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Pro
- Coraggioso e innovativo.
- Atmosfera straordinaria.
- Di RGG Studio è difficile non fidarsi.
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Contro
- I combattimenti non ci hanno convinto completamente.
- Gestione della telecamera.
- Non abbiamo visto nulla riguardo narrazione ed esplorazione.
Conclusioni Finali di SpazioGames
Cambiare la formula alla base di una saga amata e con svariati capitoli sulle spalle è sicuramente un’operazione rischiosa. Il confronto con gli altri episodi è infatti sempre presente e anche il più piccolo passo falso può portare a inimicarsi i fan della serie e non solo.
Riuscire in tale operazione con successo è insomma estremamente arduo e non sono tanti i giochi che hanno visto il proprio core stravolto senza risentirne.
Tra di essi possiamo però sicuramente trovare Yakuza, che grazie a Mikonobu Abe e Hiroyuki Sakamoto ha saputo trovare con Like a Dragon una nuova via, tanto inattesa quanto incredibilmente vincente. Dopo averci convinto e divertito con questo nuovo filone è però ora arrivata l’ora di alzare nuovamente l’asticella con Stranger Than Heaven, un titolo ambizioso che si sviluppa in oltre cinquant’anni di storia giapponese.
Un’opera che arriverà il prossimo 15 gennaio su PC e console, ma che noi abbiamo avuto l’opportunità di provare in anteprima alla Gamescom 2026.
Un lungo viaggio
Stranger Than Heaven si propone di essere una specie di prequel dei Like a Dragon, raccontandoci la storia di Makoto Daito, un ragazzino di San Francisco con madre giapponese e padre americano che decide di imbarcarsi clandestinamente verso la terra natia materna dopo la morte dei genitori. Un viaggio che si rivelerà però tutt’altro che una passeggiata e che darà il via alla carriera criminale di Makoto.
Come raccontatoci dai rappresentanti di RGG Studio e SEGA alla Gamescom, infatti, Stranger Than Heaven vuole raccontare cosa porta le persone nel corso del tempo a dare vita a un’organizzazione criminale, come appunto la Yakuza.
Per farlo l’atteso titolo ci trasporta in cinque diversi distretti del Giappone in altrettanti orizzonti temporali, partendo dal 1915 a Kokura, Fukuoka, fino ad arrivare mezzo secolo dopo a Shinjuku, Tokyo, nel 1965. Un lungo lasso di tempo, in cui seguiremo il nostro protagonista passo dopo passo, accompagnandolo nella sua ascesa criminale.
Nel nostro provato in quel di Colonia abbiamo potuto fugacemente vedere tre di queste cinque fasi, partendo dalla già citata Kokura e arrivando fino a Minami, Osaka, nel 1943, passando anche per Kure, Hiroshima, nel 1929.
L’hands-on della Gamescom 2026 si è in particolare concentrato sui combattimenti, non lambendo minimamente altri aspetti del titolo come quello narrativo o i svariati minigiochi che potremmo affrontare nel gioco.
RGG Studio e SEGA hanno del resto imbastito un sistema per gli scontri a dir poco peculiare e che si ripromette di rendere alla grande le baruffe da strada.
I pulsanti dorsali, infatti, permettono di colpire dal rispettivo lato, con R1 ed R2, ad esempio, che sono dedicati ai colpi leggeri e pesanti con gli arti destri di Makoto, mentre L1 ed L2 a quelli sinistri. Anche gli assalti avversari sono direzionali e per bloccarli è necessario porre la guardia nel punto corretto, onde evitare di venire colpiti e, magari, anche essere gettati a terra.
In Stranger Than Heaven non ci si rialza infatti in fretta e furia, ma bisogna attendere qualche secondo per riprendersi prima di tornare in combattimento. Nel frattempo è comunque possibile rotolarsi sul terreno, per evitare i colpi avversari e farsi trovare in una posizione avvantaggiata appena tornati in piedi.
A completare il tutto sono prese, armi bianche varie e pure la possibilità da parte dei nemici di bloccarci qualche arto, obbligandoci a divincolarci utilizzando quello rimasto libero.
Il risultato complessivo è un sistema di combattimento sporco e cattivo, dove non c’è spazio per errori e dove ogni colpo deve essere ponderato con attenzione.
Prenderci dimestichezza non è per nulla semplice e non abbiamo problemi ad ammettere di aver visto ben più di una volta la schermata di game over durante la nostra prova, soprattutto nella sezione di Osaka dove abbiamo battagliato con uno spadaccino parecchio ostico.
La volontà di replicare degli scontri che ricordino quelli di strada tipici della vita criminale e dei regolamenti di conti, insomma, ci è sembrata riuscita, anche se non tutto ci ha convinto pienamente.
La telecamera, ad esempio, ci ha portato a ricevere ben più di qualche colpo non previsto, con la gestione delle battaglie con avversari molteplici che ci è risultata tutt’altro che semplice o ben leggibile. Molte volte non ci è poi stato dato neanche il tempo di curarci tra una combo subita e l’altra, vedendo la nostra barra della salute svuotarsi completamente nel giro di pochi istanti.
Sia chiaro, siamo ben consapevoli che, considerando le caratteristiche del sistema di combattimento di Stranger Than Heaven, serva ben più di un'oretta per abituarsi, ma da quanto visto i difetti presenti non derivano dal tempo di adattamento ristretto concessoci. Noi ci siamo in ogni caso divertiti, anche se l’impressione è appunto quella che ci sia ancora qualcosina da sistemare in vista del lancio ufficiale.
Non solo pugni e calci
Come vi accennavamo qualche paragrafo fa, la nostra prova si è concentrata esclusivamente sui combattimenti, facendocene affrontare tre con una difficoltà sempre crescente. Non abbiamo quindi avuto modo, almeno durante la Gamescom 2026, di provare con mano e osservare tutti gli altri aspetti dell’atteso titolo.
Quello che abbiamo potuto capire è però come RGG Studio sia riuscita a creare un’atmosfera invidiabile, con le strade e i vicoli giapponesi in cui ci siamo immersi che hanno saputo conquistarci fin dai primissimi istanti. La realizzazione delle varie ambientazioni e dei vari periodi storici ci è sembrata di primissimo livello e capace di rivelarsi un degno palcoscenico per le avventure di Makoto Daito.
Non aspettatevi in ogni caso una resa grafica sul cutting edge tecnologico, bensì un qualcosa di fatto con amore, dove ogni singolo aspetto sembra essere stato curato con attenzione e ogni dettaglio essere al suo posto.
Noi, sinceramente, non vediamo l’ora di immergerci in questa nuova avventura, con la speranza di trovare una situazione leggermente più rifinita nella versione che ci attenderà nei negozi il prossimo 15 gennaio, pronta a regalarci ore di grande intrattenimento videoludico.