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Pro
- Gameplay ben stratificato e tecnico.
- Le racchette speciali sono un’ottima pensata.
- Roster numeroso e tante modalità di gioco.
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Contro
- Le modalità speciali riusciranno a convincere sulla distanza?
Conclusioni Finali di SpazioGames
Quella di Mario Tennis è sempre stata una serie altalenante, che alternava capitoli incredibilmente riusciti, a iterazioni che mostravano il fianco a una generale mancanza di idee.
D’altronde, a differenza dei titoli sportivi canonici, le iterazioni sportive della “cricca di Mario” non possono fare affidamento su licenze, roster e collaborazioni ufficiali con le leghe più famose per riproporsi ogni anno, motivo per il quale è anche ovvio che non sempre la “feature esclusiva” pensata per un determinato capitolo, possa essere vincente.
Mario Tennis Ace, l’ultimo capitolo uscito per Nintendo Switch, aveva convinto per una campagna single player molto curata, forse fin troppo considerando che si trattava di un titolo sportivo, ma allo stesso tempo il comparto multiplayer ha sofferto sulla distanza, proprio in virtù di un’assenza generale di “colpi di genio” che ne garantissero la longevità.
Mario Tennis Fever sembra aver compreso la lezione e al fianco di una campagna single player, di cui si sanno pochissimi dettagli al momento, ci affianca un comparto multiplayer davvero ricco e che, almeno da quanto abbiamo potuto provare, riesce a cogliere quella natura arcade che portò titoli quali Virtua Tennis, a finire nel firmamento degli arcade sportivi.
Racchette apocalittiche
Durante un evento a porte chiuse, dopo un breve tutorial per mostrarci le novità in termini di gameplay, abbiamo potuto provare proprio il comparto multiplayer di Mario Tennis Fever e, in effetti, non appena ci siamo messi a giocare con gli altri partecipanti all’evento è “stato subito Virtua Tennis”.
Considerando che non pensiamo sia necessario spiegarvi le regole base del tennis, passiamo subito a cosa cambia in Fever, rispetto al precedente Ace.
Innanzitutto ogni giocatore ora dispone di una barra della vita. Si avete capito bene. Se suddetta barra scende a zero mentre si gioca in singolo, i movimenti del personaggio verranno rallentati per qualche secondo, rendendo molto più complesso gestire l’azione di gioco; se la barra precipita mentre si gioca in duo, molto banalmente si viene mandati a bordo campo per una manciata di secondi per recuperare le forze, lasciando da solo il nostro compagno.
In questo nuovo capitolo, difatti, oltre a dover scegliere il proprio personaggio in un roster decisamente ricco (dovrebbero essere all’incirca 40 personaggi), tenendo conto delle sue statistiche e del suo stile di gioco, si dovrà anche scegliere una racchetta fra le decine disponibili, tutte corredate da dei Power-Up ben precisi.
In Mario Tennis Fever, difatti, troveremo racchette capaci di scagliare palle di neve capaci di congelare il giocatore avversario, altre in grado di generare pozze di fango che ne rallenteranno i movimenti, altre ancora che lanceranno palle di fuoco capaci di incendiare porzioni della metà campo avversaria… insomma modi per fare male ce ne sono davvero molti.
Ovviamente non stiamo parlando di racchette che, non appena impugnate, scagliano automaticamente cataclismi di stampo apocalittico, quanto più di una serie di “accessori sportivi” che potranno esprimere il loro potenziale non appena la loro barra dell’energia si sarà caricata.
In Mario Tennis Fever, infatti, il focus rimane sempre il tennis e la capacità dei giocatori di essere precisi. Più gli scambi e i servizi, saranno precisi, più energia la vostra racchetta accumulerà, permettendovi poi di far degenerare la partita in un turbinio di palle di fuoco, cactus che corrono a brodo campo e trombe d’aria pronte a deviare la pallina in modi imprevedibili.
Sorprendentemente bilanciato
Se fino a qui vi sembra tutto fin troppo delirante, non preoccupatevi perché Nintendo ha preso alcuni accorgimenti che rendono, per assurdo, Mario Tennis Fever molto più bilanciato e ragionato di quello che ci si potrebbe aspettare.
Innanzitutto i colpi speciali associati alle racchette non sono “imparabili”, anzi possono, e devono, essere respinti per dare via a una serie di scambi che puniranno in maniera ineluttabile chi sbaglierà per primo. Insomma, sono sì un “game changer”, ma allo stesso tempo o li si scaglia nel momento giusto, punendo una disattenzione dell’avversario, o il rischio di trovarsi con il proprio campo in fiamme è molto alta.
Dopodiché, anche per sopperire in parte ai problemi di bilanciamento del precedente capitolo, le racchette di Mario Tennis Fever possono essere associate a qualsiasi giocatore e per quanto ce ne siano alcune che già in seguito alla nostra prova sembrano eccessivamente forti, affiancarle al personaggio sbagliato potrebbe essere controproducente.
Per quanto riguarda il cuore pulsante del gameplay, abbiamo avuto modo di giocare sia uno contro uno, che due contro due, e in entrambi i casi l’aspetto che ha brillato maggiormente è il rinnovato sistema di controllo di Mario Tennis Fever.
Al netto di qualche sporadico episodio di input lag (che ancora dobbiamo capire se attribuire alla nostra incapacità o a qualche leggera instabilità nella connessione con la quale stavamo giocando), Mario Tennis Fever è puro godimento.
Non appena ci si comincia a muovere sulla terra rossa, e a scambiare tiri con gli avversari, la sensazione che trasmette è quella dei migliori arcade tennistici. Fluido, reattivo, facile da apprendere ma dannatamente difficile da padroneggiare visto che è ricolmo di tecniche avanzate capaci di renderlo molto tecnico anche sul versante del gameplay.
Insomma è il classico sportivo “made in Nintendo”. Immediato, divertente, perfetto sia per le serate fra amici che per quei giocatori che amano la competizione più serrata e basata sulle proprie abilità piuttosto che sulla fortuna.
E proprio in virtù dello strizzare l’occhio anche a chi preferirà giocare senza racchette magiche, all’interno delle numerose modalità di gioco è presente anche quella tradizionale, dove quello che conta sono solo le proprie capacità con il personaggio scelto.
Il tennis come non lo avete mai visto
Proprio nella corposa selezione di modalità di gioco però, troviamo quella più assurda di tutte, nella quale ogni partita presenterà delle peculiarità ispirate al proprio campo di gioco.
In questi match, infatti, non ci si potrà affidare alle racchette speciali, perché sarà il campo di gioco a mutare durante la partita, proponendo degli incroci a metà strada fra il tennis e un minigioco di Mario Party.
Nel nostro specifico caso ci siamo trovati a giocare due contro due su un campo ispirato a Super Mario Bros. Wonder, dove a metà partita spuntava un fiore magico che dav il via a una sezione, sempre diversa e sempre casuale, totalmente fuori di testa.
Fra ippopotami rimbalzanti che invadevano il campo e piante piranha ballerine, lo scopo del gioco mutava e per vincere il match non bisognava più fare sette punti, ma ottenere sette semi che potevano essere raccolti, proprio durante quei momenti di follia, toccandoli con la pallina da tennis.
Indubbiamente divertente, originale, caciarone e spassoso se si è in compagnia, ma aspettiamo di provarlo a dovere nella versione finale del gioco per capire se sia solo un divertissement o se riuscirà a rivelarsi un’aggiunta sensata alla, comunque molto corposa, mole di modalità da gioco presente in Mario Tennis Fever.