The Witcher 3: Wild Hunt

Anteprima
A cura di Hybr1d - 30 Agosto 2013 - 0:00

Colonia – Alla GamesCom abbiamo potuto nuovamente ammirare The Witcher 3: Wild Hunt titanico progetto sviluppato da CD Project Red che fin da subito ha fatto capire le potenzialità delle console next gen. Con un mondo trentacinque volte più ampio di quello del capitolo precedente, un gameplay che stando a quanto riferito dagli sviluppatori supera le cento ore e un livello di dettaglio sorprendente, Wild Hunt aveva catalizzato su di sè tutta l’attenzione allo scorso E3. In terra teutonica abbiamo assistito alla stessa presentazione fatta a Los Angeles, ma in più abbiamo avuto l’opportunità di fare due chiacchiere con Peter Gelencser, senior level designer del titolo, che ha lavorato in prima persona alla costruzione dell’immenso mondo di gioco.

SpazioGames: Quanto sarà persistente il mondo di gioco che avete creato? Durante la presentazione hai detto che ci saranno almeno 100 ore di gamepley in Wild Hunt: come si evolverà il mondo in tutto questo tempo?
Peter Gelencser: Nel mondo ci sono molti posti che si modificheranno in conseguenza alle azioni del giocatore e in alcune occasioni le decisioni dello strigo porteranno a delle modifiche ambientali considerevoli, che potranno coinvolgere personaggi di un certo spessore o interi villaggi. A grandi linee posso dirti che solo il terreno è persistente, ma ogni altra cosa può essere coinvolta negli effetti delle azioni di Geralt. Poi alle modifiche più invasive vanno aggiunte quelle legate al tempo atmosferico, soggetto mutamenti grazie a un realistico sistema di meteo dinamico e tutte le variabili legate agli npc e le loro finanze. Questi hanno delle complesso routine di attività da eseguire inoltre si sposteranno all’interno della regione di appartenenza. Anche le quest secondarie entrano a far parte del discorso.

The Witcher 3: Wild Hunt

SG: A proposito delle quest secondarie, cosa dobbiamo aspettarci da Wild Hunt?
PG: Le side quest non saranno necessariamente ridotte a corollario della campagna principale, ma coinvolgeranno personaggi secondari, gruppi di persone o anche interi villaggi. Con questo capitolo abbiamo voluto uscire dal recinto a cui sono confinate le sidequest, per questo non ci siamo posti limiti di sorta. Alcune riguarderanno eventi limitati, mentre altre potranno avere conseguenza anche su larga scala, ma attualmente non posso dirti di più.

SG: Una delle criticità emerse da The Witcher 2 riguardava lo scarso bilanciamento dei combattimenti in alcune fasi del gioco. Avete fatto tesoro dei feedback della community e come avete lavorato in tal senso?
PG: Abbiamo lavorato molto in questa direzione per offrire un livello di sfida costante durante tutta l’avventura indipendentemente dalle scelte del giocatore su equipaggiamento e poteri di Geralt. Molti fan si erano lamentati che alcuni parti del gioco fossero poco sfidanti e in questi anni abbiamo lavorato duro in tal senso. Da una parte abbiamo reso il tutto più sfidante per i giocatori più esperti, ma dall’altra ci siamo anche impegnati per rendere Wild Hunt pienamente accessibile anche ai neofiti del genere.

The Witcher 3: Wild Hunt

SG: Tra il primo e il secondo capitolo di The Witcher c’è stato un bello stacco, sia a livello tecnico che in termini contenutistici e lo stesso avverrà con Wild Hunt. Questi incredibili risultati vanno di pari passo con la potenza dell’hardware su cui vi trovate a lavorare?
PG: In realtà riguarda molteplici fattori, tutti interconnessi tra di loro. Prima di tutto, un grande merito va al nostro engine che ci ha permesso di fare di Wild Hunt un titolo tecnicamente molto avanzato. L’hardware ci ha indubbiamente permesso di compiere un passo avanti importante, ma non è così determinate: basti confrontare gli ultimi titoli usciti per console con quelli che ne hanno accompagnato l’esordio sul mercato, sono molto diversi tra di loro eppure l’hardware è lo stesso. La cosa fondamentale per noi rimane la volontà di continuare ad espandere l’universo di The Witcher con nuovi contenuti, personaggi e ambientazioni realizzate nel migliore dei modi. Siamo prima di tutto videogiocatori e forse è questo il fattore che ci spinge maggiormente a sperimentare nuove soluzioni e a realizzare di prodotti curati in ogni minimo dettaglio.

SG: Com’è stato il primo impatto con le console di nuova generazione? È stato difficile sviluppare sul nuovo hardware o vista la vostra familiarità con i giochi PC non avete avuto particolari difficoltà?
PG: In realtà non posso dirti molto a questo proposito, perché quando sono entrato in CD Project Red il progetto era già avviato e io mi sono concentrato solamente sul design. Detto questo è comunque sempre una bella cosa avere la possibilità di sviluppare un titolo per delle console di nuova generazione, perché da la possibilità di fare un salto di qualità notevole al proprio lavoro e tentare di realizzare feature che sino a poco tempo prima erano irrealizzabili.

The Witcher 3: Wild Hunt

SG: Perché avete deciso di utilizzare l’open world per The Witcher 3: Wild Hunt?
PG: Perché abbiamo una grande storia da raccontare, una storia che coinvolge un mondo enorme, tante location e moltissimi personaggi. Vogliamo offrire ai giocatori tutto questo nel miglior modo possibile e non c’erano alternative se non l’open world, in cui ognuno può esplorare liberamente quello che abbiamo creato senza porsi dei limiti di sorta. Per noi The Witcher 3 è un titolo in cui la storia ha un significato molto forte, ma non per questo ce n’è una sola. Vogliamo dare ai giocatori la possibilità di crearsi il proprio destino attraverso le scelte che decideranno di compiere e solo un mondo così vasto e complesso poteva darci quello di cui avevamo bisogno. Inoltre è importante per dare una dimensione alle conseguenze delle azioni del protagonista: tornare in un punto dopo aver girato mezzo mondo e scoprire che le cose sono cambiate dopo il nostro ultimo passaggio è un elemento a cui non volevamo rinunciare.

SG: Quindi al multiplayer non ci avete mai pensato?
PG: La nostra priorità è quella di lasciare delle scelte al giocatore che vadano comunque a relazionarsi con quella che è la trama principale e l’universo di The Witcher che abbiamo creato in questi anni con i precedenti capitoli della serie, quindi fin dal principio abbiamo visto tutti e tre i titoli come un’esperienza in solitaria da vivere in single player. Abbiamo creato un ottimo personaggio con Geralt, amato da moltissimi fan, e tutto il resto gira attorno alla sua figura. Con il multiplayer avremmo perso questa dimensione e compromesso la qualità della trama.

The Witcher 3: Wild Hunt

SG: Dopo la presentazione delle nuove console e all’E3 di Los Angeles abbiamo visto che molte software house hanno puntato sull’open world per i titoli next-gen. Cosa ne pensi a riguardo?
PG: Personalmente penso che sia molto positivo perché guardando a cosa fanno gli altri noi stessi abbiamo la possibilità di imparare molto e migliorarci. Come giocatore non posso che essere contento di questa direzione: mi piacciono i giochi lunghi, con una bella storia e una bella caratterizzazione del protagonista e soprattutto mi incuriosiscono i bivi narrativi e la possibilità di effettuare delle scelte che possano influenzare l’esperienza di gioco.

SG: In entrambe le fiere avete stupito tutti, mostrando un prodotto vastissimo, dal livello tecnico impressionante e ricco ambientazioni affascinanti. State scrivendo il futuro dei videogiochi?
PG: Ovviamente :D Tornano seri, il futuro dell’industry è un argomento molto ampio e non penso che qualcuno riuscirà mai a rappresentarlo nella sua interezza. Anche se un gioco è bellissimo e amato da pubblico e critica non potrà mai da solo rappresentare un settore così vasto e pieno di creatività, dove operano molte persone talentuose e dal passato glorioso. Dal canto nostro, noi stiamo creando qualcosa di grande per i nostri fan e speriamo che loro apprezzino il nostro sforzo. Influenzare il lavoro di altri team di sviluppo sarebbe fantastico e rappresenterebbe un importante riconoscimento per i nostri sforzi e il nostro lavoro.


– Tecnicamente ottimo
– Mondo di gioco vastissimo
– Sistema di scelte profondo






Nonostante la presentazione a cui abbiamo partecipato fosse la stessa mostra all’E3, The Witcher 3: Wild Hunt ci ha nuovamente sorpreso, confermandosi come uno dei titoli più interessanti della prossima generazione. Vastissimo mondo di gioco, livello tecnico altissimo e sistema di scelte profondo e articolato sono i punti di forza del prossimo titolo targato CD Project Red. In fiera abbiamo avuto l’opportunità di fare due chiacchiere con il senior level designer del gioco, che ci ha spiegato alcuni interessanti aspetti dietro la lavorazione di questo titanico titolo.




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