Star Wars Battlefront 2, provato il Multiplayer in attesa della Recensione

By |08/11/2017|Categories: ANTEPRIME|Tags: |
Star Wars Battlefront nel lontano 2004 uscì con l’obbligo morale di raccontare una guerra intergalattica non guidata più da Jedi o Sith ma da quei soldati che, pur senza poteri o spade laser, la combatterono in prima persona. Un atteggiamento inedito, che si allontanava dai tentativi precedenti di creare figure alternative, ma comunque eroiche, e ci portava a prendere le parti di un soldato nella sua routine bellica, a prescindere dalle sue posizioni, tra l’invasione di un pianeta e una battaglia spaziale ai bordi della galassia. Con il passare degli anni, un secondo capitolo e il successo del gioco online fu inevitabile ritrovare il reboot di questa serie nel 2014, che si rivelò un titolo disegnato sulle misure del giocatore fan di Star Wars, piuttosto che su quelle dell’esperto di sparatutto. 
Ora, sull’onda di entusiasmo figlia della nuova trilogia che si avvia alla pubblicazione del secondo episodio della serie principale, ottavo se consideriamo la numerazione completa, e dato il buon successo di pubblico del primo capitolo, Dice è chiamata a migliorarsi con un secondo: Star Wars Battlefront 2. Nella trasferta svedese di questi giorni siamo stati messi a direttissimo contatto con il multiplayer del gioco e con la modalità arcade, mentre tutto ciò che possiamo dirvi della campagna è raccolto nella precedente prova di Madrid, che vi riportiamo qui. Proprio sui primi due ci concentreremo in questa sede, entrando nel dettaglio esattamente come in una recensione, ma astenendoci da valutazioni definitive sul titolo che daremo una volta fatta esperienza della modalità a singolo giocatore.
NB: tutto ciò che è stato provato in questa Review Session, pur passando attraverso la struttura online del PSN, era gestita da server appositamente preparati per l’occasione. Non abbiamo pertanto avuto problemi di rete, ma non possiamo estendere la garanzia al momento in cui questi verranno aperti al grande pubblico.

Modalità Arcade

Questa è la prima modalità che viene consigliata per apprendere le basi del gioco, tanto che è anche quella il cui tutorial ci accompagnerà durante l’attesa del download. E’ una modalità a giocatore singolo o in cooperativa online e a schermo condiviso a due giocatori, ed è composta da sfide abbastanza brevi, come sconfiggere un numero prefissato di nemici in un determinato lasso di tempo. Ognuna è affrontabile secondo tre diverse opzioni di difficoltà, che ne modificano la scala dell’obiettivo e aggiungono dei modificatori alla partita, dal dimezzamento della vita del giocatore fino alla riduzione dell’intelligenza artificiale alleata. Mentre a facile e normale la pratica è presto risolta, a difficile il gioco può diventare davvero impegnativo. La struttura degli obiettivi è modellata su quella del multigiocatore, e guida il giocatore inesperto all’apprendimento delle dinamiche classiche di Battlefront e, in senso più lato, dei vari sparatutto. 
Vi consigliamo, nel caso in cui vogliate esplorarla, di farlo con un amico perchè da soli è facile non trovare lo stimolo che sia il multiplayer che la campagna sono in grado di offrire, per quanto visto.
Già da questa modalità si ha accesso alle funzionalità di progressione e personalizzazione delle classi del gioco, che sono condivise a cavallo delle varie attività, ma che analizzeremo nel dettaglio più in là nell’articolo. Ricordiamo infine che, oltre alle modalità create appositamente da DICE, c’è la possibilità di creare le proprie sfide arcade, così da potersi esercitare su mappe e situazioni precise per prepararsi nel migliore dei modi alle sfide del PvP. Arcade è dunque una modalità molto semplice, senza particolari velleità, che non brilla nel quadro generale della produzione, ma che era doveroso inserire per offrire un’esperienza completa, ma soprattutto “comoda” anche ai giocatori meno pratici.

Modalità Multiplayer

Eccoci giunti al multiplayer, piatto forte del pacchetto, nonché perno di tutto Battlefront 2, base di tutte le modalità presenti. Partiamo dai numeri: 10 ambientazioni terrestri, 5 spaziali, 5 modalità, 12 classi e 16 eroi. Essi raccolgono elementi da tutte e tre le trilogie della saga di Star Wars senza particolari preferenze. Mos Esley, Kamino e la base Starkiller, per citarne tre, convivono perfettamente all’interno dello stesso gioco senza soluzione di continuità. 
Nell’economia di un gioco come Battlefront II, in cui si è dei semplici soldati, prendere le parti della ribellione o della confederazione dei mercanti in attacco o in difesa è talmente naturale che non dovrete nemmeno abituarvi.
A questo punto entrano in gioco le modalità di cui sopra, tanto diverse da poter offrire un ventaglio di opzioni per i giocatori che non può lasciare insoddisfatto nessuno, esse sono: Galactic Assault (Assalto Galattico), Starfigher Assault (Caccia Stellari all’assalto), Heroes vs Villains (Eroi contro Malvagi), Strike (Attacco) e Blast (Eliminazione). 
La prima è la modalità più imponente, asimmetrica a 40 giocatori, che attraversa le mappe nella loro versione più distesa e le cui partite durano di più. E’ comprensiva di veicoli, terrestri e aerei, e si basa sull’avanzamento per obiettivi, similmente a Operazioni in Battlefield 1. La dinamica delle partite è coinvolgente, principalmente per il diverso ritmo delle sezioni, alcune più fluide e altre più serrate. In Kashyyyk, la più vasta delle ambientazioni, nella prima fase bisogna impedire l’avanzamento del MTT della confederazione dei mercanti, che con un’inerzia incredibile avanza inesorabilmente, obbligando nella finzione del gioco la Repubblica alla ritirata. Una volta però raggiunta la recinzione si passa a un gioco di conquista o difesa dei punti di interesse, molto più incline al combattimento ravvicinato, anche a causa della chiusura degli ambienti. Lo stesso vale per Hoth con l’incedere dell’AT-AT, mentre in altre mappe lo schema può essere differente, ma non meno vario. Ovviamente si percepisce un senso di sbilanciamento di alcune parti a dispetto di altre, ma nel complesso ha sempre vinto la squadra più agguerrita.
Starfighter Assault è invece la modalità inedita più interessante e richiesta dai fan. Stiamo parlando ovviamente delle battaglie intergalattiche, sviluppate da Criterion. Anch’esse asimmetriche, con una fazione in attacco e l’altra in difesa, sono sicuramente quelle che avvicinano il giocatore all’immaginario di Star Wars. Essere a bordo di un X-Wing o un Millenium Falcon, per non parlare dei Tie-Fighter è imprescindibile per rendere il prodotto davvero credibile e coinvolgente. L’aspetto che fa più piacere, però, è che tutto funziona a dovere, con un meccanismo di mira manuale, che al di là di un primo momento di spaesamento, riesce ad essere estremamente efficace. Gli obiettivi si susseguono senza sosta e più le manovre acrobatiche si complicano più l’effetto appagamento risulta amplificato. A malincuore dobbiamo segnalare qualche problema di hitbox con l’environment che spesso segnala contatti mortali con asteroidi e prolungamenti di navi ed edifici, anche se alla prova della moviola questi contatti non sono mai esistiti. Speriamo possano aggiustare questi dettagli, perchè tanto risulta divertente tuffarsi nei meandri angusti dello spazio, tanto diventa frustante interrompere la corsa per un motivo del genere.
Si prosegue poi con Heroes Vs Villains, la modalità 4vs4 più caciarona del pacchetto, che pone a contatto in uno scontro all’ultimo target i grandi eroi della saga riunendo dalla parte dei buoni e dei cattivi tre intere generazioni: Rey, Luke, Lando Carlissian e Leia contro Darth Vader, Boba Fett, Kylo Ren e Iden Versio, potrebbe essere uno scontro tipo. A turno, un eroe per squadra diventa target e l’obiettivo è farlo fuori, chi riesce per primo fa un punto, fino a che essi non vengono cambiati; per vincere bisogna arrivare a 8. La modalità è sicuramente un passatempo divertente, perdendo gran parte del tatticismo degli assalti, e si presta all’allenamento nell’utilizzo di questi personaggi, che richiederebbero altrimenti parecchie partite e Battle points durante le partite normali, per essere utilizzati normalmente. Le ultime due infine sono Strike (8vs8) e Blast (10vs10). Entrambe si svolgono solamente a piedi e si sviluppano su mappe che sono versioni più limitate e ponderate di quelle della conquista galattica. La prima consiste in una contesa su due punti di controllo, in cui una squadra cerca la conquista (definita da una fase di sabotaggio e in un periodo di controllo con countdown), mentre l’altra la difesa. La durata delle partite è limitata (40 è il limite di respawn tickets prima che giunga la vittoria della squadra in difesa) e la dimensione limitata innalza il fattore bilanciamento, con partite serrate e molto competitive. La seconda è, invece, il più classico Team Deathmatch che davvero non ha bisogno di presentazioni.

Il sistema di progressione/personalizzazione e loot crates

Se finora abbiamo trattato le modalità di gioco che ci accompagneranno nel corso dell’avventura con Star Wars Battlefront II, abbiamo solamente accennato al sistema a classi che vi sta dietro. Esse sono 12, comprensive di fanteria, unità di élite e veicoli, non inserendo nel conteggi i 16 eroi che invece sono a parte. Le quattro unità di fanteria (assault, heavy, officer, specialist) sono utilizzabili fin da subito nelle partite, esattamente come le controparti spaziali (fighter, interceptor e bomber). Compiendo kill e portando a termine gli obiettivi ci sono concessi dei Battle points, da spendere per accedere sempre e solo all’interno di quella partita agli eroi e all’unità di élite disponibili, anch’esse divise in categorie comuni.
Ognuna ha a disposizione tre slot per le carte boost o quelle abilità. Le prime forniscono un miglioramento generale, come potrebbe essere un surriscaldamento più lento delle armi, mentre le seconde vanno a sostituire letteralmente le abilità associate ai tasti R1 – L1 – R1+L1 con altre, con relativi pregi e difetti. Di ciascuna carta poi ce ne sono ben 4 versioni di rarità differente: comune, non comune, rara e epica. Ovviamente esse aumentano in maniera diversa la scala del potenziamento che garantiscono. Le prime tre si trovano nelle lootbox, acquistabili con crediti in-game e cristalli (acquistabili con valuta reale), mentre le epiche si possono creare solamente con crafting parts che si possono trovare nelle loot boxes o distruggendo le carte doppie. Il sunto del discorso è che esse costano al giocatore o tempo, o soldi, ma non esiste attualmente nulla che non si possa ottenere con un po’ di pazienza. Tra l’altro guadagnare carte significa far crescere il livello di una classe che quindi può sbloccare il secondo e il terzo slot di cui sopra, all’inizio del gioco preclusi. Una volta raggiunto un determinato livello, nostro e della classe, è possibile craftare i miglioramenti alle carte per poi arrivare pian piano alla creazione della versione epica. In questo modo anche con i soldi è impossibile ottenere determinate ricompense senza prima aver giocato una determinata quantità di tempo. Il tema delle microtransazioni, dunque, venuto prepotentemente alle luci della ribalta di recente, ha fatto cambiare rispetto alla beta idea e modello a DICE, che sebbene non abbia ancora finito di lavoraci su, si è dimostrata più che pronta ad ascoltare la voce della community. A ogni classe poi corrispondono determinate attività che, se compiute, sbloccano dei rewards di vario tipo, da un’arma (per un massimo di quattro) fino a semplici crediti. Va da sé che a questo punto la qualità delle partite dipenderà da un matchmaking onesto in grado di accorpare i giocatori di livello, armamentario e bravura simili.

Gameplay

Star Wars Battlefront II a terra propone uno shooting immediato, facile da addomesticare e lascia spazio a un time to kill più alto della media attuale del genere, che si allunga ulteriormente con l’utilizzo di eroi e classi avanzate. Non bisogna ragionare più di tanto, ma c’è bisogno di avere sotto controllo sia la macro che la micro situazione, con l’attenzione che deve sicuramente andare prima di tutto alla presenza di nemici nei paraggi (utilissima in questo senso la minimappa) ma che non deve mai smettere di perdere di vista l’obiettivo dell’assalto. Il sistema di classifica tramite punteggi, premia in toto chi si dedica al gioco di squadra e alla partita piuttosto che chi si avventura in solitaria in giocate personali. Stare con i propri membri della squadra, per esempio, moltiplica i Battle points accumulati, regalando un boost di tutto rispetto. Al di là del team deathmatch e della modalità HvV, infatti, la sola bravura serve a poco per portare a casa la vittoria. 
Nello spazio l’immediatezza non è altrettanta ma la soddisfazione nel riuscire a padroneggiare questo sistema di controllo manuale è più appagante e ci ha regalato partite entusiasmanti. La scala del gioco lascia da una parte spazio a ovvi sbilanciamenti, ma dall’altra crea un’infinità di situazioni che la squadra più agguerrita saprà sicuramente sfruttare a proprio vantaggio, per cui non ci siamo mai trovati a lamentare una qualche ingiustizia di fondo del gioco. Le mappe in particolare, alcune davvero ben congegnate come per esempio Kamino, sia quella terrestre sia quella spaziale, si estendono in maniera diversa a seconda della modalità, ma in tutti i casi cercano di alternare più possibile sezioni aperte a sezioni in edifici, sezioni ampie e orizzontali con parecchie coperture a quelle verticali con diversi piani di gioco. I veicoli possono aiutare la fanteria, ma in alcune zone anguste o non possono accedere o è meglio che non lo facciano perchè la scarsa mobilità potrebbe renderli prede ghiotte per il nemico. Lo shooting quindi si adatta alle esigenze di un giocatore fan di Star Wars piuttosto che quelle di un hardcore player di sparatutto.

Tecnicamente

Dal punto di vista tecnico il gioco dimostra una maturità nell’utilizzo del motore frostbyte invidiabile, con un dettaglio che su PS4 PRO a 1080p possiamo definire ottimo. Le ambientazioni, e i giochi di luce che ospitano, rendono reale l’immaginario di Star Wars per coloro che ci sono affezionati. La fedeltà infatti è garantita da Lucasfilm e quindi anche da Disney, perchè tutto ciò che fa parte di Star Wars Battlefront II appartiene in tutto e per tutto all’Universo condiviso dei film originali. Le texture sono ricche di trame, la draw distance è impostata a un livello tale da non tralasciare nulla di quanto presente a schermo. Il mondo di gioco è vivo, e al di là dei giocatori reali, non mancano effetti di navi che escono dall’iperspazio davanti ai nostri occhi, sequenze cinematografiche che conducono all’incipit o al termine di una partita, animali e civili che scappano in preda al panico al principio dell’assalto e così via. Sul networking non ci sbilanciamo e vi ricordiamo il disclaimer all’inizio dell’articolo, ma sicuramente Star Wars Battlefront 2 può vantare il Know How tecnico di DICE che, tra successi e cadute, vanta un’esperienza unica. Le hitbox, a parte quelle dell’environment sperimentate durante gli starfighter assault, sono precise e puntuali, e i respawn non sono troppo imprevedibili, come invece ancora accadde su Battlefield 1. Artisticamente sul piano visivo e musicale il pacchetto è l’usato garantito di Star Wars, che come sappiamo vanta un numero di fan incredibile che non potranno che apprezzare anche quanto riproposto nel gioco.

– Shooting immediato
– Mappe ampie e dal design ben caratterizzate
– Starfighter Assault notevole
– SIstema di progressione non pay-to-win
– Graficamente una delizia






Il multiplayer di Star Wars Battlefront II, introdotto da una semplice e solida modalità arcade, è sicuramente variegato e ricco di attività. I due assalti, galattico e starfighter, sono i primi ad averci particolarmente convinto, sia per la scala e la realizzazione delle mappe sia per varietà di sezioni che offrono, ma in ogni caso l’offerta sembra di tutto rispetto, considerato poi che molti degli aggiornamenti previsti per il futuro saranno gratuiti. Tecnicamente il gioco è molto valido, soprattutto sul piano grafico, e accompagna un’ambientazione di cui conosciamo l’impatto mediatico.
Il sistema di loot crates, rinnovato rispetto alla beta limando le microtransazioni, ci è sembrato onesto e adeguato al modello di progressione delle classi, che fa del tempo del giocatore il principale elemento per il miglioramento del proprio arsenale. La nostra esperienza con il gioco però non finisce qui e vi rimandiamo fra qualche giorno all’analisi della campagna e quindi alla valutazione definitiva di Star Wars Battlefront 2.