad eventi e personaggi già incontrati in passato, ma gli sviluppatori non hanno voluto aggiungere dettagli al riguardo. Visivamente il titolo non riesce ad eguagliare quanto di meglio fatto dalla corrente generazione di console e, sebbene non sia affatto sgradevole da vedere, alcuni elementi non riescono a convincere del tutto, come ad esempio la realizzazione poco convincente della folta capigliatura della protagonista o degli effetti di luce. Anche la direzione artistica del progetto sembra piuttosto altalenante: scorci post-apocalittici ben realizzati si alternano a scenari più scialbi ed anonimi, che speriamo si riveleranno essere nella minoranza nell’avventura completa.

Darksiders 3, provato alla Gamescom 2018

La famiglia Belmont ha una nuova erede

Dal punto di vista del gameplay, Darksiders 3 si presenta come un action-adventure con componenti platform, che ruota intorno alle numerose abilità della protagonista Fury. La sua arma principale è una micidiale frusta, con cui è possibile realizzare diverse combo per abbattere qualsiasi nemico si pari sulla nostra strada. Apprendere i rudimenti delle lotte è estremamente semplice, ma se pensate di potervela cavare con del semplice button-smashing vi sbagliate di grosso: Darksiders 3 è un titolo più complesso dei suoi predecessori, e dovrete fin da subito abituarvi a studiare i tempi dei nemici per capire quando è il momento di attaccare e quando, invece, è meglio attendere o schivare. Gli sviluppatori si sono ispirati ai titoli soulslike, ma questo non significa che ci troviamo di fronte ad un titolo che si limita a ricalcare la struttura delle opere From Software e simili: i combattimenti sono molto più dinamici e qui avranno un forte impatto le diverse combo che potremo realizzare combinando i diversi pulsanti di attacco. Una volta abbattuto, ogni nemico abbattuto rilascia delle anime, che possono essere spese in apposite postazioni per far salire di livello la nostra protagonista. Come premio riceveremo un punto abilità da spendere per migliorare la nostra salute, il nostro attacco o la nostra magia, altro elemento che Fury utilizzerà spesso nelle sue battaglie. Abbiamo avuto solamente un piccolo assaggio della componente rpg del titolo, ma l’impressione è che gli sviluppatori abbiano voluto puntare su una semplificazione di queste meccaniche, concentrandosi maggiormente sulle componenti action ed aventure del titolo. Già, perché a ricordare Castlevania e la famiglia Belmont non c’è soltanto la frusta della protagonista, ma anche la struttura del gioco: Gunfire Games ha parlato di un mondo che vuole essere naturale, connesso, in cui è possibile tornare sui propri passi per scoprire nuovi percorsi. Una ambito in cui i metroidvania hanno fatto scuola, e la loro influenza è palpabile in questo Darksiders 3. L’esplorazione richiederà di cimentarsi in fasi platform, che spezzano piacevolmente il ritmo di gioco, regalando una meritata pausa dal fragore della battaglia. La nostra prova è durata circa venti minuti, dunque abbiamo potuto avere solo un piccolo assaggio di quello che sarà Darksiders 3: l’effettiva validità delle scelte degli sviluppatori rimane tutta da testare sulla lunga durata, soprattutto per quanto riguarda la varietà dell’esperienza. Ad averci lasciato dei dubbi, ancora una volta, è stato il design, stavolta dei nemici: le creature che abbiamo incontrato ci sono sembrate fin troppo simili da loro, sfoggiando peraltro un design tutt’altro che originale.

– Mondo di gioco interessante
– Gameplay immediato ma profondo
– La storia di Fury è promettente






Darksiders 3 si appresta ad accogliere la pesante eredità dei suoi predecessori, un compito reso ancora più difficile dal tempo passato e dal cambio alla guida dello sviluppo. Ciò nonostante, l’avventura di Fury sembra avere le carte in regola per riuscire ad attirare gli amanti degli action, fan della saga e non, grazie ad un gameplay immediato ma profondo e ad un mondo di gioco potenzialmente interessante. Il nostro assaggio è stato troppo breve per potervi dare un parere più approfondito, ma ormai ci siamo quasi: Darksiders 3 raggiungerà i nostri scaffali il 27 Novembre, ed allora saremo pronti a darvi tutte le risposte.




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