Ci sono aggiornamenti che aggiungono semplicemente contenuti e poi ci sono aggiornamenti che provano, più o meno apertamente, a capire fin dove può spingersi un gioco che ha già trovato il proprio equilibrio. Frozen Trail, il nuovo aggiornamento di ARC Raiders in arrivo l’8 ottobre, appartiene decisamente alla seconda categoria.
Ho avuto modo di vedere più da vicino ciò che Embark Studios sta preparando e la sensazione, almeno sulla carta, è che lo studio non abbia voluto limitarsi alla classica operazione di manutenzione di un extraction shooter.
Una nuova mappa, nuovi nemici, nuove armi e nuovi gadget sono praticamente il minimo sindacale quando si parla di un aggiornamento di questo tipo. Il punto interessante è che Frozen Trail prova invece a intervenire sulle dinamiche stesse dell’incursione.
E lo fa partendo da un elemento che, già da solo, basta a rendere questa nuova area molto diversa dalle precedenti: il gelo.
La neve non è soltanto un nuovo fondale
La prima cosa che colpisce della nuova ambientazione è ovviamente il colpo d’occhio. Dopo scenari caratterizzati da condizioni climatiche e paesaggi differenti, ARC Raiders si sposta su un altopiano montano completamente innevato, costruito attorno ai resti di un gigantesco Imperatore Caduto.
Ma sarebbe un errore fermarsi alla superficie. Embark sta utilizzando questo nuovo ambiente proprio per introdurre una variabile che in un gioco come ARC Raiders può diventare molto più importante di quanto sembri: il territorio non è più soltanto qualcosa da attraversare, ma qualcosa a cui bisogna reagire.
Durante una partita possono infatti verificarsi i Flash Freeze, vere e proprie tempeste di gelo localizzate che colpiscono zone differenti della mappa. Restano attive per circa tre minuti, dopodiché il fenomeno si interrompe prima di ripresentarsi altrove. Il risultato è una situazione che può cambiare mentre si è già nel bel mezzo di un’incursione.
Ed è esattamente questo il genere di dinamica che mi interessa vedere in un extraction shooter: non l'ennesimo modificatore buttato dentro per fare volume, ma qualcosa che costringa il giocatore a rivedere i propri piani mentre sta già giocando.
La vera novità, però, è nascosta dentro l'Imperatore Caduto. Embark ha definito questa gigantesca macchina ARC come il primo vero dungeon di ARC Raiders. Una definizione che, detta così, potrebbe sembrare quasi fuori posto per un gioco che ha costruito la propria identità sull'estrazione, sul rischio e sulla gestione delle risorse. E invece è probabilmente una delle idee più interessanti viste durante la presentazione.
L'interno dell'Imperatore non sarà infatti una semplice area chiusa piena di nemici. Il percorso manterrà alcuni punti fondamentali, ma la disposizione di determinate sezioni e i collegamenti tra loro potranno riconfigurarsi tra una sessione e l'altra.
È una soluzione che cerca di trovare un equilibrio abbastanza delicato: dare al giocatore la possibilità di imparare la struttura senza trasformarla in un'autostrada conosciuta a memoria dopo tre partite.
Ed è proprio qui che, personalmente, vedo il potenziale maggiore. Un extraction shooter vive della tensione tra conoscenza e imprevedibilità. Più conosci il mondo di gioco, più sei efficace; più sei efficace, però, più rischi di eliminare quella sensazione di pericolo che dovrebbe accompagnare ogni incursione.
Se il dungeon dell'Imperatore riuscirà davvero a mantenere questa tensione, potrebbe diventare uno degli elementi più interessanti di Frozen Trail. Durante la preview, però, l'area non era ancora accessibile, quindi è inevitabile lasciare il giudizio definitivo in sospeso.
Decidere dove far cadere il bottino
C'è poi un'altra meccanica che potrebbe generare situazioni decisamente poco tranquille. L'evento Redirection permette infatti ai Raider di sfruttare il gigantesco Imperatore Caduto per dirottare i payload degli Harvester.
Per farlo bisogna individuare un Emperor Relay, riconoscibile grazie al caratteristico fascio rosso che si proietta verso il cielo. Una volta raggiunto il dispositivo, si può recuperare un Emperor Beacon e portarlo in un'altra zona della mappa. A quel punto cambia tutto: il prossimo payload verrà indirizzato proprio verso quella posizione.
Sembra una cosa relativamente semplice, finché non si considera quello che comporta per gli altri giocatori. Un carico di valore che precipita in un punto preciso significa, inevitabilmente, creare un nuovo hotspot. Prima dell'arrivo del payload c'è inoltre una pericolosa pioggia di detriti, mentre subito dopo bisogna essere abbastanza folli (o abbastanza preparati) da provare a impossessarsi del bottino.
In altre parole, Frozen Trail non si limita a dirci dove andare. In alcuni casi ci permette persino di decidere dove far andare gli altri. E in un gioco fondato sul rischio e sull'interazione tra giocatori, questa è una differenza tutt'altro che marginale.
Se c'è una cosa che ARC Raiders sa fare particolarmente bene, è ricordarti che il momento in cui hai ottenuto tutto quello che volevi è esattamente quello in cui puoi perdere tutto. Frozen Trail sembra voler insistere ulteriormente su questo concetto con la Ballistic Gondola, un nuovo sistema di estrazione che, già sulla carta, promette di creare parecchi momenti di panico.
Non basta trovare il punto di estrazione e aspettare. Bisogna prima recuperare un Gondola Transceiver e utilizzarlo per richiamare il mezzo. Il dettaglio che cambia completamente la situazione è che la gondola non arriverà esattamente nel punto in cui avete effettuato la chiamata: atterrerà generalmente a una distanza compresa tra i 120 e i 150 metri.
Tradotto: avete appena annunciato a tutti che volete estrarre e, subito dopo, dovete anche correre verso il punto in cui arriverà il vostro mezzo. La gondola può trasportare normalmente fino a tre Raider e resta disponibile per circa due minuti, ma il tempo si riduce quando almeno un giocatore sale a bordo. Già questo sarebbe sufficiente per creare qualche situazione interessante.
Embark, però, ha deciso di lasciare spazio anche alla creatività. È infatti possibile provare ad agganciarsi alla gondola con il grappling hook o lo snap hook, oppure addirittura tentare di salirci sopra mentre il mezzo sta partendo. Se riuscite a rimanere attaccati, il gioco vi considera comunque estratti.
Non so ancora quanto questa soluzione sarà utilizzata nella pratica, ma è esattamente il genere di possibilità che preferisco vedere in un gioco del genere: regole abbastanza chiare, ma anche qualche spiraglio per permettere al giocatore di trovare una soluzione che gli sviluppatori probabilmente non avevano immaginato come prima scelta.
Nuovi ARC e nuovi strumenti
Naturalmente Frozen Trail non si limita alle nuove meccaniche. La nuova regione porterà con sé anche nuovi nemici ARC, alcuni legati direttamente alle condizioni ambientali della mappa, oltre a nuove armi amplificate, gadget e strumenti.
Su questo fronte Embark non ha ancora mostrato tutto quello che arriverà con l'aggiornamento, quindi sarebbe prematuro trarre conclusioni. La direzione, però, appare abbastanza chiara: ampliare il numero di possibilità a disposizione del Raider senza trasformare necessariamente ogni nuova aggiunta nell'ennesimo strumento pensato soltanto per fare più danni.
Ed è un aspetto importante. Perché ARC Raiders funziona quando riesce a farci ragionare su come affrontare una situazione, non semplicemente su quale arma utilizzare per risolverla.
Dopo aver visto ciò che Embark sta preparando, la mia impressione è che Frozen Trail rappresenti un passaggio interessante per ARC Raiders. Non necessariamente perché introduca una quantità enorme di contenuti, ma perché prova a mettere mano a una delle caratteristiche fondamentali del gioco: l'imprevedibilità dell'incursione.
La neve e i Flash Freeze modificano il territorio. Il dungeon dell'Imperatore Caduto prova a rendere l'esplorazione meno prevedibile. Redirection può creare nuovi punti di interesse nel corso della partita. La Ballistic Gondola modifica il modo in cui si estrae e, soprattutto, può trasformare gli ultimi secondi di una spedizione in un'altra storia completamente diversa.
È questa, più che la semplice aggiunta di una nuova ambientazione, la direzione che mi incuriosisce maggiormente. Frozen Trail sembra voler provare a rispondere proprio a questa domanda. E, almeno per quello che ho visto finora, qualche buona risposta sembra esserci.
L'8 ottobre potrebbe quindi rappresentare un momento importante per capire se Embark è riuscita non soltanto ad aggiungere un'altra porzione di ARC Raiders, ma a rendere il suo mondo ancora un po' meno prevedibile.