Abbiamo partecipato all'esclusivo press café con Tetsuo Hara, il leggendario disegnatore che ha dato vita a Ken Il Guerriero, in occasione di Lucca Comics and Games 2025. Un incontro emozionante, che ha fatto emergere curiosità e momenti significativi della vita del maestro: un evento di pura condivisione, tra aneddoti, sorrisi e piccole rivelazioni su un artista che ha segnato l’immaginario di intere generazioni.
Tetsuo Hara è nato a Tokyo il 2 settembre 1961, ed è impossibile non si sapere chi sia se si ama il manga. Il primo lavoro del sensei ad essere raccolto in tankōbon, Iron no Don Chisciotte, narra la storia di un giovane ed eroico pilota di motocross, in qualche modo simile a un Michel Vaillant in versione nipponica. Il vero successo arriva nel 1983 con Hokuto no Ken. Da quel momento, la sua ascesa è inarrestabile: insieme allo sceneggiatore Buronson, Hara crea una saga che diventa un fenomeno mondiale, grazie anche all’adattamento anime del 1984.
Hokuto no Ken viene tradotto in Italia come Ken il Guerriero arriva prima sullo schermo, nel 1987, e solo in seguito su carta nel 1990. La sua voce e la celebre frase «Tu sei già morto» risuonano ancora nelle menti di molti fan.
Negli anni successivi Hara continua a sperimentare: da Cyber Blue, cavalcando l’onda della fantascienza hollywoodiana di quegli anni, fino a Hana no Keiji, dove si immerge nel Giappone feudale, dimostrando una sensibilità artistica capace di spaziare dall’epico al poetico. Nel 2001 ritrova Buronson per Sōten no Ken (arrivato in Italia come Ken Il Guerriero - Le Origini del Mito), un prequel che esplora la stirpe di Hokuto prima di Kenshi.
Oggi, oltre a essere artista, Hara è anche imprenditore. Da quando ha acquistato i diritti delle sue serie, ha aperto (nel luglio 2005) uno studio d’animazione insieme al suo storico editore Nobuhiko Horie, attuale presidente di COAMIX.
Il loro studio, North Star Pictures, ha realizzato Angel Heart (seguito di City Hunter) dell’amico Tsukasa Hōjō, anch’egli sotto etichetta COAMIX, ma soprattutto una serie di OAV e film su Hokuto no Ken a partire dalla primavera del 2006.
Hōjō ha poi restituito il favore a Hara, contribuendo alla creazione di Reina, un personaggio inedito non presente nella storia originale di Hokuto no Ken.
Fondata nel giugno 2000, COAMIX Inc. è una casa editrice specializzata nella pubblicazione di riviste manga, volumi a fumetti e libri, nonché nella produzione e distribuzione di contenuti digitali. Le sue attività includono inoltre la gestione dei diritti di licenza e la formazione di nuovi talenti.
L’attuale presidente è Nobuhiko Horie. Già quinto caporedattore di Weekly Shōnen Jump presso Shueisha, Horie ha fondato COAMIX nel quartiere di Kichijōji, a Musashino (Tokyo), insieme ai celebri mangaka Tetsuo Hara (Ken il Guerriero), Tsukasa Hōjō (City Hunter), Ryūji Tsugihara (A Tutto Gas) e all’ex caporedattore di Monthly Shōnen Jump, Tadashi Negishi.
Con un forte impegno nella formazione delle nuove generazioni di mangaka, COAMIX ha realizzato un’area residenziale adiacente alla sede di Kumamoto, dove, al 1° giugno 2025, risiedono stabilmente 26 artisti selezionati provenienti dal Giappone e dal resto del mondo. Gli autori vivono e lavorano in loco, producendo opere originali sotto la guida e la supervisione diretta degli editor e dello staff della casa editrice.
Tetsuo Hara nella Galleria degli Uffizi e il racconto del press café
Il press café si è aperto con un momento davvero speciale: l’annuncio della premiazione del sensei Tetsuo Hara come Maestro del Fumetto 2025. Dal 2021, chi riceve questo riconoscimento entra ufficialmente nella Galleria degli Uffizi con il proprio autoritratto, un onore riservato a pochissimi. Tetsuo Hara è il primo mangaka a essere incluso nella prestigiosa collezione di autoritratti degli Uffizi.
Un riconoscimento di enorme valore, che lo colloca idealmente accanto a giganti dell’arte come Michelangelo, Raffaello, Leonardo da Vinci, Botticelli e tanti altri maestri immortali. È un segno concreto di come l’arte di Hara non appartenga solo al mondo del fumetto, ma faccia parte della nostra crescita culturale e del nostro immaginario collettivo.
Il sensei Hara, senza pensarci due volte, ha spiegato che per Ken Il Guerriero non solo si è ispirato a Mad Max 2, che in quel periodo era al cinema e lo colpì profondamente, ma che ha ricevuto influenze anche da altri film come Guerre Stellari e Blade Runner.
Parlando invece di Kenshiro: l’ispirazione è abbastanza nota, riprende infatti le fattezze di Sylvester Stallone e un mix di Bruce Lee e Yusaku Matsuda. Se il maestro dovesse scegliere un attore attuale per interpretare Ken in un live action, sceglierebbe un attore di origine italiana. Ha detto che ce ne sarebbero molti che potrebbero andare bene in quel ruolo ha aggiunto sorridendo perché, secondo lui, gli italiani hanno le fattezze giuste.
Parlando del successo di Ken Il Guerriero, il sensei ha posto l'attenzione sulla figura dell'editor. Nel fumetto giapponese, gli editor sono figure professionali cruciali: collaborano attivamente con gli autori, gestiscono il processo creativo e si occupano anche degli aspetti commerciali. Per Hara un buon editor è l’ago della bilancia per il successo di un manga. Elogia infatti il suo editor storico, Nobuhiko Horie, con il quale collabora da 50 anni, e conclude dicendo che dietro ogni grande opera si nasconde un grande editor. Il sensei ha poi rivolto rivolto un sentito ringraziamento anche a Buronson-sensei.
Parlando di come le sue opere hanno accompagnato la vita di diverse generazioni di lettori in tutto il mondo toccando il cuore di così tante persone, il sensei ha ricordato che durante un viaggio in Francia, nel 2013, si rese conto che anche in Europa esisteva una fanbase in crescita e appassionata. Questa e è stata la spinta a lavorare ancora più duramente, anche perché era abituato a lavorare nella sua stanza, alla sua piccola scrivania, senza sapere effettivamente che impatto potesse avere il suo lavoro.
Parlando dell'evoluzione del suo stile, Hara ha indicato Tetsu no Don Quixote come l'opera della svolta perché fu una pubblicazione significativa, anche se non ebbe successo. Il sensei ironizza sulla scelta del suo editor storico, convinto che il motocross potesse andare di moda… ma non è mai successo.
Interessante la digressione sulle scene di combattimento. Hara ha indicato una fondamentale influenza del cinema nella costruzione delle sue scene d’azione. Allo stesso tempo, non mancano riferimenti alla sua adolescenza: molti dei personaggi che Ken incontra sono ispirati a bulli che ha realmente conosciuto e che, almeno sulla carta, desiderava vedere sconfitti.
Per il sensei, Ken è stato un modo per offrire un po’ di giustizia e una rivalsa simbolica a tutti i suoi giovani lettori. Anche se personalmente non ha mai avuto problemi diretti con il bullismo, ha sempre pensato che vedere Ken punire i prepotenti abbia regalato un momento di sollievo a chi viveva situazioni difficili.
Nella vita reale, certo, non ci si può trasformare in maestri di arti marziali dal nulla, ma attraverso la storia ha voluto mostrare che la forza può assumere molte forme anche quella del coraggio e della giustizia.
A proposito della filosofia che anima Ken Il Guerriero e, di conseguenza, il suo protagonista, Hara ha ricordato il bushidō, l’antica virtù dei guerrieri, che rappresenta la consapevolezza che il percorso di vita è un cammino continuo, una ricerca costante di perfezionamento interiore, per diventare migliori e trovare sempre la forza per superare nuovi ostacoli.
Alla base di tutto, inoltre, si trovano i tre valori fondamentali che la stessa Shōnen Jump ha sempre promosso: vittoria, amicizia e sacrificio.