Recensione 3 min

Skate Attack

Ci sarà un giorno in cui anche i titoli meno altisonanti riusciranno a meravigliare ed a renderci lieti. Ci sarà un giorno in cui l’originalità di ogni gioco prevarrà sull’irrefrenabile desiderio di taluni sviluppatori di imitare campioni videoludici assurti a modello.
Ci sarà un giorno in cui il mercato diverrà maggiormente selettivo. In tutti e tre i casi, non è questo il giorno. E Skate Attack ce lo ricorda impietosamente

Piattaforma:
PS2
Genere:
azione
Data di uscita:

Chi segue gli altri non arriva mai primo
Sagge parole. Infatti calando nel reale senza troppi fronzoli il succitato discorso dal gusto aragorniano, non si può far a meno di constatare quanto il lavoro della Midas Interactive sia stato palesemente influenzato dal non plus ultra del genere skater, Sua Maestà Tony Hawk che almeno scolasticamente dovrebbe sprizzare felicità da ogni poro dopo aver osservato con quanta destrezza questi allievi hanno assimilato la lezione, immergendola d’altro canto in un contesto diverso. Il titolo infatti è un arcade puro, dove più di una volta si sfidano le leggi fisiche in un ambiente di stampo post-moderno e con uno stile “plasticoso” ma abbastanza intrigante. Ma andiamo con ordine.
Skate Attack permette di scegliere tra uno dei due personaggi disponibili all’inizio (anche se presenziano altri quattro sbloccabili) infilandoli in una città futuristica dove il malvagio Virus, definita “pazza mascotte di un casinò” si è scisso dal suo cartellone pubblicitario (??) e rapisce il vostro compagno di skateboard. Converrete con me che la trama è di quanto più banale si possa vedere in un gioco, e che una sua assenza sarebbe stata molto più gradita se il risultato finale è così soggetto a critiche.
Meno male che non partite in totale ignoranza dell’uso del vostro skate,visto che in precedenza vi siete sorbiti un approfondito allenamento da parte di una sottospecie di santone che vi avrà già addestrato a puntino sulle tecniche base da assimilare per affrontare ogni evenienza: l’innovazione sta nell’aggiungere alle basilari combo a base di lip, grind e kick non tanto una barra di Adrenalina alimentata a suon di combo quanto la facoltà di mazzolare con il vostro fido skate fantascientifici nemici.
Mentre la prima vi permetterà di compiere prodigiose acrobazie circensi, potenziando per un breve lasso di tempo le umane capacità del (anonimo) protagonista, la successiva si attiene alla seconda parte del titolo porgendo un sistema di combattimento fin troppo basilare nonostante l’intelligenza artificiale nemica sia esente da più di una critica. Non ponendo la propria chiave di volta negli scontri frontali, il titolo viene in parte graziato da questa “carenza bellicosa” ,ed è ancor più facile chiudere un occhio una volte considerata l’estrema varietà delle missioni affibbiate dai leccapiedi di Virus. Ad esempio sarà davvero piacevole impadronirvi di una sorta di raggio verde che rallenterà il flusso del tempo (chi ha detto Prince of Persia?) da usare a mo di gancio sui vari veicoli, ma soprattutto sui Drone, robot volanti che popolano la città, sui quali sarà piacevole fare un giro ma ancor più soddisfacente scagliarli contro tutto ciò che vi verrà in mente (anche se la Fisica di gioco non sarà dello stesso parere).Particolarmente rimarchevoli i duelli con i boss che vi daranno spesso filo da torcere, fomentando i vostri riflessi a compiere al meglio il loro dovere. E’ dunque un vero peccato asserire che, sotto l’aspetto “qualitativo”, le magagne non tardano a venire a galla: quasi la totalità delle missioni infatti è scandita da un antipaticissimo coutdown che ingozzerà i vostri animi di una snervante ansia, considerato anche il precario equilibrio del fattore sfida che oscillerà così frequentemente tra massimi e minimi da sfibrare i vostri nervi a tal punto che imploreranno pietà.
Nemmeno la disciplinata modalità multiplayer per più di quattro giocatori potrà lenire l’assoluta mancanza di un benché minimo anelito di grandezza. Peccato, sarebbe bastato mirare un po’ più in alto…

L’occhio e la sua parte
Per lo meno stilisticamente il prodotto è discretamente estroso: è tutto molto “giocattoloso”, tanto da annichilire un qualsiasi alone “serio” (che d’altronde avrebbe contraddetto lo spirito del gioco) anche se scommetto che non tutti lo apprezzeranno. Gli ambienti, vistosamente meno dettagliati del protagonista, sono d’altro canto colorati, luminosi e sgargianti, trascinando con poca forza un fanciullesco sorriso sui nostri volti che scomparirà d’un tratto una volta resoci conto della loro estrema limitatezza, roba da far avvilire un qualunque GTA (3D).
Dal sorriso ad una smorfia di disappunto, una volta constato che lo stesso sonoro è dannatamente fastidioso ed inopportuno, tralasciando gli effetti sonori passabili ma nulla più.

– Buona varietà di missioni
– I Drone spaccano!
– Graficamente si è visto di peggio

– Manca di personalità
– Difficoltà mal calibrata
– Sezioni combattive da rivedere

5.5

Skate Attack, volendo usare un eufemismo per essere clementi, prende pacchianamente ispirazione da Tony Hawk, dimenticando sia che la classe non è acqua ma soprattutto che è difficilmente riproducibile se non la si possiede.
Per carità, il titolo non merita il totale rogo grazie ad un divertimento che tutto sommato traspare pad alla mano, in merito in special modo all’assenza della temibilissima ripetività; ma l’acquisto è esclusivamente consigliato a coloro i quali hanno già spolpato ogni capitolo della saga del famosissimo skater appena nominato, e tutti i fanatici con la” F” maiuscola di questa disciplina