Cyberpunk 2077, le impressioni dalla presentazione a E3 2019

l titolo di CD Project Red, sull’onda del successo della serie The Witcher, attirò le attenzioni di tutto il mondo videoludico dai tempi dell’annuncio.

Video Anteprima
A cura di Matteo Bussani - 12 Giugno 2019 - 9:12

Che Cyberpunk 2077 fosse uno dei titoli più attesi di tutto l’E3 2019 era fuori discussione. Il titolo di CD PROJECT RED, sull’onda del successo della serie The Witcher, attirò le attenzioni di tutto il mondo videoludico dai tempi dell’annuncio. Il primo gameplay confermò le speranze che lo circondavano e, a un anno da quel primo appuntamento, siamo con grande gioia ancora qui ad approfondire la conoscenza del gioco.

Ad aprire le danze c’è stato il trailer durante la conferenza Microsoft che ne ha annunciato la data di uscita, con grande sorpresa fissata il 20 aprile del prossimo anno. Si contano così poco più di 300 giorni al fatidico momento e le prospettive di un’attesa ancora lontana dall’esaurirsi sono state finalmente scongiurate. A non rispondere presente all’appello, però, c’è ancora il gameplay pad alla mano, il frutto del classico “provato”, perché a caratterizzare la presentazione c’è stata una ricchissima sezione di gameplay, giocata dagli sviluppatori, e appositamente studiata per raccogliere nel modo più rapido possibile il numero maggiore di aspetti inediti relativi al titolo.

Silverhand

Troppo per comprenderlo appieno

Una scelta che ci sentiamo in parte di condividere. Nel mezzo della fiera sarebbe stato molto difficile riuscire a trasmettere tutti i contenuti che invece abbiamo immagazzinato con questo appuntamento. Cyberpunk 2077 ha dalla sua una complessità tale che per essere scoperta in autonomia richiederebbe decine e decine di ore, un lasso di tempo che i ritmi di una fiera come E3 non permettono di avere.

Siamo fiduciosi di poter ovviare quanto prima a  questa sentita mancanza, con la vicina data di uscita che ci lascia ben sperare sull’attuale stato dei lavori.

Senza però perderci in ulteriori considerazioni è arrivato il momento di raccontarvi cosa è successo nella sala dove è avvenuto l’appuntamento con Cyberpunk 2077.

Running the show

Ogni gioco di ruolo inizia con la creazione del personaggio: Cyberpunk 2077 non è da meno. Con un’interfaccia grafica che sembra finalmente consolidata, muovere i primi passi nel mondo di gioco significa passare dall’editor di creazione scegliendo la configurazione fenotipica preferita per il protagonista, V. Può essere uomo, può essere donna, ma è sul piano delle statistiche e delle abilità che vanno a definirsi le caratteristiche più determinanti del personaggio. Gli sviluppatori hanno creato due personaggi, uno totalmente votato all’hacking dal nome della classe netrunner e l’altra più fisica perfetta per un approccio più aggressivo, dal nome strong solo. Nonostante non sarà possibile cambiare personaggio durante l’avventura, questo binomio è stato utilizzato per dare rilevanza al diverso tipo di approccio che si ha a disposizione a fronte delle caratteristiche del personaggio, secondo i canoni più classici dei giochi di ruolo.

Welcome to PacificaLa storia incomincia con il nostro che è alla ricerca di una tale Brigitte per cercare informazioni relative a un biochip dai formidabili poteri. Per far ciò veniamo indirizzati nel distretto Pacifica, un tempo ricca zona residenziale ora in fase di progressivo abbandono, a incontrare Placide, capo della banda locale dal nome Voodoo Boys. Essi lamentano la rovina dei loro territori e l’arrivo di un gruppo di Animals (rivali) che ha invaso i territori del centro commerciale. Partiti per la missione di bonifica veniamo poi reindirizzati su una camionetta, di cui dobbiamo recuperare il contenuto, che è però sorvegliato dai netwatch (l’equivalente della nostra polizia nell’universo di Cyberpunk). Non tutto va come sperato e dopo una serie di scelte, tra cui alcune particolarmente drastiche, siamo giunti ai titoli di coda della nostra esperienza.

Just in time

Sebbene il tutto possa sembrare lineare, all’interno dei vari passaggi il gioco si è manifestato in tutta la sua grandezza, e ha mostrato una quantità di meccaniche davvero smodata rispetto a quella che potevamo aspettarci. Cyberpunk 2077 non è solamente un gioco, è una grande macchina su cui i ragazzi di CD PROJECT RED hanno scritto una storia che vuole andare nell’intimo del franchise. Bande, corporazioni, riferimenti ai personaggi sono gli elementi cardine attorno a cui ruota il gioco. La scelta del distretto, la storia che vi sta dietro, il legame tra le bande e la popolazione contribuiscono a creare un ambiente vivo e pulsante. Anche solo la fittizia traduzione simultanea con un effetto di finto caricamento di una nuova linea di dialogo in caso di una lingua diversa dall’inglese è sintomo dell’estrema attenzione e fedeltà all’ambientazione Cyberpunk.

I personaggi hanno interazione sofisticate e non si limitano a rispondere alle domande. Il numero degli npc è molto elevato, considerato che tecnicamente il motore di gioco deve renderizzare anche mappe tridimensionali che spingono il giocatore a passare rapidamente tra scene in interno ed esterno. La meccanica della scelta nei dialoghi multipli e nei modi di approcciare una missione è centrale nel quadro di Cyberpunk. Che sia per questioni fondamentali o per quisquilie, il gioco ci dà la possibilità di agire come vogliamo: nel primo caso l’impatto sulla storia sarà notevole, nel secondo di molto minore. Certo è che sarà il giocatore passo dopo passo a plasmare il proprio personaggio a propria immagine e somiglianza.

A beutiful district

Una nuova prospettiva

Dagli attimi iniziali la prima persona dà una prospettiva coinvolgente alla storia di V. Il passaggio tra esterni ed interni è senza soluzione di continuità e la dimensione degli elementi di gioco è perfetta per rendere al meglio il senso di realismo. La gran parte del gameplay è fatta di fasi di shooting, ci sono però anche meccaniche di gioco legate all’hacking e tante altre. Hackerando gli oggetti se ne può interrompere il funzionamento o farli rivoltare contro i nemici a seconda dei chip utilizzati. Stiamo parlando di un sistema davvero articolato di gestione dell’hacking che si sviluppa in un sotto menù centrale, che lascia piena libertà al giocatore.

Qualora fossimo più inclini all’azione però potremmo  avanzare fin da subito a fucili spiegati e farci riconoscere per la propria aggressività; ma ci è stato fatto presente che l’avventura è completabile al 100% anche senza dover uccidere alcuno.

Questo cappello ruolistico sovrasta sempre tutto e si ritrova, oltre in tutto ciò che vi abbiamo raccontato finora, anche nel sistema di abilità. Salendo di livello si guadagnano punti abilità che servono per migliorare le qualità del combattente, come la maestria con le pistole o lo stealth e altro ancora. Tutta la mappa sarà esplorabile senza caricamenti, a meno di non cedere alla tentazione del viaggio rapido. Nella demo hands-off gli sviluppatori hanno preso una moto e si sono messi a guidarla senza vincoli sui percorsi o sulla velocità.

A livello tecnico il risultato messo in campo da CD PROJECT RED è formidabile. Un solido lavoro alla illuminazione ha cambiato faccia al meteo dinamico del gioco. Ora le immagini sono molto più pulite e raffinate, e hanno un indelebile impatto cinematografico nelle ambientazioni diurna e notturna del gioco.

Cyberpunk 2077 è quel gioco che ogni volta che lo vedi, in quaranta minuti ti riversa addosso una mole di contenuti a tratti sorprendenti che non puoi che far fatica a digerire. C’è troppo da assimilare nella frenesia di una fiera come E3, ma c’è anche la sensazione di aver visto qualcosa che in molte occasioni ti lascia senza fiato. C’è la solida base del gameplay, ma non mancano finezze e virtuosismi che elevano la percezione della qualità del gioco oltre il preventivato. Con la data d’uscita annunciata, abbiamo poco da fare se non aspettare di saperne qualcosa di più e sperare in una imminente prova pad alla mano di uno dei titoli più attesi di questa generazione.




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