Ace Combat 7: Skies Unknown Recensione

By |18/01/2019|Categories: In Evidenza, Recensione, Video Recensioni|Tags: , |

Il videogame, nella sua essenza di media d’intrattenimento, consente di staccare dalla quotidianità, talvolta dai pensieri snervanti. Guidata da un pilota responsabile, l’opera videoludica permette di lasciare momentaneamente a terra qualche problema e di volare, con maggior spensieratezza, in un cielo di relax. Ma di quale colore?

 “Quando chiudo gli occhi, il cielo nei miei sogni è di un profondo e scuro blu” è la risposta di Avril Mead, uno dei personaggi principali di Ace Combat 7: Skies Unknown, ovvero l’oggetto di questa nostra analisi.

Dopo anni di attesa, Project Aces e Bandai Namco hanno fatto decollare il diciassettesimo episodio (complessivo) di una serie nata nel lontano 1995 sui cabinati da sala e sulla prima PlayStation.

Giunto in Europa con il nome di Air Combat, il simul-arcade di volo ha sfoggiato capitoli di qualità altalenante, andando incontro a qualche turbolenza, beccheggiando tra home-console, piattaforme portatili, dispositivi mobile e, in ultimo, free-to-play. È anche grazie al discreto successo dell’esclusiva gratuita per PlayStation 3, Ace Combat Infinity, che il team di sviluppo ha deciso di volare ancora più in alto, con un progetto ambizioso che giunge nelle nostre case a quasi cinque anni di distanza dall’ultima incarnazione del franchise.

Ed ecco che, nel 2015, in occasione del 20° anniversario della serie, la software house pubblica un’enigmatica frase: “Aces Even” poi rivelatasi “Ace Seven”, alias Ace Combat 7: Skies Unknown.

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Forte del passaggio al motore grafico Unreal Engine 4, del supporto alla Realtà Virtuale Aumentata, di nuove tecnologie che gestiscono il meteo variabile e il rendering delle ambientazioni e collocandosi nel mondo già “sede” di altri episodi, riuscirà Ace Combat 7 a spiccare il volo nel cuore dei giocatori?

Vi anticipiamo che, con il settimo capitolo, Project Aces ha tentato di rimodernare il brand, puntando su alcuni elementi di gameplay e di story-telling che negli ultimi episodi erano apparsi decisamente più deboli. Sarà stato sufficiente per mandarci al SETTIMO CIELO?

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W-air Has Changed

Skies Unknown, oltre a voler divertire pad alla mano, punta forte sulla narrativa, grazie ad una corposa campagna in single-player suddivisa in 20 missioni. Il team di Bandai Namco ha affidato lo story-telling a Sunao Katabuchi, scrittore che, in passato, aveva già lavorato sulle trame maggiormente apprezzate della saga.

La sensazione di avere a che fare con un racconto più elaborato e maturo si avverte fin dalle prime battute, dal filmato di apertura della modalità storia.

Le vicende si svolgono in una realtà alternativa, nel corrispondente del nostro mondo, chiamato Strangereal: l’impatto nel “continente asiatico” dell’asteroide Ulysses 1994XF04, nel 1999, ha causato la perdita di oltre mezzo milione di vite umane e tantissime persone sono rimaste sfollate, costrette a vivere come rifugiati. Da un punto di vista politico, le nazioni hanno dovuto sopperire e rimediare a un danno economico importante: l’evento divenne, infatti, il catalizzatore di una serie di crisi e conflitti militari durati circa vent’anni.

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Il clima belligerante si placò anche grazie agli accordi per la costruzione dell’International Space Elevator (o “Faro”) capace di accumulare un’immensa quantità di energia solare per ridistribuirla tra i vari paesi. È, però, proprio questa struttura il fulcro del conflitto che sorge in Ace Combat 7: la simil “Guerra Fredda” tra l’Erusea e l’Osea si trasforma in conflitto vero e proprio nel 2019 quando, terminata la costruzione del rivoluzionario ascensore spaziale, le forze dell’Erusea se ne appropriano attraverso una mirata operazione militare, servendosi di velivoli guidati dall’intelligenza artificiale (IA).

Proprio per questo motivo abbiamo esordito rielaborando una citazione di Metal Gear Solid 4: perché War Has Changed, la Guerra è Cambiata, anche nei conflitti aerei, sempre più “automatizzati”.

Volendovi salvaguardare da inutili spoiler, vi diciamo solamente che attorno a questi temi ruotano le vicende dei vari comprimari: Trigger, Mihaly A. Shilage, Rosa Cossette D’Elise (Principessa di Erusea), Dr Schroeder e la carismatica Avril Mead che vi abbiamo già citato nell’introduzione. Le loro storie, inizialmente appaiono separate ma il buon lavoro di sceneggiatura le intreccia gradualmente in un “volo in formazione” capace di regalare momenti emozionanti e alcuni colpi di scena.

In merito alla longevità, il discorso è soggettivo. La campagna ha una durata media di circa 10 ore: non è eccessivamente corposa ma, anche a livello normale, le missioni più impegnative richiedono più di un tentativo per essere completate, dilatando il tempo necessario per giungere ai titoli di coda.

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Accessibile, non semplicissimo, ma sempre arcad-ivertente

Sul lato prettamente ludico Ace Combat 7 continua a mantenere le proprie caratteristiche da simul-arcade con, però, alcune modifiche che vertono maggiormente sulla simulazione, nelle quali possiamo anche intravedere un intelligente ritorno al passato. Il sistema di volo è più vicino, per intenderci, a quello dei capitoli per PlayStation 2, Ace Combat 5 e Ace Combat Zero.

Oltre ai tre differenti livelli di difficoltà, il pilota virtuale può (dal menu iniziale o da quello in-game) scegliere se godersi il gioco con i comandi semplificati (standard) o cimentarsi in beccheggi e virate attraverso gli stick-analogici e i dorsali (esperto). Abbiamo testato entrambe le configurazioni e consigliamo vivamente la seconda opzione: la maggior libertà di movimento offerta permette di instaurare un maggior feeling con il velivolo e di compiere manovre più credibili, nonché visivamente spettacolari.

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Una piccola curiosità: durante le fasi di caricamento, il gioco suggerisce le evoluzioni che gli aviatori compiono nella realtà e possono riproporre nella controparte virtuale.

I grilletti, invece, gestiscono accelerazione e frenata mentre i frontali controllano la mitragliatrice (X), il lancio dei missili (cerchio), la selezione dell’arma equipaggiata (quadrato) e il lock-on del bersaglio (triangolo). Attraverso il touch-pad si regola la dimensione del radar presente nell’interfaccia e, infine, il cambio dell’inquadratura (esterno/on-board) può essere effettuato con la pressione di R3. Tale mappatura dei comandi, grazie anche all’animo arcade del prodotto, non richiede particolari predisposizioni iniziali o skill del giocatore, anzi, risulta piuttosto accessibile.

Il punto debole del sistema di gioco rimane la gestione del puntamento degli obbiettivi: con un solo tasto dedicato all’aggancio, spesso e volentieri si fa confusione nel selezionare quello più utile in quel preciso momento, perdendo, inevitabilmente, l’attimo ideale per sfoggiare la propria “potenza missilistica”. In merito al suddetto “ritorno al passato”, questo passa anche attraverso l’eliminazione dell’auto-lock e dei Quick Time Event, meccaniche inserite negli ultimi episodi della serie e non particolarmente apprezzate dall’utenza.

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La novità più interessante è, però, quella legata al meteo dinamico e alla sua influenza sul gameplay. Partendo dal presupposto che parliamo di meccaniche distanti da quelle reali (…e per fortuna -NdR-), le condizioni atmosferiche giocano un ruolo fondamentale nello svolgimento delle missioni. La tecnologia TrueSky non è un mero sfoggio estetico: nuvole di pioggia e ghiaccio o nebbia e tempeste possono rivelarsi alleato o nemico del giocatore. Giusto per fare qualche esempio, immergersi in una nube gelata può raffreddare eccessivamente il velivolo e mandarlo in stallo ma anche consentire all’aviatore virtuale di eludere i radar avversari e di procedere con un prudente (e in determinate missioni utilissimo) atteggiamento stealth; o, ancora, un fulmine può temporaneamente mandare in tilt l’elettronica causando interferenze nei terminali.

Il tutto è proposto mantenendo comunque quello spirito arcade: AC7 non richiede di essere un generale dell’aeronautica ma permette di sentirsi un Pete “Maverick” Mitchell di Top-Gun.

Per quanto riguarda i contenuti, parliamo di 30 aerei (a cui si aggiungono quelli delle Edizioni Speciali e del Season-Pass) suddivisi nelle categorie Caccia, Multiruolo e Aereo d’Attacco: i primi, più rapidi, sono quelli più adatti al combattimento Aria-Aria, gli Aerei d’Attacco sono consigliati nelle missioni che includono conflitti Aria-Terra mentre, come dice il nome stesso, i Multiruolo non eccellono in nessuna delle due situazioni ma sono i più versatili e utili nei combattimenti “misti”.

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Non tutti, però, sono disponibili dalle fasi iniziali ma possono essere sbloccati gradualmente tramite l’Aircraft Tree: ad ogni missione (nelle modalità storia e multiplayer), in base al valore dimostrato, si ottengono PRM (Military Result Points), valuta in-game che permette di acquistare non solo aerei ma anche armi speciali o elementi di potenziamento. Questi consentono di incrementare statistiche quali furtività, manovrabilità, potenza di fuoco etc., di accedere a perk come, ad esempio, la rigenerazione della salute, e di modifiche puramente estetiche (considerando le sezioni Fusoliera, Armi e Varie, segnaliamo più di 100 miglioramenti, 120 emblemi e 190 soprannomi).

L’offerta ludica include anche due modalità multiplayer che possono ospitare fino a 8 giocatori.

Battle Royal è un “tutti contro tutti” in cui vince il pilota con il maggior numero di punti allo scadere del tempo a disposizione.

In Deathmatch le regole sono quelle canoniche: due squadre si contendono la vittoria a suon di missili e mitragliate, con un limite di tempo o di abbattimenti.

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 VVR, realtà virtuale in volo

Una leggenda narra che il director della serie Ace Combat, Kazutoki Kono, abbia pensato ad un capitolo in realtà virtuale aumentata fin dall’annuncio del PlayStation VR (in realtà sono state vere e proprie dichiarazioni ma volevamo abbondare con il misticismo -NdR-). Sogno concretizzato proprio con Ace Combat 7 che, in esclusiva su PlayStation 4, include una modalità interamente giocabile con il visore di Sony.

L’offerta comprende, infatti, una “mini-campagna” ambientata cinque anni prima degli eventi di quella principale e permette di vestire, in una “full-immersion” i panni dell’iconico Mobius 1 che i fan ricorderanno in altre apparizioni, in particolare come boss finale in Ace Combat Zero nella missione speciale “The Gauntlet“.

Non vogliamo girarci troppo intorno, l’esperienza, realizzata in modo ottimale, trasmette sensazioni spettacolari e, contro ogni previsione, il motion-sickness è minimo. Nonostante l’incongruenza tra le movenze sul DualShock e la cloche, l’immersione è totale: decollare e fendere l’aria potendosi guardare attorno a 360° e tenendo sotto controllo la cabina di pilotaggio è incredibile.

È inoltre presente una modalità “spettatore”, chiamata AirShow, grazie alla quale dal ponte di una portaerei si può dirigere, e godersi, lo spettacolo delle evoluzioni dei jet, tra voli in formazione e manovre mortali.

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La spinta del post-bruciatore Unreal Engine 4

Sul lato tecnico, ci sembra superfluo dire che il passaggio all’Unreal Engine 4 ha permesso a Skies Unknown di raggiungere un livello di realismo mai sfiorato dalla serie. È altrettanto vero, però, che un valido motore non è sinonimo di qualità: perché lo sia, è necessario saperlo utilizzare e sfruttare al meglio e, al netto di qualche piccola sbavatura, i ragazzi di Project Aces sono riusciti nell’impresa. Grazie all’acquisizione delle licenze TrueSky, per le meccaniche legate alle condizioni atmosferiche, e SpeedTree, per il rendering della vegetazione, le ambientazioni sono affascinanti e credibili. Rimane però un più che evidente stacco qualitativo tra gli ottimi modelli dei velivoli o la realizzazione del cielo, e ciò che si vede quando si vola a bassa quota, soprattutto in determinate mappe più “povere” di altre. Parlando di prestazioni, il frame-rate “sbloccato” soffre di cali, specialmente nelle situazioni più concitate, che non minano particolarmente l’esperienza di gioco ma sono talvolta evidenti. Niente da eccepire in merito al comparto sonoro: doppiaggio, effettistica e soundtrack sono l’evidente testimonianza di un lavoro fatto con cura, competenza e dedizione.

+ Campagna singleplayer intrigante, forte di una buona sceneggiatura.
+ Gameplay accessibile, divertente, adrenalinico.
+ Evidenti progressi estetici e tecnici rispetto ai capitoli del passato.
+ In Realtà Virtuale è un’esperienza incredibile.
- Alcune missioni sono eccessivamente ripetitive.
- Rimangono i “fastidi” legati al lock-on dei bersagli.
- Difficoltà nel seguire i sottotitoli dei dialoghi mentre si è in volo.
- Il frame-rate è piuttosto ballerino.

8.2

Ace Combat 7 è la giusta virata di cui aveva bisogno la storica serie simul-arcade di Bandai Namco. Project Aces ha indovinato, o meglio studiato, ogni manovra necessaria per volare nuovamente ad alta quota. Il ritorno su alcuni setting del passato (di cui si sentiva la mancanza), il passaggio all’Unreal Engine 4, le nuove tecnologie TrueSky e SpeedTree, la modalità VR e una campagna singleplayer ben strutturata sono un ottimo carburante per il post-bruciatore dell’opera. Siete appassionati di aviazione e volete solcare i cieli con maggior relax e adrenalina rispetto a quanto offerto da qualsiasi “vero” simulatore di volo? Bene, ingaggiate Skies Unknown: è il bersaglio che fa al caso vostro.

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