Aggelos Recensione – Il passato invade Nintendo Switch

Se Wonder Boy avesse un figlio da una metroidvania...

Recensione
A cura di DottorKillex - 20 Maggio 2019 - 11:04

L’ondata retronostalgica di giochi a piattaforme sulla falsariga dei mai troppo lodati episodi di Wonder Boy usciti su Sega Master System e console a 16 bit non sembra accennare a placarsi: è di pochi giorni fa l’annuncio dell’arrivo in Europa della versione remix del titolo originale, ed eccoci qui a recensire la versione Switch di Aggelos. Action platform indie rigorosamente in due dimensioni pubblicato per la prima volta su PC l’estate scorsa dai ragazzi di LookAtMyGame, arriva in esclusiva console sulla piattaforma ibrida Nintendo, sempre più a suo agio con questa tipologia di prodotti. Vediamo insieme se vale i quattordici euro scarsi richiesti per il download.
Aggelos Recensione

Salva il mondo

Che il team di sviluppo non si sia sforzato troppo per dotare la sua creatura di un comparto narrativo degno di questo nome, rendendo, nel contempo, omaggio alle trame semplici e stereotipate dei giochi a piattaforme degli anni ’80 e ’90, appare evidente sin dall’incipit, in cui il nostro eroe si vedrà richiesto a corte nientemeno che dal Re in persona, tale Gentel. Padre della principessa Lys, nonché amato sovrano del regno di Lumen, Gentel farà appello al braccio forte e alla voglia di avventura del nostro eroe silenzioso, del quale, in principio, non conosciamo nemmeno il nome, per liberare il mondo da una atroce minaccia. Essa prende le fattezze di Valion, un poco di buono che starebbe tentando di aprire un varco tra il mondo delle tenebre e quello della luce, mescolando piani differenti con effetti catastrofici sul tessuto della realtà e, nemmeno a dirlo, sulle lande verdeggianti di Lumen.
Inutile sottolineare come il nostro alter ego non abbia bisogno di farselo ripetere due volte, e parta così per un lungo viaggio per assicurarsi che il male sia sconfitto per sempre. Come per altri aspetti della produzione, siamo sempre a cavallo della sottile linea che divide la pigrizia dall’omaggio ai grandi classici del passato, e se, da un lato, questo tipo di produzioni non hanno mai avuto bisogno di chissà quale spessore narrativo per distinguersi dalla massa, dall’altro ci siamo trovati ad apprezzare non poco la scrittura di giochi come Owlboy, Hollow Knight e Celeste, giusto per citarne alcuni. Prodotti come quelli succitati hanno dimostrato come personaggi ben scritti e dialoghi non banali contribuiscano ad ispessire anche prodotti relativamente brevi e storicamente poco inclini a raccontare storie profonde, e, sotto questo punto di vista, Aggelos è difficile da promuovere, come anche da bocciare totalmente.

Metroidboy

Il gameplay si configura come una via di mezzo tra un metroidvania qualsiasi, con una mappa non immediatamente disponibile che si apre man mano che il giocatore entra in possesso di nuovi poteri, e il combattimento misto a sezioni a piattaforme tipico dei giochi della serie Wonder Boy, resi celebri anche per i più giovani dal recente remake dei ragazzi di Lizardcube. Ecco che, allora, il nostro si divide tra fasi di gioco in cui far fuori i nemici con la fidata spada e dungeon più specifici, al cui interno sono racchiusi boss che, una volta sconfitti, conferiscono all’eroe un potere elementale dei quattro totali, necessari a sconfiggere Valion durante il crescendo finale. Il primo potere sbloccabile, giusto per rendere un’idea dell’impatto di questi sulle meccaniche di gioco, è rappresentato da un attacco a distanza, che oltre a danneggiare i nemici, li trasforma, alla morte, in piattaforme calpestabili, così da garantire il raggiungimento di zone altrimenti inarrivabili e favorire ulteriormente l’esplorazione, che rappresenta uno dei cardini della produzione. Ognuno dei quattro poteri porterà nuove funzionalità ed espanderà il set di mosse dell’eroe, consentendogli di visitare zone della mappa fin lì off-limits e di aumentare considerevolmente la mole di danni inflitti ai nemici, tanto che rivisitare le prime aree con tutti i poteri sembrerà una passeggiata di salute.
Proprio sulla difficoltà ci teniamo a spendere due parole, visto che essa è presente sia nei “pro” sia nei “contro” del gioco, a fondo pagina: Aggelos è un prodotto mediamente più difficile degli action platform sul mercato odierno, e troviamo che questo sia un pregio, ma spesso, per mantenere certi standard di difficoltà, il team di sviluppo ha fatto ricorso ad espedienti poco eleganti, come nemici che appaiono all’improvviso o situazioni in cui solo con l’esperienza è possibile evitare la morte. Il trial and error è in qualche modo alleviato dalla generosa distribuzione dei checkpoint e dal fatto che in caso di morte si mantiene tutto ciò che si era ottenuto al momento della dipartita, perdendo solo per strada qualche punto esperienza, ma è nondimeno antipatico morire senza possibilità di evitarlo alla prima volta per una precisa scelta di game design.
In particolare, gli ultimi due dungeon risultano considerevolmente più impegnativi non solo dei primi due ma anche dei nemici generici presenti sulla mappa, e alcuni passaggi potrebbero sfociare nella frustrazione per i giocatori meno pazienti.

Genericamente carino

Volendo fare un paragone estetico, Aggelos vestirebbe i panni del classico ragazzo belloccio, con lineamenti regolari, ma che non riscuote particolare successo con l’altro sesso nonostante tutto: il suo problema, a nostro avviso, è che su Switch ci sono tanto ragazzi meno belli ma decisamente più affascinanti (Steamworld Dig 2, Bloodstained Curse of The Moon, giusto per citarne un paio) quanto altri diverse spanne sopra, come Owlboy e lo stesso remake di Wonder Boy. Questo perchè, pur in assenza di grossi difetti visivi o di problematiche significative a livello di performance (tanto in modalità portatile quanto su TV), il prodotto LookAtMyGame manca di mordente e di carisma, risultando come una copia carbone abbastanza generica di tanti dei titoli usciti su Super Nintendo, Master System o Sega MegaDrive. Omaggiare un passato glorioso per il genere e, più in generale, per l’industria videoludica tutta è un conto, ma scimmiottare musiche, animazioni e bestiario nemico senza caratterizzare in alcun modo la propria creazione è un altro.
Nondimeno, la colonna sonora in chiptune si lascia ascoltare, e risveglierà ricordi sopiti tra coloro i quali hanno sorpassato i trent’anni, e, soprattutto giocando in modalità portatile, la ricca palette di colori e la buona varietà di ambientazioni addolciranno la prepotente sensazione di deja-vu. Nulla da eccepire, invece, per quanto concerne la quantità di contenuti, soprattutto in rapporto al modesto prezzo di lancio: noi abbiamo impiegato poco più di sei ore per raggiungere il boss finale, ma non ci siamo potuti prendere il tempo di esplorare ogni anfratto della mappa alla ricerca di tesori e collezionabili. Chi volesse farlo, potrebbe estendere la durata della propria esperienza di almeno un altro paio di orette, portando Aggelos in linea con le altre produzioni del genere viste sulla console di mamma Nintendo.

+ Impegnativo
+ Colonna sonora gradevole
+ Omaggia una serie di titoli indimenticabili
- Originalità latente
- Difficoltà non sempre bilanciata
- Meccaniche ruolistiche assai poco approfondite

7.0

Non c’è nulla di particolarmente sbagliato in Aggelos, e ci teniamo a sottolinearlo ancora una volta, perchè l’action platform di LootAtMyGame vale i soldi che costa e può donare qualche ora all’insegna dei ricordi a tutti gli appassionati del genere, cresciuti a pane e Wonder Boy.Nel contempo, però, parliamo di un prodotto abbastanza generico, che non svetta in alcun comparto, e sembra voler salire sul treno della nostalgia per approfittare del momento di ritrovata popolarità di questa tipologia di giochi.Potreste dargli una possibilità, insomma, ma solo a patto di aver già portato a termine tutti i titoli similari (e migliori…) del catalogo Switch, dal remake di Wonder Boy a Steamworld Dig 2, passando per Owlboy e The Messenger.




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