A Knight’s Quest, un’avventura come tante – Recensione

A Knight's Quest si ispira a The Legend of Zelda senza tuttavia riuscire minimamente ad avvicinarsi alla sua grandezza. Scopriamo perché nella nostra recensione.

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A cura di Domenico Musicò - 10 Ottobre 2019 - 14:34

Quando Sky 9 Games ha deciso di avere come punto di riferimento The Legend of Zelda per sviluppare il proprio gioco, ha automaticamente scelto di puntare davvero molto in alto. Accostarsi alla serie Nintendo è sempre stato difficile, e i numerosi emuli che in qualche modo hanno tentato di raggiungere lo stesso tenore qualitativo hanno sempre fallito. A Knight’s Quest parte da una base differente, poiché è un titolo creato da un nuovo studio di sviluppo indipendente che non potrebbe in ogni caso mirare all’olimpo; tuttavia fa ugualmente un tentativo, scontrandosi con gli standard di un mercato che non perdona niente e nessuno.

Bon Voyage, Dear Knight

Di A Knight’s Quest si può certamente dire che è un action adventure piuttosto semplice, nella sua concezione, capace però di offrire un mondo di gioco su larga scala e con spazi sterminati. Spesso, però, gli spazi in questione sono piuttosto desolati, e al di là di qualche sparuta apparizione nemica, dei puzzle ambientali in cui incapperete e delle stradine punteggiate da colonne e lembi di terra che danno vita ad alcune sezioni platform piuttosto banalotte, c’è davvero poco altro che possa catturare l’occhio.

Il protagonista di A Knight’s Quest è Rusty, un avventuriero dal cuore gentile che inavvertitamente dà il via a una catena di eventi che distruggeranno il mondo il cui vive. Dal rocambolesco prologo in poi, Rusty entrerà in contatto con alcuni comprimari – per la verità tutti scarsamente caratterizzati – e scoprirà così di poter essere in grado di acquisire i cosiddetti “Poteri degli Spiriti” dopo averli liberati dai signori che li detengono. Il prosieguo di A Knight’s Quest, per tutto l’arco dell’avventura è scandito da momenti sin troppi normali e prevedibili, senza guizzi, con dialoghi triviali e di poco conto, con nessun personaggio che riuscirà ad entrarvi davvero nel cuore. D’altra parte, la modellazione poligonale è sin troppo anonima e sembra ricalcare i vecchi avatar Xbox monoespressivi, che per un gioco del genere risultano essere davvero inadatti e generici, privi di quella capacità di spiccare per carattere e bellezza estetica.

A Knight’s Quest, un’avventura come tante – Recensione

A Knight’s Quest, nel suo voler essere uno zelda-like, se ne avvicina in realtà appena, con la timidezza di chi preferisce giocare facile e non rischiare nulla. Ecco dunque che la struttura dell’avventura si rivela assai banale e semplificata, con un mondo di gioco che vi offre qualche bivio e diverse strade non percorribili sin da subito, poiché sbloccabili solo dopo aver acquisito le giuste abilità. Le abilità in questione sono legate ai poteri degli spiriti, come quella del vento, del fuoco, del ghiaccio e della manipolazione temporale. Rusty dovrà dunque usare al meglio i poteri in questione per riuscire sia a superare incolume i pericoli che gli si pareranno innanzi, sia per risolvere alcuni enigmi ambientali legati proprio agli elementi associati ai poteri. Alcuni di essi sono buoni e discretamente congegnati, mentre altri sono molto immediati e scontati.

Piccoli Cavalieri in Erba

A Knight’s Quest è palesemente un titolo studiato per essere rivolto a un pubblico di giovanissimi, sia per il modo in cui si presenta, sia per le atmosfere e per i contenuti che propone. Considerando inoltre come uno dei punti chiave del gioco siano dichiaratamente i combattimenti, si potrebbe in qualche modo giustificare la blanda difficoltà di A Knight’s Quest solo se il target di riferimento è davvero composto da soli bambini, e neanche così si spiegherebbero delle gravi défaillance. La resistenza opposta dai nemici è tutto fuorché strenua, e stupisce come basti attaccare a testa bassa e senza sosta per avere la meglio in quasi tutte le battaglie, ad eccezione solo delle boss fight. E questo è un controsenso, perché il protagonista può in realtà saltare, schivare tramite una rotolata, parare e anche eseguire il parry. Alla luce di questo combat system che non manca delle sue componenti basilari, non si può far altro che puntare il dito contro una cattiva gestione degli scontri, realizzati in maniera davvero sin troppo approssimativa e senza prendere in considerazione tutte le variabili del caso.

A Knight’s Quest, un’avventura come tante – Recensione

Al di là di ciò, A Knight’s Quest ha un buon sistema di progressione lungo la mappa di gioco, benché tutto appaia provenire direttamente da un paio di generazioni fa. La densità del mondo proposto è poco degna di nota, e quando vi capiterà di incappare in alcune missioni secondarie, avrete sempre a che fare con delle fetch quest senza brio che servono solo per allungare il tempo di gioco. Tempo che è piuttosto variabile e non semplice da quantificare, ma per completare A Knight’s Quest non scenderete al di sotto delle dodici ore, al netto di alcune lungaggini dovute alla lentezza con cui ci si sposta e al backtracking obbligato.

Tecnicamente A Knight’s Quest, come già lasciato intuire, non brilla particolarmente. Gli sviluppatori, nel tentativo di dare al gioco un’aria semplice e accattivante, hanno finito col rendere tutto il mondo di gioco – e i personaggi ivi compresi – un agglomerato di elementi senza arte né parte, dando l’idea che A Knight’s Quest sia un insieme di parti pescate qua e là dai giochi di genere più in vista. Si segnalano anche dei bug e dei glitch, non gravi ma comunque evidenti, che non fanno che confermare la mediocrità della produzione, la quale denota una forte mancanza di ambizione necessaria in un mercato così spietato e già saturo di titoli che non riescono a spiccare per personalità.

+ Conduzione di gioco in parte simile alla serie The Legend of Zelda
+ Diverse abilità con cui risolvere puzzle ambientali e scoprire nuove aree
- Mancanza di personalità, personaggi senza spessore e mondo di gioco scontato
- Fetch quest e dialoghi di una banalità imbarazzante
- Qualche problema di ritmo

6.6

Oltre a un sistema di combattimento poco convincente e alla qualità media mostrata, A Knight’s Quest dimostra di avere diversi problemi di ritmo e una grande carenza di personalità. Curve Digital e l’esordiente Sky 9 Games non riescono a centrare il bersaglio, anche perché il modello di riferimento è talmente distante da far risuonare ancor più forte il capitombolo. Nonostante ciò, A Knight’s Quest potrebbe essere indicato a chi ha una fame davvero insaziabile delle avventure di Link.




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