Recensione 4 min

Rabi Ribi, la recensione delle avventure di una coniglietta coraggiosa

Disponibile già da qualche mese su Steam, Rabi-Ribi è ora giocabile su PlayStation 4 e Ps Vita. Scopriamo se le strambe vicende della coniglietta Erina valgono la pena di essere vissute anche su console.

Piattaforma:
PS4

Social justice bunnies
Così come scrivevamo nella nostra precedente recensione Rabi-Ribi è una sorta di metroidvania che strizza l’occhio a diversi altri generi come bullet hell, GDR, avventura esplorativa e testuale. Il tutto ruota attorno alle vicende della coniglietta Erina che – ovviamente – un bel giorno si risveglia con le sembianze di una normale ragazzina, a eccezione delle grandi orecchie e del costumino succinto che le conferiscono il classico aspetto da “coniglietta”. Da qui partiranno le avventure della protagonista che la porteranno ad attraversare nove macro aree di gioco, corredate da circa 20 sotto-aree, con l’obiettivo di tornare alle sue sembianze originali. La nostra, però, non sarà da sola, visto che dopo la prima ora di gioco si unirà a noi Ribbon, fatina tuttofare che consente alcune gradevoli variazioni nel gameplay. Delle dinamiche di gioco, però, parleremo dopo: in questa sede ci preme analizzare brevemente la trama, che come comprensibile è completamente fuori dalle righe, e in qualche modo corrispondente ai canovacci delle narrazioni leggere di stampo orientale. L’intero mondo di gioco, dalla grafica alla caratterizzazione dei personaggi, presenta infatti quell’aspetto molto “kawai” che rende il tutto molto carino, strambo o ironicamente inquietante, a seconda dei vostri gusti artistici. I nemici che si dovranno affrontare, ad esempio, potranno essere di tipo animale, come altri roditori della nostra specie, oppure vere ragazze vestite da conigliette che pretendono di farci la pelle. Comprendere perché delle ragazze che vogliono vestirsi da conigliette vogliano far fuori un coniglio diventato umano va oltre le nostre capacità, e in generale sono proprio queste situazioni paradossali che rappresentano il fulcro della narrativa. Da buon gioco di stampo orientale, poi, Rabi-Ribi presenta molti dialoghi testuali; il numero delle interruzioni legate alle interazioni tra i protagonisti, in effetti, ci è sembrato fin troppo elevato, e non sono state poche le volte in cui siamo stati tentati di skippare interamente qualche scambio di battute non proprio imperdibile. 

Stelline fatali
Scritto della narrativa sui generis e decisamente verbosa, è tempo di passare all’analisi del gameplay. In questo ambito Rabi-Ribi offre soddisfazioni decisamente maggiori, grazie a un impianto da metroidvania solido e impegnativo. In generale, dunque, quello che dovremo fare sarà girovagare per i livelli bidimensionali come se si trattasse di un platform qualsiasi, stando attenti però a raccogliere oggetti preziosi per l’evoluzione di Erina. La nostra, infatti, potrà incorrere in pozioni capaci, ad esempio, di aumentarne la vita e la capacità di sferrare colpi. Man mano che si procederà nell’avventura la nostra potrà utilizzare attacchi differenti, che una volta padroneggiati aumenteranno di potenza ed efficacia. A questo elemento ruolistico si accompagna la dinamica esplorativa, che obbligherà spesso a tornare sui propri passi alla ricerca di passaggi e vie in un primo tempo inaccessibili, ora raggiungibili grazie alle nostre nuove abilità. La presenza di Ribbon, inoltre, consente di lanciare attacchi a distanza, a loro volta migliorabili nel corso del gioco. Nel complesso possiamo dire senza particolari timori di smentite che il titolo CreSpirit  risulta essere veramente impegnativo, anche e soprattutto per via delle circa 40 boss fight presenti. Anche qui, l’aspetto kawai del gioco non deve trarre in inganno: è vero che i nostri nemici sono carini da vedere e sparano stelline o raggi colorati, ma abbassare la concentrazione per un attimo vuol dire fallire e ricominciare dall’ultimo checkpoint. La cosa più importante da tenere in considerazione, durante gli scontri, è il pattern di attacco del nemico, che tenderà a ripetersi schematicamente. Quello che non ci è piaciuto di queste pur avvincenti fasi è la realizzazione della hitbox degli attacchi avversari, che veramente abbiamo faticato a interpretare. Nonostante la difficoltà elevata, in ogni caso, Rabi-Ribi è un bullet hell dal cuore nobile: la versione console presenta infatti quattro livelli di difficoltà, cui si accompagna la possibilità di scegliere due modalità di gioco principali. Nella standard, ad esempio, la durezza delle boss fight viene condizionata dai potenziamenti ritrovati, nonché dal progresso della storia. Una scelta utile, questa, se si considera che molte volte sarà possibile visitare gli ambienti proposti nell’ordine preferito, senza percorsi obbligati. La modalità Alternative, invece, viene influenzata esclusivamente dagli oggetti ritrovati, e rappresenta la scelta giusta per chi non ha paura di grinding, backtracking ed esplorazione. Il capitolo delle modalità di gioco, in ogni caso, è veramente molto ricco, e continua anche con contenuti post-game sbloccabili tra i quali spicca la modalità Boss Rush, che consente di combattere nuovamente le varie boss fight.

Tutto molto molto carino
Parlando di Rabi-Ribi la prima avvertenza data da molti giocatori è quella di non fermarsi alle apparenze, e di andare oltre all’aspetto che caratterizza la grafica di un titolo che, come visto, sul fronte del gameplay ha comunque molto da dire, risultando privo di sbavature anche nel sistema di controllo e nella fluidità di gioco complessiva. In ogni caso, è pur giusto parlare di una estetica che vede nella pixel art una delle caratteristiche primarie, visto che l’aspetto delle varie protagoniste segue questo particolare stile. I disegni di intermezzo, nonché le figure visibili durante i dialoghi, però, seguono chiaramente lo stile di animazione giapponese, per una realizzazione che piacerà sicuramente agli appassionati. Constatata, a proposito di dialoghi, l’assenza della localizzazione italiana, è tempo di concludere questa analisi di Rabi-Ribi accennando al comparto audio, che propone oltre 50 musiche di sottofondo veramente adeguate e azzeccate per ogni zona di gioco.

– Gameplay vario e impegnativo
– Tante modalità di gioco
– Piacevole comparto sonoro

– La hitbox degli attacchi dei nemici non è sempre interpretabile facilmente
– Dialoghi molto lunghi, ma per fortuna skippabili

8.0

Anche su console Rabi-Ribi si conferma essere un titolo vario e molto impegnativo. Gli elementi da metroidvania, platform bidimensonale, bullet hell e GDR sono presenti anche nella versione per PlayStation 4 e Ps Vita, e restituiscono una sfida per niente banale, scalabile e profonda, considerate le diverse modalità di gioco disponibili. Allo stesso tempo riemergono alcuni difetti tecnici, come la difficile interpretazione della hit box degli attacchi avversari, nonché una certa verbosità di troppo nei dialoghi, per fortuna skippabili. Nel complesso, però, il gioco si conferma in maniera di sicuro positiva: se non lo avete già provato su PC, e avete voglia di un metroidvania che non si prende troppo sul serio, questa potrebbe essere l’occasione giusta.