Carcassonne Recensione | I giochi da tavolo sbarcano su Nintendo Switch

Non vi dobbiamo certo raccontare come il mondo dell’intrattenimento analogico stia vivendo una seconda vita. Che siano giochi di ruolo, da tavolo o di carte, il mercato del gioco analogico si è da qualche anno rinvigorito tra Kickstarter, Twitch, ma soprattutto conversioni digitali di controparti analogiche. È il caso di Carcassonne per Nintendo Switch, che è in realtà un porting della versione Xbox Live Arcade del 2007 (periodo in cui non c’era certo questa attenzione per il settore).

Parte di un progetto di Asmodee Digital – branca digitale del famoso editore internazionale – che porterà Pandemic, Munchkin e Lord of the Rings: Living Card Game sulla console Nintendo, Carcassonne è in tutto e per tutto il porting dell’omonimo gioco da tavolo. Per chi già conosce il gioco ideato da Klaus-Jurgen Wrede non c’è molto altro da aggiungere. C’è il gioco base, più la variante Fiumi e quella con la pedina dell’Abate, con la possibilità di acquistare il DLC Locande e Cattedrali (trasposizione delle omonime espansioni del gioco originale) sull’eShop. Per gli altri, una breve introduzione sul regolamento di Carcassonne.

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Costruire, costruire, costruire

Oltre ad essere un gioco da tavolo di quelli che vengono considerati un “classico moderno”, in grado di distaccarsi dai soliti Monopoly, Risiko e compagnia bella, proponendo un vero e proprio game design alle sue spalle, è anche una cittadina francese di origine medievale, famosa per la sua cinta muraria ancora ben intatta. Proprio a, e “in”, Carcassonne, l’idea è che da due a sei giocatori si devono sfidare costruendo una mappa insieme, con delle tessere in comune in quantità ovviamente limitate.

I punti si ottengono costruendo strade, città, creando monasteri e circondandoli del maggior numero di caselle, oppure cercando di accaparrarsi il maggior numero di tessere possibili di campo aperto. Per fare tutto ciò è necessario investire i propri meeple, più banalmente gli “omini”, che genereranno punti ogni volta che una di queste costruzioni è completata. Piazzato il meeple (che sono presenti in quantità limitata per ogni giocatore) i punti verranno generati ogni volta che una strada o una città viene chiusa, oppure si piazza l’ultima casella che circonda il monastero, altrimenti il meeple rimarrà lì fino a fine partita.

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Leggero ma mai banale

Questa gestione delle risorse, insieme all’immancabile componente da “infamata” nel pescare una tessera utile prima di altri e piazzarla altrove, rovinando la strategia degli avversari, fa sì che Carcassone sia la classica esperienza leggera da approcciare ma affatto banale. Come detto, un classico moderno che è molto più stimolante di muovere carri armati tirando dadi, oppure girare come forsennati intorno ad una città comprando edifici e speculando sulle finanze immaginarie dei propri amici.

Appurato quindi che Carcassone, il gioco da tavolo, è un prodotto di grandissima qualità (ancora oggi venduto come il pane), dispiace vedere che la versione Switch presenta delle lacune su cui è difficile sorvolare. La prima cosa che si nota, che è venuta istintiva verificare, è la mancanza di un supporto per il touchscreen, che è una cosa talmente utile per una produzione come questa che è difficile capire come non si sia potuto inserirlo. Inoltre alcuni problemi di interfaccia e gestione del flusso di gioco rendono un po’ legnoso lo svolgimento delle partite. Come detto si può giocare fino in sei giocatori, ma durante il turno avversario è impossibile spostare la telecamera, né modificare lo zoom, per dare uno sguardo d’insieme all’estensione della mappa e pianificare la propria mossa, una cosa abbastanza fastidiosa a “tavolo pieno”, per così dire.

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Modus tollendo tollens

Un’altra piccola ingenuità riguarda il metodo scelto per posizionare i meeple a fine turno. Premendo il pulsante A si piazza il meeple in una delle zone specifice, ma tenendolo premuto si passa il turno. All’inizio la confusione è dietro l’angolo, e capita tranquillamente di voler passare il turno ma piazzare un meeple indesiderato. A proposito di passare il turno, la mancanza più clamorosa di Carcassone per Switch è l’impossibilità di giocare online. Un titolo come questo, su una console come l’ibrida di Nintendo, potrebbe rappresentare davvero un trampolino di lancio ed aprire gli occhi ad un pubblico già abituato all’idea del gioco da tavolo (pensiamo a Mario Party, o i tanti party game da sempre presenti sulle console targate N) su un mercato tutto nuovo da esplorare. Invece, in questo porting rimane solo la possibilità di giocare con degli amici sulla stessa console, passandosi il pad (o la console stessa) di turno in turno, e neanche in modalità wireless.

+ Carcassonne è sempre divertente
+ Graficamente accattivante
+ IA ben bilanciata
- Modalità online assente
- Piccole ingenuità nell'interfaccia di gioco
- Dopo 12 anni, i DLC potevano essere inclusi nell'offerta

6.0

Carcassonne è sempre uno dei giochi da tavolo più accattivanti degli ultimi anni, e non serviva questo porting su Switch per verificarlo. Anche perché ci sono delle gravi mancanze che ci rendono difficile consigliare di acquistarlo senza colpo ferire. Non giocare online è una grossa pecca, perché Carcassonne è il gioco da tavolo digitale perfetto per Nintendo Switch visto che le partite sono veloci e, nel caso abbiate tempo, il pericolo “una tira l’altra” è dietro l’angolo.