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Ridge Racer Unbounded

Al solo sentir parlare di Ridge Racer, balenano nella mente dei giocatori gare a folli velocità, dove i testa a testa hanno sempre avuto il dominio assoluto e le derapate rappresentavano il vero e proprio marchio di fabbrica di tutte le produzioni associate. Nelle mani di Bugbear, ben noti nel mondo dei racing game per i primi due Flatout, il brand è pronto a ritornare, cambiato però questa volta profondamente, non solo dal punto di vista tecnico ma anche, e soprattutto, nell’anima. Un codice giunto in redazione ci ha permesso di provare a fondo il nuovo racing game targato Namco Bandai, capace di divertirci sin dalla prima accelerata.

Genere:
guida-arcade
Data di uscita:
Sviluppatore:
BugBear Entertainment
Distributore:
Namco Bandai

Ci si rifà il look
Ora che avete focalizzato bene il prodotto, prendete tutto quello che vi ricordate dei vecchi Ridge Racer e accantonatelo perché Unbounded è un vero e proprio nuovo inizio per la saga. Gli elementi peculiari di questa produzione sono da ricercarsi fondamentalmente in tre fattori: la spettacolarità, la distruttibilità e la creatività.
Strizzando fortemente l’occhio alla serie di Burnout, Ridge Racer Unbounded ci metterà alla guida di bolidi a quattro ruote su circuiti cittadini, dove boost, scorrettezze e scorciatoie saranno le nostre migliori alleate.
La cornice delle scorribande stradali sarà Shatter Bay, una città spaccata in due, tra la ricchezza e lo sfarzo dei benestanti signori e la povertà caratteristica dell’ambiente suburbano. In questo clima di tensione e ingiustizia sorgono così gli Unbounded, piloti fuorilegge decisi a prendere possesso dell’intera città partendo ovviamente dalle strade, spinti unicamente dal desiderio di sentir stridere le gomme sull’asfalto e assaporare l’adrenalina che schizza a mille durante le gare. Il nostro compito in questo caso sarà quello di farci accogliere tra le loro fila, ovviamente nell’unico modo che possa contare qualcosa: vincendo gare di velocità.
Il titolo si presenta quindi con una modalità singleplayer piuttosto corposa, sebbene non originalissima, che ci porterà a sfrecciare tra le vie di Shatter Bay attraverso tutta una serie di gare competitive che spazieranno dalle classiche sfide a tempo, passando da prove di derapata e duelli contro gli altri piloti fino ad arrivare a golosissime battaglie contro i veicoli della polizia a bordo di un truck. A differenza del sopracitato Burnout però qui il traffico non sarà un intralcio e l’impatto con le altre auto le farà schizzare via, ricompensandoci con preziosi punti per la spettacolarità dell’azione. Questi punti potranno essere acquisiti, inoltre, eseguendo salti e derapate, andando ad impattare contro muri di cemento ed ovviamente eliminando i nostri avversari in gara. Tutto questo ci permetterà di riempire un’apposita barra speciale ad uso singolo con diverse funzionalità in base alla competizione alla quale si sta partecipando. Nelle sfide contro il tempo ad esempio, la barra funzionerà esattamente come il più classico dei turbo, mentre nelle gare di dominazione e distruzione ci permetterà di annientare gli avversari semplicemente andandogli addosso od ancora abbattere particolari palazzi, aprendo nuove vie percorribili e dando vita a scorciatoie. Essendo le gare ideate principalmente su circuiti e non su percorsi, sarà quindi importantissimo cercare di scovare i vari tagli durante i primi giri di pista così da poterli poi sfruttare anche ai passaggi successivi, cosa che inspiegabilmente non abbiamo mai visto fare ai nostri competitor, forse ancora un po’ troppo permissivi in termini di aggressività e grinta.

Modello di guida arcade, che più arcade non si può
Gli amanti della simulazione, ovviamente, dovranno tenersi alla larga. Ridge Racer non ha mai avuto velleità di realismo ed in questa sua nuova incarnazione le cose non sono certamente cambiate. La nostra vettura, selezionabile tra una buona quantità di modelli e tipologie, sarà un vero e proprio carro armato e potrà abbattere la maggior parte delle strutture in cemento semplicemente passandoci attraverso, con crolli credibili ripresi da una cam appositamente studiata per aumentare la spettacolarità dell’azione. La guidabilità dei veicoli è piuttosto buona anche se questi ci hanno dato l’impressione di risultare un po’ troppo leggeri in alcuni frangenti, sobbalzando eccessivamente e rimbalzando contro sponde e pareti in maniera sin troppo innaturale. Il tutto ovviamente volge a favore dalla spettacolarità ma porterà il giocatore a sfruttare le sponde per poter entrare in curva a tutta velocità ed appoggiarsi al guard rail in uscita, guadagnando prezioso tempo sugli avversari che non sfrutteranno questa tecnica. Gli impatti frontali, al contrario, saranno devastanti e vi faranno perdere tempo prezioso prima di poter tornare normalmente a gareggiare. Durane gli incidenti avrete comunque il parziale controllo della vettura e potrete muoverla verso i vostri avversari in arrivo, cercando quantomeno di ostacolarli.
Terminata con successo una gara, piazzandosi cioè almeno sul podio, si verrà ricompensati con punti esperienza grazie ai quali salire di livello, sbloccare nuove vetture ed eventi e, cosa ancora più importante, ottenere nuovi pezzi per l’editor di tracciati: vero pezzo forte di Unbounded.

La pista è mia e decido io con chi giocarci Oltre alla componente single player, Ridge Racer Unbounded darà la possibilità a tutti i provetti piloti di creare i propri tracciati personalizzati attraverso un editor molto completo ed assolutamente intuitivo per poi pubblicarli online a disposizione di tutta la comunità. Il livello sarà diviso in settori e all’interno di ognuno di essi sarà possibile inserire una parte di circuito, ovviamente in numero limitato per venire incontro alle disponibilità di memoria delle console HD. Una volta completato, sarà poi possibile agire sui dettagli, zoomando e inserendo elementi da distruggere, scorciatoie, rampe, salti e giri della morte. Per l’imitare l’abuso dell’oggettistica si avrà a disposizione una sorta di budget prestabilito ma finché non lo esaurirete potrete continuare indisturbati ad aggiungere dettagli, tenendo però a mente che riutilizzare item già posizionati sarà meno dispendioso che inserirne di nuovi.
La libertà offerta è veramente notevole e la quantità di tracciati e città che sarà possibile creare è infinita, vi basti pensare che l’intero gioco è stato costruito sfruttando questo editor. Se la community si rivelerà creativa e capace, come spesso accade in questi casi, la succitata funzione potrebbe decretare da sola il successo del titolo, rendendone praticamente infinita la longevità.
A questo va ad aggiungersi comunque un comparto multi giocatore solido, nel quale presenzia la possibilità di partecipare a sfide speciali lanciate dagli altri giocatori. Queste avranno una durata di un giorno, sei ore o sessanta minuti e durante questo periodo di tempo dovrete tentare di battere il tempo od il record, a seconda della competizione, del primo in classifica per potervi aggiudicare gli ambiti Domination Point. Non mancano ovviamente le gare più classiche prese di peso dalla modalità single player e proposte nuovamente per essere affrontate contro sfidanti in carne ed ossa.

Stile moderno per la nuova anima dei racers
Il comparto tecnico è più che discreto e, soprattutto, possiede uno stile capace di distinguerlo dalle altre produzioni. Le luci al neon che si stagliano poco sopra l’asfalto, le scie luminose lasciate dai fari delle auto e gli ottimi riflessi delle carrozzerie vanno a braccetto con una colonna sonora caratterizzata da brani attuali, capitanati da Skrillex, ormai abusato nelle produzioni videoludiche ma sempre di grande effetto, specialmente in un racing game tamarro come questo.
Ottimi i modelli delle vetture anche se le deformazioni in seguito agli incidenti saltuariamente si sono rivelate poco convincenti mostrando ancora qualche problema da sistemare. Una delle cose che abbiamo apprezzato di più è sicuramente la nuova interfaccia, con scritte e indicazioni luminose poste direttamente ai bordi della pista, grazie alle quali saremo sempre informati del distacco dall’auto più vicina a noi e sul percorso da seguire. Segnaliamo infine l’assenza dell’amata Reiko Nagase, sostituita in questo capitolo da una ben più oscura Kara Shindo, molto più affine alla piega presa dal nostro titolo corsistico.

– Spettacolare e veloce
– Editor immenso
– Longevità pressoché infinita




Ridge Racer è cambiato profondamente. Con questo Unbounded il marchio si allontanerà dalle sue origini andandosi a mettere in diretta competizione con quel colosso di giocabilità e divertimento che porta il nome di Burnout. Le possibilità per fare bene tuttavia ci sono tutte: il motore di gioco è piuttosto fluido, musiche e colori si legano insieme alla perfezione e la longevità sembra essere garantita da un editor di tracciati veramente completo. Permane qualche dubbio sull’intelligenza artificiale un po’ troppo permissiva e sulla gestione dei danni delle vetture da verificare con test approfonditi in sede di recensione. L’appuntamento è quindi rimandato per la fine del mese, quando Ridge Racer mostrerà pubblicamente il suo nuovo volto.