Age of Empires II: Definitive Edition – Recensione

In attesa del quarto capitolo, Age of Empires II: Definitive Edition riporta in vita uno dei migliori RTS di sempre con una versione moderna e migliorata

Recensione
A cura di Daniele Spelta - 13 Novembre 2019 - 10:35

Non sopporto quelle pagine social “Operazione nostalgia”. Rievocano un passato che semplicemente non c’è mai stato, filtrando la realtà attraverso il pregiudizio su un presente reo – a loro dire – di essersi allontanato dall’età dell’oro. Vale un po’ per tutto, sport, film, fumetti e ovviamente videogiochi. A vent’anni di distanza dalla pubblicazione originaria, Age of Empires II: Definitive Edition rifugge dalla mera riproposizione del sé stesso che fu, opzione scartata a priori anche perché già percorsa dalla prima trasposizione in HD, risalente al 2013 ad opera degli allora semi-sconosciuti Forgotten Empires. Quello che era poco più che una community di modder e appassionanti è ora diventato uno studio vero e proprio, capace di mantener viva l’attenzione sullo strategico di casa Microsoft grazie ad espansioni inedite, come The African Kingdoms e Rise of the Rajas, il tutto in attesa del tanto sospirato Age of Empires 4, affidato però a Relic Entertainment.

Tutto quello che Age of Empires II ha da offrire

La parabola del team trova il suo compimento con lo sviluppo del nuovo Age of Empires II: Definitive Edition, edizione definitiva di nome e di fatto. Questa incarnazione è infatti la summa massima di tutto ciò che è stato creato per il brand in questi due decenni, un’esplosione di contenuti per la quale è stato eseguito un rifacimento degli iconici menù, incapaci di contenere al loro interno tutte le battaglie, le campagne, le fazioni e le modalità di gioco presenti.

Age of Empires II: Definitive Edition – Recensione

I numeri sono abbastanza impressionanti e non nascondono la loro volontà di tenere incollati per ore e ore gli strateghi da mouse e tastiera. Sono infatti incluse tutte le fazioni presenti nel gioco originale e quelle nate a seguito dei vari DLC più o meno ufficiali, a cui si aggiungono per l’occasione quattro civiltà nuove di zecca: Bulgari, Cumani, Lituani e Tatari. Non lasciatevi comunque ingannare dalla cifra, Age of Empires II è un RTS molto simmetrico e, nonostante qualche leggera differenza in termini di tecnologie, unità a disposizione e caratteristiche estetiche, tutte le potenze finiscono con l’assomigliarsi un po’ troppo.

Un discorso simile può essere fatto anche per le campagne. A causa dell’abbondanza sono state suddivise fra il continente americano, africano, asiatico ed europeo e ripercorrono i passi di alcune delle più celebri figure storiche, riportando alla luce di nuovo le gesta di Giovanna d’Arco, di El Cid Campeador, di Montezuma e gettando per la prima volta lo sguardo su Tamerlano, Ivailo di bulgaria e il cumano Kotyan Khan. Per tutti gli appassionati di storia, stiamo parlando di veri e propri “monumenti umani”, a cui purtroppo le campagne rendono merito in minima parte. Le vicende, come da tradizione, sono raccontate tramite una manciata di immagine statiche e il gameplay non ha alcun valore diegetico e, nonostante qualche piccolo rimaneggiamento, gli obiettivi restano sempre piuttosto insipidi e figli del loro tempo, ad esempio il raggiungimento di un punto predeterminato o la distruzione di castelli o meraviglie.

Age of Empires II: Definitive Edition – Recensione

Accanto alle campagne c’è spazio per le battaglie storiche e per le immancabili battaglie casuali, dove impostare il numero di giocatori, la difficoltà, la quantità di risorse e tutti gli altri parametri personalizzabili. Fra le novità spicca la new entry chiamata The Art of War e consistente in una serie di sfide pensate per avvicinare il giocatore agli schemi di gioco in modo più approfondito rispetto al celeberrimo tutorial dedicato a William Wallace.

Come se non bastasse quanto già offerto in termini di contenuti, il pacchetto viene completato dall’editor, strumento con il quale creare scenari inediti e ulteriori intere campagne. Per chi fosse interessato infine al multiplayer, anche il comparto online è stato rivisto e integrato con la modalità spettatore, utile per seguire i match e apprendere da vicino tutti i segreti del gioco.

Age of Empires II: Definitive Edition – Recensione

Un gameplay solido ma con piccoli e necessari interventi

Ad un primo sguardo Age of Empires II: Definitive Edition è lo stesso gioco di venti anni fa, un’evoluzione del suo precedessore ancorato attorno alle solide radici di un RTS fatto di raccolta risorse, costruzione, reclutamento, progresso e guerra. Queste semplici meccaniche erano però figlie di altri tempi, rallentate da un loop infinito di click che sarebbe insostenibile al giorno d’oggi. Per fortuna, Age of Empires II: Definitive Edition è anche qualcosa di diverso, un titolo decisamente più contemporaneo e figlio di un’evoluzione videoludica che ha modificato il design degli strategici in tempo reale, andando a limare la sempre fastidiosa microgestione.

Age of Empires II: Definitive Edition – Recensione

Molte delle operazioni più fastidiose sono state snellite grazie all’aggiunta di automatismi, come nel caso le fattorie o per le code delle unità e delle tecnologie. L’azione è resa più fluida da un sistema di comandi in grado di gestire le catene di comandi, eliminando ad esempio la fastidiosa necessità di guidare passo dopo passo la propria cavalleria leggera durante l’esplorazione della mappa. Inoltre, i poveri contadini non vengono più sacrificati per errore in combattimento, dato che la selezione multipla delle unità coinvolge solo le truppe militari, ma esclude di default quelle civili.

Questi necessari ritocchi donano un nuovo passo alla componente gestionale, ma è nella guerra che Age of Empires II: Definitive Edition fa emergere tutti i segni dell’età. Il pathfinding resta ancora un problema, in particolar modo se si sta guidando un esercito numeroso e composto da unità di vario tipo. Nella costante ricerca del nemico a loro più vicino, fanti, cavalieri e truppe da lancio spesso finiscono con il pestarsi i piedi e, anche utilizzando le comode formazioni, è davvero difficile capire quale sia il bersaglio dei colpi. Le battaglie si risolvono quindi in gran zuffe che hanno ben poco di tattico, sia a causa della confusione sia a causa di un sistema carta, sasso e forbici ormai obsoleto. Dispiace vedere queste tipologie di problematiche, soprattutto al cospetto di una AI migliorata e visibilmente più intelligente anche ai livelli di difficoltà standard.

Age of Empires II: Definitive Edition – Recensione

Sotto vesti nuove

Senza rinnegare il suo passato, Age of Empires II: Definitive Edition strizza l’occhio alle nuove generazioni grazie ad un sistema di gioco più snello e ad un lavoro di restauro tecnico eccellente che non si ferma alla sola grafica, ma che coinvolge anche un doppiaggio nuovo di zecca e una colonna sonora rimasterizzata.

Sotto l’aspetto prettamente visivo, pur non potendo urlare al miracolo, ci troviamo davanti ad un titolo piacevole da ammirare, con tanto di nuove animazioni e impreziosito da un pacchetto texture pensato per le risoluzioni in 4K.

+ Ottimo il restauro a livello grafico
+ Microgestione meno invasiva
+ Tutto quello che Age of Empires II ha da offrire
+ L'AI agisce in modo più intelligente e stimolante
- Il momento della battaglia resta sempre molto confuso
- Pathfinding ben lontano dall'ottimale
- Tante campagne, ma con poca personalità

7.8

Age of Empires II: Definitive Edition prepara la strada al prossimo – per ora avvolto nella nebbia – quarto capitolo. Per fortuna il tempo non viene ingannato con una pigra operazione nostalgia, ma da un titolo che presenta parecchie migliorie rispetto all’originale, sia per la componente tecnica sia in termini di gameplay. Gli sforzi di Forgotten Empires hanno tolto parecchia ruggine dalle meccaniche di gioco e solo in pochi attimi ci si ritrova fra le mani lo stesso RTS che giocavamo sul Pentium II.




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